Diocesi di Sansepolcro: differenze tra le versioni

Se nel [[1363]] l'abate e il vescovo diocesano si erano accordati circa i rispettivi ambiti di esercizio della giurisdizione ecclesiastica, con l'inizio della signoria malatestiana nel [[1371]] la comunità di Sansepolcro matura la coscienza della propria indipendenza da [[Città di Castello]] e chiede, ottenendolo, il sostegno dei signori per ottenere anche l'indipendenza ecclesiastica. Così, grazie alle buone relazioni di [[Carlo I Malatesta|Carlo Malatesti]] con [[papa Bonifacio IX]] la comunità ottiene per il proprio abate la giurisdizione episcopale spirituale e temporale e l'immunità e l'esenzione dal vescovo diocesano e da qualsiasi altro vescovo. Il testo del privilegio apostolico è solennemente proclamato in una affollata assemblea degli uomini di Sansepolcro all'interno della sala grande del palazzo comunale il 19 agosto [[1401]], alla quale sono presenti sia l'abate che il vicario di [[Pandolfo III Malatesta|Pandolfo Malatesti]] signore generale di Sansepolcro<ref>Firenze, Archivio di Stato, Notarile antecosimiano, 7122, alla data</ref>.
 
A partire dal 1441, quando Sansepolcro è ceduta alla repubblica fiorentina da [[papa Eugenio IV]], si sviluppa la coscienza della autonomia definitiva da Città di Castello, da estendere anche a livello ecclesiastico: il 25 settembre 1441 il comune invia un'ambasceria a Firenze con l'incarico di chiedere l'intervento della Repubblica una soluzione diplomatica o, se proprio non si potrà fare altrimenti, che la terra del Borgo sia fatta città per poter essere messi al sicuro dal vescovo di Città di Castello: «et quando aliter fieri non possit procuretur cum eo quod terra Burgi fiat civitas et tunc erimus tuti ab episcopo Castellano»<ref>G. B. G. Scharf, ''Borgo San Sepolcro a metà Quattrocento. Istituzioni, società, cultura (1440-1460)'', Firenze 2003, p. 181.</ref>; nel 1515 chiede a Lorenzo dei Medici l'accorpamento alla diocesi di [[Sarsina]]<ref>Su questo tema, fondamentale per comprendere una parte delle motivazioni che furono all'origine della diocesi, cfr. Gian Paolo G. Scharf, ''La diocesi prima della diocesi: la coscienza urbana di Borgo San Sepolcro nel Quattrocento'', in "Pagine altotiberine", 6, 1998, pp. 95-104</ref>. Il 23 settembre 1515 papa Leone X erige la diocesi di Sansepolcro, scorporando da quella di [[Diocesi di Città di Castello|Città di Castello]] tutte le parrocchie nello Stato fiorentino, ma il provvedimento non viene eseguito ed è ripetuto cinque anni dopo. Nel periodo 1515-1520 la diplomazia locale e quella della Repubblica di Firenze lavorano alacremente per ottenere l'erezione della nuova diocesi, sostenute anche dal cardinale [[Papa Clemente VII|Giulio de' Medici]].
Il 17 settembre 1520, [[Leone X]] presiede il concistoro nel quale, essendo referente il cardinale arcivescovo di Bologna (cioè [[Achille Grassi]], già vescovo di [[Diocesi di Città di Castello|Città di Castello]]), l’«oppidum Burgi Sancti Sepulchri, in dominio Florentino, in civitatem eiusdem nominis, et monasterium Ordinis Camaldulensis in dicto oppido constitutum, cuius ordo et dignitas abbatialis, suppressus fuit, illiusque ecclesia erecta est in cathedralem cum privilegiis et assignata est diocesis de consensu episcopi Civitatis Castelli et prefati cardinalis relatoris», trasferendo al nuovo vescovo il conferimento di tutti i benefici finora assegnati dal vescovo di Città di Castello, a sua volta ricompensato con altri benefici nel plebato di [[Pieve di San Pancrazio (Sestino)|Sestino]], con tutti i castelli. Inoltre, sono concessi al vescovo di Sansepolcro due benefici trasferiti dalla diocesi aretina e il vescovo castellano sarà risarcito della perdita del censo di 24 ducati pagato dall’abate di Sansepolcro con un beneficio. La nuova cattedrale, suffraganea dell’arcivescovo di Firenze, sarà provvista nella persona di Galeotto Graziani, attuale abate del monastero di Sansepolcro, e saranno erette tre dignità e dodici canonicati, che dovranno essere dotati dai laici della città<ref> Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Archivio Concistoriale, Acta Vicecancellarii, 2, c. 161v.</ref>.
 
===La creazione della diocesi da parte di papa Leone X===
Nel periodo 1515-1520 la diplomazia locale e quella della Repubblica di Firenze lavorano alacremente per ottenere l'erezione della nuova diocesi, sostenute anche dal cardinale [[Papa Clemente VII|Giulio de' Medici]].
Il 17 settembre 1520, [[Leone X]] presiede il concistoro nel quale, essendo referente il cardinale arcivescovo di Bologna (cioè [[Achille Grassi]], già vescovo di [[Diocesi di Città di Castello|Città di Castello]]), l’«oppidum Burgi Sancti Sepulchri, in dominio Florentino, in civitatem eiusdem nominis, et monasterium Ordinis Camaldulensis in dicto oppido constitutum, cuius ordo et dignitas abbatialis, suppressus fuit, illiusque ecclesia erecta est in cathedralem cum privilegiis et assignata est diocesis de consensu episcopi Civitatis Castelli et prefati cardinalis relatoris», trasferendo al nuovo vescovo il conferimento di tutti i benefici finora assegnati dal vescovo di Città di Castello, a sua volta ricompensato con altri benefici nel plebato di [[Pieve di San Pancrazio (Sestino)|Sestino]], con tutti i castelli. Inoltre, sono concessi al vescovo di Sansepolcro due benefici trasferiti dalla diocesi aretina e il vescovo castellano sarà risarcito della perdita del censo di 24 ducati pagato dall’abate di Sansepolcro con un beneficio. La nuova cattedrale, suffraganea dell’arcivescovo di Firenze, sarà provvista nella persona di Galeotto Graziani, attuale abate del monastero di Sansepolcro, e saranno erette tre dignità e dodici canonicati, che dovranno essere dotati dai laici della città<ref> Città del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Archivio Concistoriale, Acta Vicecancellarii, 2, c. 161v.</ref>. Il primo vescovo, [[Galeotto Graziani]], già abate dell'abbazia, prende possesso della diocesi l'8 aprile 1521.
 
Il primo vescovo, [[Galeotto Graziani]], già abate dell'abbazia, prende possesso della diocesi l'8 aprile 1521.
 
====La reazione della città====
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