Differenze tra le versioni di "Mariano Ospina Pérez"

Nel marzo [[1948]] [[Jorge Eliécer Gaitán]], esponente]] spicco della fazione progressista e populista del Partito Liberale divenne il leader indiscusso del Partito, e decise di ritirare gli esponenti liberali dal governo do coalizione voluto da Ospina. Tale decisione era in parte motivata dalle accuse di brogli elettorali organizzati dal Partito Conservatore per consentire l'ascesa al potere di Ospina durante le elezioni presidenziali del [[1946]], con la invalidazione, secondo i Liberali, di circa un milione e ottocentomila voti in favore dei candidati liberali. In risposta al ritiro dei liberali dal governo di coalizione, Ospina formò un nuovo governo interamente composto da esponenti del Partito Conservatore, scatenando violente proteste e dimostrazioni in tutto il Paese.<br>
La situazione precipitò quando, in circostanze del tutto confuse, il leader del Partito Liberale venne assassinato il [[9 aprile]] [[1948]] da un disoccupato di nome [[Juan Roa Sierra]]; Gaitàn era in lizza per la seconda volta come candidato liberale alle elezioni presidenziali del [[1950]] dopo aver vinto le primarie del suo partito ed era forte di un largo consenso popolare, fattori che davano come probabile la sua nomina a prossimo Presidente della Colombia. L'assassinio di Gaitàn provocò l'esplosione di violente manifestazioni e di disordini in tutto il territorio della capitale colombiana [[Bogotà]], nota con il nome di ''[[Bogotazo]]''. Per affrontare la difficile emergenza Ospina cercò di creare un governo di unità nazionale, ma senza successo. Supportato dal Partito Conservatore egli intraprese una campagna di repressione contro le proteste liberali scatenatesi in tutto il paese. In tutta risposta il Partito Liberale si appellò al Congresso colombiano per muovere pesanti accuse contro il Presidente Ospina il quale, prima che potesse essere mosso qualsiasi procedimento inquisitorio contro di lui, sciolse il Congresso e dichiarò lo [[stato d'assedio]] il [[9 novembre]] [[1949]] con lo scopo di ripristinare l'ordine costituito; quest'ultima decisione diede di fatto vita, fino al [[1958]], ad un periodo di dittatura civile e militare con la sospensione di tutti i diritti costituzionali.<br>
Il [[7 agosto]] [[1950]], anche grazie al boicottaggio di protesta del Partito Liberale che non presentò alcun candidato, [[Laureano Gómez Castro]], esponente dell'ala più conservatrice del Partito Conservatore, venne eletto nuovo Presidente della Colombia. Dopo aver passato le consegne, Ospina uscì dalla scena politica per riemergere nel [[1952]] come esponente di spicco dell'ala moderata all'interno del Partito Conservatore, in opposizione alla fazione a sostegno di Gòmez Castro. I due esponenti politici continuarono a fronteggiarsi sostenuti dai rispettivi sostenitori spaccando di fatto il Partito Conservatore fino a quando, appoggiando il [[colpo di Stato]] del generale [[Gustavo Rojas Pinilla]] che pose fine alla dittatura di Gòmez Castro, Ospina non ebbe la meglio sul suo avversario. Il sostegno politico di Ospina al nuovo regime terminò due anni dopo quando, in netto contrasto con le sue convinzioni moderate, la presidenza di Rojas Pinilla intraprese una direzione più progressista. Dopo aver partecipato attivamente alla creazione del [[Fronte Nazionale (Colombia)|Frente Nacional]], si ritirò dalla vita politica nel [[1962]], lasciando come suo erede politico [[Misael Pastrana Borrero]] a capo dell'ala moderata che da allora prese nome di ''ospino-pastranista''. Morì a [[Bogotà]] all'età di 84 anni.
 
==Famiglia==
4 947

contributi