Differenze tra le versioni di "Giuseppe Gennaioli"

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È considerato il maggior poeta nel dialetto di [[Sansepolcro]].
{{Citazione|Se, come è stato autorevolmente sostenuto, l’operazione del tradurre è una mera utopia, ancor più ardua risulta indubbiamente l’impresa in presenza di un testo poetico in rima. È certo questa la ragione per cui le numerose versioni in dialetto della Divina Commedia che esistono in area italiana sono per lo più in prosa. Maggior merito spetta dunque all’estroso don Giuseppe Gennaioli che nel 1934 si cimenta nella trasposizione dei canti I, III, V e XXXIII (preceduto da alcune terzine del XXXII) dell’Inferno dantesco nel vernacolo locale|[[Enzo Mattesini]], ''La Divina Commedia'', in ''La Divina Commedia di don Giuseppe Gennaioli e altri testi in vernacolo borghese'', Petruzzi Editore, Città di Castello, 1991, pag.79}}
 
==Biografia==
{{Citazione|Se, come è stato autorevolmente sostenuto, l’operazione del tradurre è una mera utopia, ancor più ardua risulta indubbiamente l’impresa in presenza di un testo poetico in rima. È certo questa la ragione per cui le numerose versioni in dialetto della Divina Commedia che esistono in area italiana sono per lo più in prosa. Maggior merito spetta dunque all’estroso don Giuseppe Gennaioli che nel 1934 si cimenta nella trasposizione dei canti I, III, V e XXXIII (preceduto da alcune terzine del XXXII) dell’Inferno dantesco nel vernacolo locale|[[Enzo Mattesini]], ''La Divina Commedia'', in ''La Divina Commedia di don Giuseppe Gennaioli e altri testi in vernacolo borghese'', Petruzzi Editore, Città di Castello, 1991, pag.79}}
 
Figlio di Luigi e Filomena Rossi, nasce a [[Pieve Santo Stefano]] il 17 luglio [[1873]]. Terminati gli studi elementari, prosegue la formazione scolastica nel Seminario Vescovile di [[Diocesi di Sansepolcro|Sansepolcro]], dove compie gli studi ginnasiali e liceali. Si trasferisce poi a Roma, presso l’[[Almo Collegio Capranica]] per studiare presso la [[Pontificia Università Gregoriana]], dove consegue il baccellierato in teologia e la licenza in diritto canonico. Il 13 dicembre [[1896]] è ordinato prete nella [[Duomo di Sansepolcro|Cattedrale di Sansepolcro]] dal vescovo mons. Raffaello Sandrelli.
Dopo l’ordinazione sacerdotale assume gli incarichi di professore nel Seminario Vescovile e di cancelliere nella Curia Vescovile. Il 13 luglio [[1901]] inizia il ministero di parroco nella parrocchia di San Lorenzo in Baldignano, dove rimarrà per il resto della sua vita. A seguito dei terremoti degli anni 1917/1918 si vede costretto alla ristrutturazione di chieda e canonica, spendendo 10.063 lire di tasca propria. Negli stessi anni cominciano a manifestarsi segni di una sofferenza fisica e psichica, probabilmente dovuti anche allo stress del periodo del terremoto e della ricostruzione, che vanno progressivamente peggiorando fino al primo ricovero nell’ospedale psichiatrico di [[Siena]] nell’ottobre del [[1930]]. Dopo il [[1936]] alterna periodi tra la clinica e la parrocchia, ma la malattia non gli impedisce l’esercizio del ministero, né lenisce la vena poetica.
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