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|didascalia2=Vista posteriore della versione restyling
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La '''Lancia Fulvia''' è un'[[automobile]] prodotta dalla [[Case automobilistiche|casa automobilistica]] [[Torino|torinese]] [[Lancia (azienda)|Lancia]] dal [[1963]] al [[1976]] nel nuovo [[Stabilimento Lancia di Chivasso|stabilimento di Chivasso]] con 3 tipi di carrozzeria: [[berlina]] 4 porte, [[coupé]] e coupé Sport [[Zagato]].
 
== La berlina (1963-1972) ==
[[File:Lancia Fulvia 2C dutch licence registration AE-65-89 pic1.JPG|thumb|Una Lancia Fulvia 2C]]
La prima versione ad essere lanciata sul mercato fu la
berlina a 4 porte, che nel 1963 entrò nel listino Lancia al posto dell'ormai anziana [[Lancia Appia|Appia III serie]].
 
Caratterizzata da una linea a 3 volumi squadrata e non particolarmente attraente (benché il disegno fosse opera di quel Piero Castagnero che disegnò anche la ben più riuscita versione coupé), la ''Fulvia'' berlina aveva una meccanica assai moderna. Tra le caratteristiche tecniche salienti si segnalavano la [[trazione anteriore]], il [[Motore a combustione interna|motore]] con cilindri (4) a [[Motore a V|V]] stretta (12 gradi) e distribuzione [[albero a camme|bialbero]] in testa e bilancieri, i 4 [[freno a disco|freni a disco]] e il telaietto ausiliario, a cui era ancorata anche la [[sospensione (meccanica)|sospensione]] anteriore (ruote indipendenti), che sosteneva il gruppo motore-[[cambio (meccanica)|cambio]] (quest'ultimo manuale a 4 rapporti con comando al volante). Classico, invece, il retrotreno ad assale rigido.
 
Con una [[cilindrata]] complessiva di 1091 [[centimetro cubo|cm³]] il piccolo V4, alimentato da un solo [[carburatore]] doppio corpo verticale, forniva una potenza massima di 58 [[cavallo vapore|cvCV]], sufficiente a far raggiungere alla poco [[aerodinamica]] ''Fulvia'' una [[velocità]] massima di 138[[km/h]].
 
Nonostante le discussioni sulla carrozzeria, a suo modo elegante ma non particolarmente "bella", la ''Fulvia'' ottenne un discreto successo, grazie alle sue doti di [[comfort]], qualità costruttiva e tenuta di strada.
 
Proprio quest'ultima dote indusse i clienti Lancia a richiedere un motore più potente. Furono accontentati nel [[1964]], allorché la versione standard venne affiancata dalla ''2C'' che, grazie all'alimentazione con due carburatori a doppio corpo orizzontali, disponeva di 71 CV. La velocità massima passava a 145 km/h.
Proprio quest'ultima dote indusse i clienti Lancia a richiedere un motore più potente. Furono accontentati nel [[1964]], allorché la versione standard venne affiancata dalla ''2C'' che, grazie all'alimentazione con due carburatori a doppio corpo orizzontali, disponeva di 71 CV. La velocità massima passava a 145 km/h.[[File:Lancia Fulvia 2C dutch licence registration AE-65-89 pic1.JPG|thumb|Una Lancia Fulvia 2C|sinistra]]Esteticamente la ''Fulvia 2C'' si distingueva dalla versione base solamente per l'assenza dei rostri sui paraurti e per la targhetta d'identificazione sulla [[Calandra (veicoli)|calandra]]. Sul cruscotto venne montato un contagiri meccanico.
Benché virtualmente ancora disponibile la versione base da 58 CV non era, in pratica, più richiesta dalla clientela. Risulta infatti che molte Fulvia 1C fossero convertite da personale Lancia direttamente nei piazzali della fabbrica di Chivasso. Questo giustifica il fatto che esistono numerose ''2C'' con le caratteristiche della ''1C''
 
Nella primavera del [[1967]] la ''2C'' venne affiancata dalla ''GT'', dotata di motore (lo stesso della coupé) maggiorato a 1216 cm³. La potenza saliva a 80 CV e la velocità di punta a 152 km/h. Su questa versione, con un sovrapprezzo, si poteva richiedere la leva del cambio sul pavimento (come la coupé). All'inizio del secondo semestre del 1967 alla Fulvia GT venne aumentata la cilindrata che passò a 1231 cm cc. sino al 1969.
 
Sulla base della GT la Casa torinese allestì una versione con cilindrata ridotta a 1199&nbsp;cm³, assemblata in [[Grecia]], mercato nel quale le autovetture sopra i 1200&nbsp;cm³ erano penalizzate dal punto di vista fiscale.<ref name="ruoteclassiche">Massimo Condolo, ''Il fascino discreto della borghesia'', [[Ruoteclassiche]] dicembre 2003, Editoriale Domus, Rozzano (MI), pagg. 90-103</ref>
 
Nel [[1968]] arrivò anche la ''GTE'', che grazie ad una cilindrata di 1298&nbsp;cm³, disponeva di ben 87&nbsp;CV e toccava i 162&nbsp;km/h. Fu l'ultima evoluzione della ''Fulvia'' prima serie.
[[File:LanciaLamcia Fulvia Sport5M 16001972 Zagato (CH)i.jpg|thumbsinistra|miniatura|Lancia Fulvia Sport1.3 5M 1600del Zagato1972]]
Nel [[1969]], infatti, la piccola berlina Lancia venne sottoposta ad un restyling che generò la seconda serie. Dal punto di vista estetico le modifiche coinvolsero la coda (ridisegnata) e il frontale (con una nuova mascherina) con nuovi fanali allo [[iodio]]. Anche gli interni (plancia, sedili, pannelli porta) vennero completamente ridisegnati anche in virtù del nuovo comando del cambio con leva corta a [[cloche]], simile a quella in uso su Rallye 1,6 HF . Sotto il profilo tecnico l'innovazione più rilevante fu l'adozione dell'alternatore in quanto le novità arrivarono con la versione del [[1970]] con l'adozione di un nuovo cambio manuale a 5 marce della coupé, lo sterzo collassabile, ed il nuovo impianto frenante Superduplex.
 
L'unico motore disponibile era il 1298&nbsp;cm³ (ex-''GTE'', ma rivisto in alcuni particolari) inizialmente con 87&nbsp;CV poi ridotti a 85&nbsp;CV per ottemperare alle prime norme sulle emissioni.
 
Alcuni particolari (come il marchietto "Lancia" in [[plastica]] anziché in [[acciaio]] smaltato, i tappetini in [[gomma]] e l'eliminazione di alcune guaine copricavo nel vano motore) fecero dire ai "puristi" del [[marchio]]: "È arrivata la [[Fiat]]". In effetti la Lancia era stata acquistata dal colosso torinese a novembre [[1969]].
In realtà lo scudetto Lancia sulla calandra della Fulvia Berlina 1969 ha un'origine nobile: è lo stesso della Rallye 1,6 HF ed è in plastica per motivi di riduzione dei pesi. Si distingue da quello successivo della Berlina 1970 (comune anche alle Fulvia Coupé) per il fatto che ha 5 supporti per la bandiera invece di 3.
La versione assemblata in Grecia (dapprima con il 4 marce, poi con il "5") manteneva il motore di 1200&nbsp;cm³. Fonti non ufficiali affermano che una piccolissima serie (meno di 30 esemplari) sia stata allestita per il mercato ellenico con il motore della ''1600 HF'' coupé seconda serie.<ref name="ruoteclassiche" /> La ''Fulvia'' berlina uscì di listino definitivamente alla fine del [[1972]], dopo 192.097<ref name="ruoteclassiche" /> esemplari prodotti: un valore tutt'altro che eccezionale, considerato l'arco temporale di 10 anni.
 
La ''Fulvia'' berlina uscì di listino definitivamente alla fine del [[1972]], dopo 192.097<ref name=ruoteclassiche/> esemplari prodotti: un valore tutt'altro che eccezionale, considerato l'arco temporale di 10 anni. La ripartizione tra le varie versioni è la seguente:
== Riepilogo produzione ==
La ripartizione tra le varie versioni è la seguente:
 
{| class="wikitable" style="width:50%;text-align:center;" style="font-size:95%;float:center;background:#FFF; margin-right: 1em; margin-top: 0.5em; margin-bottom: 0.5em; "
La Fulvia venne sostituita nel 1979 dalla [[Lancia Delta|Delta]] anche se le posizioni di mercato vennero mantenute dalle versioni base della [[Lancia Beta|Beta]].
 
== La Lancia Fulvia coupé (1965-1976) ==
[[File:2006 SAG - Lancia Fulvia Coupé I 1967-01.JPG|thumb|left|Una Fulvia coupé del 1967]]
Dalla non fortunatissima berlina derivò, nel [[1965]], un'elegante e sportiva [[coupé]], che divenne un enorme successo commerciale, grazie alla bellezza della linea e, in un secondo tempo, all'impulso derivante dalle numerose vittorie nelle gare di [[rally]], culminate con la
Disegnata da Piero Castagnero, che s'ispirò (secondo le sue dichiarazioni) al [[motoscafo]] [[Riva]], la ''Fulvia Coupé'' è una berlinetta sportiva a 2 posti più 2, dall'aspetto elegante, dalle finiture curate (come la plancia rivestita in vero [[legno]]) e dalle prestazioni sportive. In realtà, sono piuttosto evidenti le similitudini del frontale e della linea di fiancata, con il prototipo presentato da [[Giovanni Michelotti (designer)|Giovanni Michelotti]] al [[Salone di Torino]] del [[1961]], su meccanica [[Fiat Pininfarina Coupé e Cabriolet|Fiat 1300/1500]].
 
Realizzata sul pianale accorciato (il [[passo (veicoli)|passo]] era di 2330 [[millimetri|mm]], cioè di 150mm150 mm più corto) della berlina, la compatta coupé Lancia era spinta, al momento del debutto da una versione di 1216&nbsp;cm³ da 80&nbsp;CV del V4. L'alimentazione era a due carburatori a doppio corpo Solex, mentre il cambio (a 4 marce) aveva la leva a cloche tra i sedili. Grazie al peso contenuto in 950 [[chilogrammo|kg]], la piccola sportiva raggiungeva i 160&nbsp;km/h.
L'alimentazione era a due carburatori a doppio corpo Solex, mentre il cambio (a 4 marce) aveva la leva a cloche tra i sedili. Grazie al peso contenuto in 950[[chilogrammo|kg]], la piccola sportiva raggiungeva i 160&nbsp;km/h.
 
Incoraggiata dall'ottima tenuta di strada e dalle doti telaistiche della vettura, la Lancia introdusse subito ([[1966]]) un potenziamento a 88&nbsp;CV del motore sulla versione HF alleggerita con cofani e portiere in una speciale [[lega metallica|lega]] d'[[alluminio]] e [[magnesio]] denominata [[Peraluman]]. La carrozzeria venne alleggerita, grazie all'eliminazione dei paraurti, alla semplificazione dell'allestimento interno, all'utilizzo di lamiere più sottili nelle parti non strutturali e all'adozione di [[lunotto]] e vetri posteriori in [[plexiglas]].
[[File:Lancia Fulvia HF Fanalone 1970 - 2.jpg|miniatura|Vista posteriore di una Fulvia 1.6 HF Fanalone del 1970]]
Esteticamente la ''Coupé HF'' era riconoscibile per la banda verniciata giallo/blu su cofani e tetto e per l'elefantino sui parafanghi anteriori nonché la verniciatura in Amaranto di Montebello.
 
Con l'introduzione del motore 1298 da 87&nbsp;CV della Rallye 1,3 il motore della coupé 1,2 venne portato a 1231&nbsp;cm³ per uniformare il ciclo di produzione e l'offerta della motorizzazione 1,2 venne mantenuta per motivi esclusivamente fiscali. Le nuove motorizzazioni vennero modificate nell'angolo di bancata, riducendolo a 12°45'28", per ottenere un alesaggio maggiore. Era il preludio al lancio di una vera versione sportiva da far correre nei Rally, che avvenne l'anno successivo con la presentazione della versione Rallye 1,3 ''HF''.
Le novità apportate all'''HF'', rispetto alla versione standard, furono molte e sostanziali e grazie ad una serie di modifiche ([[Pistone (meccanica)|pistoni]], [[albero motore]], [[rapporto di compressione]], carburatori), la potenza crebbe a 101cv101 CV.
Era il preludio al lancio di una vera versione sportiva da far correre nei Rally, che avvenne l'anno successivo con la presentazione della versione Rallye 1,3 ''HF''.
[[File:Lancia Fulvia 2CCoupe Rallye 1.6 HF 2nd Series dutch licence registration AE09-6574-89RH pic1.JPG|thumbsinistra|miniatura|Una Lancia Fulvia 2CCoupe Rallye 1.6 HF II Serie]]
Le novità apportate all'''HF'', rispetto alla versione standard, furono molte e sostanziali e grazie ad una serie di modifiche ([[Pistone (meccanica)|pistoni]], [[albero motore]], [[rapporto di compressione]], carburatori), la potenza crebbe a 101cv.
 
I successi di categoria ottenuti dalla ''HF'', ispirarono la versione HF fanalone di serie che, con propulsore potenziato a 143&nbsp;CV e dotato di radiatore dell'olio, prese il posto della versione standard nel [[1968]].
 
Intuendo le potenzialità della vettura, che però non poteva competere, coi suoi 1298&nbsp;cm³, per il titolo assoluto, [[Cesare Fiorio]], responsabile del reparto corse Lancia, ottenne, nonostante le risicate risorse finanziarie, il benestare per sviluppare ulteriormente l'''HF''. Il risultato fu la ''Rallye 1,6 HF'' del [[1969]] (detta anche "Fanalone", per via della coppia di fari più interna più grandi di quella esterna): 1584 cm³, 120cv120 CV (160cv160 CV la versione da corsa), 850kg850 kg, cambio a 5 marce, assetto da corsa (camber negativo), sterzo diretto e cerchi in lega con pneumatici maggiorati. La "fanalone" permise alla Lancia di aggiudicarsi numerosi rally ed il Campionato del Mondo del [[1972]].
La "fanalone" permise alla Lancia di aggiudicarsi numerosi rally ed il Campionato del Mondo del [[1972]].
 
Nel frattempo la Lancia era stata acquisita dalla [[Fiat]], che non vedeva di buon occhio gli elevati costi di produzione dei modelli in listino. La ''Fulvia Coupé'' era all'apice della carriera e non era pensabile dismetterla, ma occorreva, secondo Fiat, intervenire per ridurne i costi produttivi, migliorando i profitti unitari. Fu questo il principale scopo del [[restyling (auto)|restyling]] del [[1970]].
Fu questo il principale scopo del [[restyling (auto)|restyling]] del [[1970]].
A livello estetico i cambiamenti erano minimi (nuova mascherina più sottile e lineare, paraurti con fascia protettiva in gomma nera), mentre sotto il profilo tecnico si segnalava l'adozione del cambio a 5 marce anche sulla ''Coupé 1.3 S'' (con motore di 1298&nbsp;cm³ da 90&nbsp;CV) ed un notevole miglioramento dell'impianto frenate ed un aggiornamento della geometria delle sospensioni anteriori.
I risparmi, però, erano realizzati sui materiali interni (il legno della plancia era impiallacciato su un supporto d'alluminio) ed esterni (vennero eliminate le parti in ''peraluman'' che però compaiono casualmente su alcune vetture).
Oltre alla ''Coupé 1.3 S'', la gamma includeva la ''Coupé 1600 HF'' (1584&nbsp;cm³, 115&nbsp;CV) e la ''1600 HF Lusso''. La prima aveva carrozzeria priva di paraurti, sedili sportivi, allestimento semplificato; la seconda, aveva dotazioni più raffinate come i sedili con poggiatesta, i deflettori sulle portiere, insonorizzazione completa. Le Coupé 1600 HF erano entrambe dotate di cerchioni Cromodora in lega leggera e la carrozzeria è caratterizzata da parafanghi allargati che le distinguono dalle 1,3s.
Per celebrare la vittoria del Rallye di Montecarlo del 1972 venne allestita una serie di Coupé 1,3s con livrea analoga alla vettura da corsa. Anche questa vettura presenta i passaruota allargati similmente alla Coupé 1600 HF. Tuttavia i lamierati della Fulvia Montecarlo sono differenti rispetto a quelli delle Coupé 1600 HF.
 
A livello estetico i cambiamenti erano minimi (nuova mascherina più sottile e lineare, paraurti con fascia protettiva in gomma nera), mentre sotto il profilo tecnico si segnalava l'adozione del cambio a 5 marce anche sulla ''Coupé 1.3 S'' (con motore di 1298&nbsp;cm³ da 90&nbsp;CV) ed un notevole miglioramento dell'impianto frenate ed un aggiornamento della geometria delle sospensioni anteriori. I risparmi, però, erano realizzati sui materiali interni (il legno della plancia era impiallacciato su un supporto d'alluminio) ed esterni (vennero eliminate le parti in ''peraluman'' che però compaiono casualmente su alcune vetture).
[[File:Lancia Fulvia (14541324051).jpg|sinistra|miniatura|Lancia Fulvia]]
Oltre alla ''Coupé 1.3 S'', la gamma includeva la ''Coupé 1600 HF'' (1584&nbsp;cm³, 115&nbsp;CV) e la ''1600 HF Lusso''. La prima aveva carrozzeria priva di paraurti, sedili sportivi, allestimento semplificato; la seconda, aveva dotazioni più raffinate come i sedili con poggiatesta, i deflettori sulle portiere, insonorizzazione completa. Le Coupé 1600 HF erano entrambe dotate di cerchioni Cromodora in lega leggera e la carrozzeria è caratterizzata da parafanghi allargati che le distinguono dalle 1,3s. Per celebrare la vittoria del Rallye di Montecarlo del 1972 venne allestita una serie di Coupé 1,3s con livrea analoga alla vettura da corsa. Anche questa vettura presenta i passaruota allargati similmente alla Coupé 1600 HF. Tuttavia i lamierati della Fulvia Montecarlo sono differenti rispetto a quelli delle Coupé 1600 HF.
[[File:Lancia Fulvia Coupe post-face-lift.jpg|miniatura|Lancia Fulvia Coupe restyling del 1974]]
Quando, alla fine del 1972, la ''Fulvia'' berlina venne tolta di listino, la ''Coupé'' vendeva ancora bene e rimase in produzione. Per non far concorrenza alla nuova [[Lancia Beta|Beta Coupé]], tuttavia, nel [[1973]] la gamma venne ridotta alla sola versione ''1.3'' da 90&nbsp;CV che, per l'occasione, venne sottoposta ad leggero aggiornamento che ne trasformò il nome in ''Fulvia 3''.
 
I ritocchi, ancora una volta, erano mirati ad aggiornare l'estetica ed aggiornarne la sicurezza sebbene riducendo i costi: la mascherina divenne in plastica nera conformemente alla moda dell'epoca, il [[volante]] in materiale sintetico imbottito, vennero adottate cinture di sicurezza fisse a 3 punti ed i poggiatesta; il pomello della leva del cambio in [[legno]] (come sulla ''Beta'' Coupé e sulla Stratos) e un cruscotto con strumenti a sfondo bianco al posto di quelli neri della seconda serie. Il restyling segnò anche l'abbandono delle competizioni, dove venne (molto degnamente) sostituita dalla plurivittoriosa [[Lancia Stratos|Stratos]]. Dalla ''3'' vennero prodotte anche le versioni ''Montecarlo'' e la ''Safari'', invariate nella meccanica. La produzione cessò definitivamente nel [[1976]], quando venne lanciata la versione ''1300'' della ''Beta Coupé''.
Il restyling segnò anche l'abbandono delle competizioni, dove venne (molto degnamente) sostituita dalla plurivittoriosa [[Lancia Stratos|Stratos]].
Dalla ''3'' vennero prodotte anche le versioni ''Montecarlo'' e la ''Safari'', invariate nella meccanica.
La produzione cessò definitivamente nel [[1976]], quando venne lanciata la versione ''1300'' della ''Beta Coupé''.
 
La ''Fulvia Coupé'' venne prodotta in 140.454 esemplari, di cui 6.419 ''HF''.
 
=== Le gare di rally e la Squadra Corse HF ===
{{vedi anche|Lancia Fulvia Coupé HF}}
Certamente quando si parla di Fulvia coupé e in particolare delle versioni HF non si può non dire che queste versioni nacquero innanzitutto per la grande opera di [[Cesare Fiorio]] e di ciò che il suo allora ancora piccolo staff di uomini creato "in un angolo dei capannoni Lancia" era riuscito a fare con la nascita della "Squadra Corse HF Lancia". Con poche risorse ha portato con grande successo le prime Fulvia coupé, elaborate dall'ing. Ettore Zaccone Mina, nelle competizioni e via via ottenuto risultati tali che persino la dirigenza Lancia dell'Ing. Fessia, che da sempre mal vedeva la Lancia nelle competizioni, si dovette piegare a quello che fu la più grande via di comunicazione internazionale che trovò il [[marchio]] dai tempi delle gare volute da Gianni Lancia negli [[anni 1950|anni cinquanta]] e poi miseramente abbandonate.
|}
 
== La Lancia Fulvia Sport Zagato (1965-1972) ==
[[File:Lancia_Fulvia_Sport_1.3_Zagato_II_from_1971.JPG|thumb|left|Lancia Fulvia Sport 1.3 Zagato II, 1971]]
Come era già avvenuto per la [[Lancia Appia|Appia]], la [[Lancia Flavia|Flavia]] e [[Lancia Flaminia|Flaminia]], la Lancia diede a [[Zagato]] l'incarico di realizzare la versione ''sport'', dotata di carrozzeria in [[alluminio]] e [[aerodinamica]], della ''Fulvia''.
 
Disegnata da [[Ercole Spada]], la ''Fulvia Sport'' aveva una linea con coda [[fastback]] estremamente moderna e filante.
[[File:Fulvia Zagato competizione.JPG|thumb|Fulvia Zagato Competizione|sinistra]]Lanciata nel 1965, la ''Sport'' aveva la stessa meccanica della ''Coupé'' - tranne il rapporto al ponte -, ma grazie alla migliore aerodinamica raggiungeva velocità di punta più elevate. Nonostante ciò non venne quasi mai impiegata nelle competizioni rallistiche a causa della maggior delicatezza della monoscocca su cui poggiava la carrozzeria in alluminio e delle caratteristiche generali più adatte all'impiego in [[Autodromo|pista]] (dove la Lancia, all'epoca, non correva) che sugli sterrati.
[[File:Fulvia Zagato competizione.JPG|thumb|right|Fulvia Zagato]]
Più che in base all'evoluzione tecnica (che seguì passo passo quella delle coupé), si possono distinguere le varie "serie" della ''Zagato'' in base del materiale impiegato per la carrozzeria.
 
La ''Sport'' infatti adottò una carrozzeria integralmente in ''Peraluman'' solo tra il 1965 ed il 1967. Nel periodo 1968-70 la carrozzeria divenne in acciaio, con [[cofano]], portiere e sportello del vano della ruota di scorta in ''Peraluman''. Il portellone è sempre stato in acciaio su tutte le versioni. L'evoluzione della meccanica e delle motorizzazioni segue quella delle Coupé, tranne per la motorizzazione 1231&nbsp;cm³.
[[File:Lancia Fulvia Sport 1600 Zagato (CH).jpg|thumb|Lancia Fulvia Sport 1600 Zagato]]
Nel 1970 venne adottata la meccanica della seconda serie sulle ultime 600 scocche della prima serie.
[[File:Lancia Fulvia Sport 1600 Zagato back.jpg|miniatura|Vista posteriore di una Fulvia Sport 1600 Zagato]]
A fine 1970 la carrozzeria divenne integralmente in acciaio perdendo le parti mobili in Peraluman, essendo stata leggermente ridisegnata da Mittino per aggiornare funzionalmente la vettura alzando il padiglione per un accesso meno difficoltoso e allargando i parafanghi per ospitare pneumatici maggiorati. Anche l'apertura del cofano motore è stata modificata incernierandola sull'anteriore, come volevano le regole di sicurezza dell'epoca.
 
La produzione cessò nel 1972, dopo che la Zagato (che s'occupava dell'assemblaggio del modello) aveva sfornato circa 6.183 esemplari.[[File:Lancia Fulvia Sport 1600 Zagato (CH).jpg|thumb|Lancia Fulvia Sport 1600 Zagato|sinistra]]
È interessante notare che l'origine artigianale della Fulvia Sport ha determinato un'asimmetria nelle forme dei parafanghi, asimmetria che si è conservata anche sulle scocche seconda serie.
 
Di particolare interesse storico e collezionistico è la serie definita Competizione, ovvero le vetture che su richiesta di clienti sportivi o della Squadra Corse Lancia, vennero allestite con carrozzeria in Peraluman alleggerita, finestratura laterale e posteriore in plexiglas, passaruota allargati e cerchioni Campagnolo 6J13.
 
Nonostante fossero destinate all'attività sportiva, le Competizione vennero consegnate con le motorizzazioni di serie (motori 818.302 e 818.303) e non in allestimento HF. Solo sulla Sport 1600 venne utilizzata la motorizzazione di derivazione HF (seconda serie), ma il logo HF non compare, la vettura ha lo stesso assetto delle 1,3s coeve e Lancia non richiese mai l'omologazione della vettura per le corse.
Nel 1969 la Maglioli e Pinto, a bordo della Fulvia prototipo con telaio 001911, motore 818.540 e cambio a 5 marce, si piazzarono undicesimi assoluti e primi della classe prototipi alla 24 ore di Daytona.
 
Nel 1969 la Maglioli e Pinto, a bordo della Fulvia prototipo con telaio 001911, motore 818.540 e cambio a 5 marce, si piazzarono undicesimi assoluti e primi della classe prototipi alla 24 ore di Daytona.
[[File:1970 Lancia Fulvia Sport Zagato - int.jpg|miniatura|Interna di una Fulvia Sport Zagato del 1970]]
La ripartizione tra le varie versioni è la seguente:
* Fulvia Sport Zagato 1.2 (80&nbsp;CV) 818.132: 202 esemplari prodotti dal 1965 al 1967
 
== Altri progetti ==
{{interprogetto|commons=Category:Lancia Fulvia}}
 
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