Differenze tra le versioni di "Erma (scultura)"

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{{FS|Antica Grecia|dicembre 2013}}
[[File:Steele, nama.JPG|thumb|Erme romane nel [[museo Archeologicoarcheologico Nazionalenazionale di Atene]].]]
Le '''erme''' ({{lang-grc|ἑρμαῖ}}) erano dei pilastrini di sezione quadrangolare, di altezza variabile tra 1 e 1,5 m, sormontati da una testa scolpita a tutto tondo, che, nell'[[antica Grecia]] (principalmente in [[Attica]]), raffiguravano [[Ermes]] (da cui il nome); usate a partire dalla fine dell'età arcaica (ultimo quarto del [[VI secolo a.C.]]), erano collocate lungo le strade, ai crocevia, ai confini delle proprietà e dinanzi alle porte per invocare la protezione di Ermes, cui veniva attribuita, fra le altre cose, la protezione dei viandanti.
Successivamente furono adottate dai [[Roma antica|Romani]], mentre nel [[Rinascimento]] furono realizzate sotto forma di [[telamoni]].
L'erma deriva da una delle prime forme arcaiche di rappresentazione delle "dimore" di una divinità, il così detto [[betile]] che veniva posto a protezione delle vie e delle soglie. A volte le teste erano due, contrapposte per la nuca, secondo il tipo [[Giano bifronte]] o addirittura quattro (come sul [[Ponte dei Quattro Capi]], all'[[Isola Tiberina]]). Ancor prima dell'epoca arcaica non esisteva nemmeno la testa (o, come a volte avveniva, gli organi genitali) ma solo una pietra tronco conica o di altra forma con evidenti allusioni di natura fallica con cui si augurava la fertilità (vedi le analoghe forme tipo ''[[lingam]]'' di [[Shiva]] di culture e religioni orientali o i [[menhir]] di origine celtica).
 
La trasformazione da erma di Hermes a erma-ritratto deve essere avvenuta dall'assimilazione di Hermes quale ''[[psicopompo|psychopompòs]]'', cioè funerario, che andava ad assumere i tratti fisici del defunto. Questo processo dovette svolgersi nella tarda età ellenistica o nell'epoca romana, come testimoniano le numerosissime erme romane sia in marmo che in bronzo. In ambito italico era dopotutto diffuso il cippo funerario sormontato dalla testa del defunto (negli esemplari più antichi individuabile solo dal nome, con sembianze del tutto generiche), e fu forse l'innesto di questa tradizione con l'elegante forma greca a originare le erme-ritratto. Spesso le erme presentano un fallo propiziatorio scolpito.
 
Splendide le erme, di epoca [[Augusto|Augustea]], del [[Museo Palatino]] a Roma in marmo nero e a forma di [[canefora]] (portatrici di cesti) che con uno gesto vezzoso accennano alla ripresa delle vesti, così come negli originali greci.
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