Biblioteca comunale Dionisio Roberti: differenze tra le versioni

Nessun oggetto della modifica
 
== Storia ==
Per la verità lL'interesse del comune di Sansepolcro di dotarsi di una propria biblioteca è assai antico e matura nell'ambito della cultura umanistica ampiamente diffusa tra il gruppo dirigente e il ceto intellettuale locali della seconda metà del XV secolo. Questa intenzione è manifestata già nel 1468, quando alla vedova di Iacopo Anastagi è vietata la vendita dei manoscritti di proprietà del defunto marito per poterne fare “libraria et biblioteca in terra nostra”<ref> J. R. BANKER, A legal and humanistic library in Borgo San Sepolcro in the middle of the fifteenth century, in «Rinascimento», serie II, XXXII, 1993, pp. 176-177</ref>. Tuttavia la cosa non aveva avuto seguito e per i secoli successivi non si conosce nulla, al momento, sulla esistenza di una biblioteca pubblica a Sansepolcro.
 
Come molte biblioteche comunali italiane, anche quella di Sansepolcro nasce nel clima del riformismo settecentesco, caratterizzato anche da numerosi interventi di riforma o soppressione da parte dello Stato nei confronti degli ordini religiosi. L'origine dell'attuale '''Biblioteca Comunale Dionisio Roberti''', infatti, è da individuare nel [[1774]], quando il commissario governativo incaricato della liquidazione dei beni degli otto collegi soppressi dei Gesuiti in Toscana, conte Federico Barbolani da Montauto, propone che, per comodità dei maestri delle scuole e del pubblico, vengano assegnate al comune le aule delle scuole e la biblioteca del collegio (il cui fondo costituisce ancora oggi una della più interessanti componenti del fondo antico della Biblioteca Comunale). Ancora nel 1812, però, i libri sono conservati nella vecchia sede e il comune si dichiara non disposto a sostenere le spese per l'allestimento di una sede a sé stante per la biblioteca<ref>Cfr. E. Chapron, ''Il patrimonio ricomposto. Biblioteche e soppressioni ecclesiastiche in Toscana da Pietro Leopoldo a Napoleone'', in «Archivio Storico Italiano», anno 167, 2009, pp. 299-345.</ref>.
Utente anonimo