Differenze tra le versioni di "Paterno (Avezzano)"

Formattazione, punteggiatura, aggiustamenti traduzione toponimi latini
m (Annullate le modifiche di 5.90.129.50 (discussione), riportata alla versione precedente di Phantomas)
(Formattazione, punteggiatura, aggiustamenti traduzione toponimi latini)
 
== Geografia fisica ==
Il paese, situato alle pendici del monte Cervaro, è adagiato sul versante settentrionale dell'ex alveo del Fucino. La frazione è posta ad est del comune di Avezzano, confina con [[San Pelino (Avezzano)|San Pelino]] ad ovest e con [[Celano]] ad est. A nord ovest è circondato dal [[monte Velino]] e dalla vetta del monte Cafornia e a nord est dal monte Magnola. Il paese è costituito da due nuclei, la parte vecchia, posta più in alto a circa 900 metri {{mslm}} e la parte nuova che si è sviluppata dopo il [[Terremoto della Marsica del 1915|terremoto del 1915]] nelle adiacenze della [[strada statale 5 Via Tiburtina Valeria]] che collega [[Roma]] a [[Pescara]] e verso la piana del [[Fucino]] in località Pietragrossa.
Dista circa 5 chilometri dal capoluogo comunale<ref name="googlemaps">Distanza fornita da [[Google Maps]]: Percorso più veloce</ref>, 57 dal[[l'Aquila]]<ref name="googlemaps" /> e 107 da [[Roma]]<ref name="googlemaps" />.
 
[[File:Paterno dei Marsi chiesa di San Sebastiano.jpg|thumb|Chiesa di San Sebastiano]]
 
I primi rinvenimenti archeologici del 1970 in località pianura di Cellitto, al chilometro 122 della [[strada statale 5 Via Tiburtina Valeria]], testimoniano come in questi luoghi, sin dal neolitico, le popolazioni stanziassero in modo continuativo grazie alle favorevoli condizioni ambientali e climatiche del territorio circostante il lago Fucino. Il villaggio in epoca imperiale era situato nei territori contesi da [[equi]] e [[marsi]] in area [[Alba Fucens|albense]] della quale costituiva l'ultima parte orientale nella [[Marsica]]<ref>{{cita web|url=http://www.avezzano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=304|titolo=Gli Equi e i Marsi|autore=Mario Di Berardino|editore=Terre Marsicane|accesso=16 gennaio 2017}}</ref>. In tempi remoti il villaggio di Paterno costituiva una fortezza situata in posizione strategica sulle rive settentrionali del lago Fucino. [[Muzio Febonio]] nella sua opera ''Historiae Marsorum'' scrive di una rocca militare situata sulla collina di Paterno, costruita ad est di Alba Fucens per difendere il passaggio verso il lago Fucino dalla colonia latina<ref name="Febonio1. 111, c. V.">{{Cita|Febonio||Febonio, 1678}}, 1. 111, c. V.</ref>.
Il villaggio in epoca imperiale era situato nei territori contesi da [[equi]] e [[marsi]] in area [[Alba Fucens|albense]] della quale costituiva l'ultima parte orientale nella [[Marsica]]<ref>{{cita web|url=http://www.avezzano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=304|titolo=Gli Equi e i Marsi|autore=Mario Di Berardino|editore=Terre Marsicane|accesso=16 gennaio 2017}}</ref>.
In tempi remoti il villaggio di Paterno costituiva una fortezza situata in posizione strategica sulle rive settentrionali del lago Fucino.
[[Muzio Febonio]] nella sua opera ''Historiae Marsorum'' scrive di una rocca militare situata sulla collina di Paterno, costruita ad est di Alba Fucens per difendere il passaggio verso il lago Fucino dalla colonia latina<ref name="Febonio1. 111, c. V.">{{Cita|Febonio||Febonio, 1678}}, 1. 111, c. V.</ref>.
 
Nel territorio di Paterno insistevano due ''ocres'' (letteralmente, "cime" di monti, corrispondenti ad aggregati di case o ''[[vicusVicus|vici]]''),: uno era localizzato nella parte vecchia in località San Silvestro, che con ogni probabilità era dotata di una fortezza difensiva,; l'altro era situato in località Porciano<ref name="Letta128">{{Cita|Letta||Letta, 1977}}, pag.128</ref>. Gli ''[[oppida]]'', probabilmente risalenti al IV secolo a.C., erano invece situati più in alto e costruiti per scopi militari. Questi circondavano le Tre Cime, località nota anche con il nome di Tre Monti: monti Cervaro, Uomo e Sinarica, situata in posizione dominante rispetto al contemporaneo paese<ref name="Letta118">{{Cita|Letta||Letta, 1977}}, pag.118</ref>.
 
Il centro urbano è sorto in epoca romana attorno alla villa del [[Paterno|console Paterno]], nel medioevo s'ingrandì grazie ad alcune popolazioni di villaggi lacustri abbandonati per via delle esondazioni del Fucino. Il suo nome apparve nel [[774]], quando [[Ildebrando]], [[re dei Longobardi]] e duca di [[Spoleto]], donò a [[Abbazia di Montecassino|Montecassino]] la chiesa di San Giorgio in Paterno, con cinquecento moggi di terra e il diritto di pesca nel lago del Fucino<ref name="Leone314">{{Cita|Leone||Leone, 1980}}, pag. 314</ref>. Gli abitanti, rei di parteggiare per [[Federico II di Svevia|Federico II]], vennero puniti nel 1222 dal [[Contado di Molise|conte del Molise]] Tommaso che incendiò e rase al suolo il borgo. Paterno passò sotto il controllo della [[contea di Celano]] nel XIII secolo.
 
In epoca moderna passò sotto la signoria dei [[Colonna (famiglia)|Colonna]] dal [[1511]]. All'epoca della rivolta di [[Masaniello]] nel [[1647]] qui avvenne un grave saccheggio e nello stesso periodo la la costituzione della sua ''[[universitas]]'', dotata di autonomia. Nel 1799 si registrò il passaggio delle truppe francesi, infine nel 1806, anno dell'eversione [[Feudalesimo|feudale]], Paterno divenne frazione di [[Celano]]<ref name="Melchiorre Del Gusto90">{{Cita|Melchiorre Del Gusto||Melchiorre Del Gusto, 1990}}, pag. 14</ref>. Grazie al prosciugamento del lago Fucino ci fu un importante incremento demografico, ma come gran parte dei centri marsicani anche questo paese venne distrutto dal [[Terremoto della Marsica del 1915|terremoto del 1915]]. Su duemila abitanti ci furono appena 360 superstiti: Paterno scomparve il 15% dei nuclei familiari<ref>{{cita web|url=http://www.avezzano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=322|titolo=Il terremoto del 1915|autore=Mario Di Berardino|editore=Terre Marsicane|accesso=16 gennaio 2017}}</ref>. Nel paese ricostruito più a valle, tra il 1938 e il 1939, venne edificata la chiesa intitolata a [[san Sebastiano]].
Su duemila abitanti ci furono appena 360 superstiti, a Paterno scomparve il 15% dei nuclei familiari<ref>{{cita web|url=http://www.avezzano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=322|titolo=Il terremoto del 1915|autore=Mario Di Berardino|editore=Terre Marsicane|accesso=16 gennaio 2017}}</ref>.
Nel paese ricostruito più a valle, tra il 1938 e il 1939, venne edificata la chiesa intitolata a [[san Sebastiano]].
 
Nella [[seconda guerra mondiale]] Paterno fu pesantemente bombardata da attacchi alleati miranti a colpire i convogli militari e i depositi di bombe dei tedeschi che si pensava erroneamente fossero dislocati nei pressi della distrutta fontana di Pietragrossa. Il bombardamento più violento avvenne il 10 novembre del 1943. Faticosamente rialzatosi dai danni materiali e spirituali inflitti dal conflitto, il paese, pur anelando insieme a [[San Pelino (Avezzano)|San Pelino]] l'autonomia amministrativa, nel [[1954]] divenne definitivamente frazione di [[Avezzano]]<ref>{{cita web|url=http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=+LCOrsHOhztyFQRos9eK3Q__.ntc-as5-guri2b?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1954-10-11&atto.codiceRedazionale=054U0938&elenco30giorni=false|titolo=D.P.R. del 31 luglio 1954, n. 938|editore=Gazzettaufficiale.it|accesso=13 giugno 2016}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.avezzano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=323|titolo=Dal fascismo ad oggi|autore=Mario Di Berardino|editore=Terre Marsicane|accesso=16 gennaio 2017}}</ref>.
 
=== Toponimo ===
== Monumenti e luoghi d'interesse ==
[[File:Santuario di Sant'Onofrio Paterno dei Marsi.jpg|thumb|Santuario di Sant'Onofrio]]
[[File:Ocres Paterno Avezzano.jpg|thumb|I rifugi nella parte vecchia di Paterno]]
 
=== Architetture religiose ===
 
=== Siti archeologici ===
L'insediamento neolitico di Paterno, situato in località pianura di Cellitto lungo l'antica [[Via Tiburtina Valeria|via Valeria]], fu scoperto nel 1970. I primi scavi furono portati avanti dall'istituto di antropologia e paleontologia umana dell'[[università di Pisa]]. Nel 1978, grazie anche all'opera dell'Archeoclub della [[Marsica]], fu rinvenuta, la statuetta litica di Paterno oltre a diverso vasellame ceramico<ref>{{cita web|url=http://www.comune.avezzano.aq.it/pagina3918_dal-paleolitico-alleta-del-bronzo.html|titolo=
Dal paleolitico all'età del bronzo|autore=Giuseppe Grossi|editore=Comune di Avezzano|accesso=16 gennaio 2017}}</ref><ref>{{cita web|url=http://www.celano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=22|titolo=La preistoria|autore=Giuseppe Grossi|editore=Terre Marsicane|accesso=16 gennaio 2017}}</ref>.