Differenze tra le versioni di "Dragut"

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Continuò a imperversare nelle coste del [[Mediterraneo]]. Il 4 luglio [[1549]] assediò [[Rapallo]] in [[Liguria]], depredando la città e le chiese di oggetti sacri religiosi. Dopo tre giorni il [[corsaro]] ripartì dal borgo ruentino, portando via come schiave più di cento fanciulle rapallesi. Nello stesso anno Dragut, sbarcato a [[Palmi]] e attardatosi presso una fonte ombrosa, fu sorpreso e ributtato in mare dagli abitanti.<ref>Vedi G.VALENTE, ''Calabria, Calabresi e Turcheschi nei secoli della pirateria'', Ed. Frama's, 1973, pag.157.</ref>.
 
Nel 1552 ritornò a Palmi e si vendicò sanguinosamente dello smacco subito 3 anni prima. Assalì l'[[isola d'Elba]] nel [[1553]] e nel [[1555]], non riuscendo tuttavia ad espugnare la fortificata [[Portoferraio]] ma devastando i paesi di [[Capoliveri]], [[Marciana (Italia)|Marciana]] ed altri insediamenti dell'isola. Anche l'assedio di [[Piombino]] si risolse con un insuccesso da parte di Dragut. Attaccò e quasi distrusse la città portuale di Terranova (attuale [[Olbia]]) in Sardegna nel 1553.
 
[[File:Turgutreis Monument.JPG|thumb|left|Il monumento a Turgut Reis nella sua natia [[Bodrum]]]]
Nel luglio [[1551]], Dragut e Sinan Pascia assalirono le isole maltesi, e dopo un assedio al castello di [[Gozo]] di tre giorni portò via circa 5000 degli abitanti come schiavi. Poi assalirono la fortezza di Tripoli, [[Libia]] e la presero dai cavalieri di Malta. Si dice che i discendenti degli schiavi maltesi si trovano ancora nel villaggio di [[Tarhuna]], sud-est di Tripoli.
Nel luglio del 1552 assali la cittadella di [[Camerota]], fondata nel VI secolo a.C. all'epoca dei Focesi e fortificata nel 535-553 con un castello e mura di cinta; qui saccheggiò ed uccise circa 400 vittime.
 
Nel luglio [[1553]], Dragut si accostò a Cosmopoli ([[Portoferraio]]) ma fu respinto con molte perdite. Ad analogo insuccesso andò incontro nell'assedio di [[Piombino]].
 
Nel luglio del 1554 assediò per una settimana circa la città di [[Vieste]], all'estrema punta del Gargano, incendiandola e devastandola. Decapitò circa 5000 persone sulla roccia ai piedi della Cattedrale detta "Chianca Amara" ancora oggi ben visibile e opportunamente conservata. Deportò giovani e donne da destinare al mercato degli schiavi.
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