Differenze tra le versioni di "Theotókos"

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'''''Theotókos''''' ({{lang-grc|Θεοτόκος}}; in [[lingua latina|latino]] ''Deipara''<ref>Cf. {{Treccani|deipara|deipara|v=si}}</ref> o ''Dei genetrix''), adattato in italiano come '''Teotoco'''<ref>Sofia Boesch Gajano e Raimondo Michetti (a cura di), ''Europa Sacra. Raccolte agiografiche e identità politiche in Europa fra Medioevo ed Età moderna.'', Carocci Editore, Roma 2002: pag. 108.</ref><ref>Elio Peretto, ''Percorsi mariologici nell'antica letteratura cristiana.'', Libreria Editrice Vaticana, Roma 2001: pag. 164.</ref><ref>Geo Pistarino, ''Chio dei genovesi nel tempo di Cristoforo Colombo'', Comitato nazionale per le celebrazioni del V centenario della scoperta dell'America, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 1995: pag. 618.</ref> o, più raramente, '''Teotoca'''<ref>AA.VV., "Studi veneziani XLVI", Fondazione Giorgio Cini, Istituto di Storia della Società e dello Stato Veneziano, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Pisa/Roma 2003: pag. 147.</ref>, è un titolo [[Cristianesimo|cristiano]] attribuito a [[Maria (madre di Gesù)|Maria di Nazareth]] il 22 giugno [[431]], durante il [[Concilio di Efeso]]. Letteralmente significa ''Genitrice di Dio'', e spesso viene reso in [[Lingua italiana|italiano]] con '''Madre di Dio'''.
 
Il termine è legato al [[Dogma|dogma cattolico]] dell'[[Immacolata concezione|Immacolata concezione]] e quindi alla [[solennità]] di [[Maria Santissima Madre di Dio]].
 
== Definizione del dogma ==
 
L'assise si tenne ad [[Efeso]], in [[Asia Minore]], nel [[431]]. Il [[Concilio di Efeso]] ribadì il 22 giugno di quell'anno che Maria è Madre di Dio. Secondo il concilio, infatti, [[Gesù Cristo]], pur essendo contemporaneamente Dio e uomo - come già aveva affermato in precedenza il [[concilio di Nicea]] - , è un'unica persona: le due nature, divina e umana, sono inseparabili, e perciò Maria può essere legittimamente chiamata "Madre ''di Dio''".
{{citazione|Madre di Dio [...] non certo perché la natura del Verbo o la sua divinità avesse avuto origine dalla santa Vergine, ma, poiché nacque da lei il santo corpo dotato di anima razionale a cui il Verbo è unito sostanzialmente, si dice che il Verbo è nato secondo la carne.|[[Catechismo della chiesa cattolica|CCC]] [http://www.vatican.va/archive/catechism_lt/p122a3p1_lt.htm#III. 466] <ref>[[Catechismo della chiesa cattolica|CCC]] [http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P1I.HTM 466]; {{la}} [[Enchiridion symbolorum, definitionum et declarationum de rebus fidei et morum|DS]] [http://catho.org/9.php?d=bxl#bam 250].</ref>|Deiparam [...], non quod Verbi natura Ipsiusque divinitas ortus Sui principium ex sancta Virgine sumpserit, sed quod sacrum illud corpus anima intelligente perfectum ex ea traxerit, cui et Dei Verbum, secundum hypostasim unitum, secundum carnem natum dicitur.|lingua=la}}
 
La dottrina [[cristologia|cristologica]] del [[patriarca (cristianesimo)|patriarca]] [[Nestorio]] venne rifiutata dal concilio di Efeso perché separava troppo la natura umana di Cristo da quella divina, rischiando - in definitiva - di pensare a Gesù Cristo semplicemente come un uomo "ispirato", "inabitato" dal [[Logos#Nel Cristianesimo|Verbo di Dio]]. Il titolo di ''Theotokos'' venne quindi confermato dal concilio in opposizione a Nestorio, che gli preferiva il titolo di ''Christotokos''.
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