Differenze tra le versioni di "Nuova Accademia del Cimento"

== Le origini ==
 
Un primo tentativo di costituire un’accademia scientifica all’interno dei locali del Regio Museo di Fisica e di Storia Naturale si deve all’iniziativa di Felice Fontana, il quale, assunto l’incarico di direttore e portato avanti il progetto di costituzione e ampliamento dell’istituto, nel 1780 inviò esplicita richiesta alle Segreterie di Stato per la rifondazione di un’accademia sul modello dell’Académie des Sciences parigina. Ma il suggerimento non fu accolto favorevolmente e il progetto venne, per il momento, accantonato<ref>{{Cita|<Pasta, 1989>|p. 163}}</ref>
 
{{Citazione|In quanto al progetto di stabilire un’accademia, parrebbe più utile per il presente, senza erigere un’accademia formale, di formare una semplice adunanza di cinque o sei persone da nominarsi, che due volte la settimana si adunassero nel Gabinetto a certe ore … per discorrere di fisica, chimica e botanica, delle nuove scoperte fatte in altri paesi … leggendo i giornali, e farne sopra le medesime delle ricerche e esperienze procurando di impiegarsi alle ricerche utili per le arti, il risultato delle quali sarebbe ogni settimana presentato a Sua Altezza Reale; quando questa società avesse preso piede per qualche tempo, allora i medesimi soci potrebbero formare il piano per l’Accademia, presentandolo a S.A.R., e domandarne lo stabilimento e le forme<ref>{{Cita|<Pasta, 1989>|p. 163}}</ref>}} 
 
Le motivazioni del rifiuto granducale non sono chiare, ma probabilmente l’esito negativo è da ricercare in una commistione di ragioni finanziarie e politiche ascrivibili al contesto della Firenze lorenese<ref>Per un approfondimento si rimanda a: {{Cita|<Pasta, 1989>|pp. 163-165}}</ref>. 
Al decreto seguiva l’elenco dei componenti e soci dell’Accademia, dove spicca come protettore il nome di “Napoleone Bonaparte, primo console della Repubblica Francese”, Felice Fontana come direttore e il “matematico dello stato” Pietro Ferroni come segretario.
 
Vennero poi fissate dal governo, in 25 paragrafi, le costituzioni della Nuova Accademia e il giorno 16 marzo 1801 si inaugurò ufficialmente la neo istituzione [<ref>{{Cita|<Gazzetta Universale n. 21, 1801>|p. 166, 13 marzo 1801]|volume=|numero=21}}</ref>. Durante la cerimonia di apertura, che si svolse di fronte alle autorità governative e al  generale e GiovacchinoGioacchino Murat, il discorso introduttivo del segretario Ferroni ripercorse la storia prestigiosa del Cimento, i risultati scientifici raggiunti e i saggi pubblicati, concludendosi con l’augurio che :
{{Citazione|possano le mire benefiche e filosofiche del Governo essere secondate dai successori, e svegliarsi tutti gl’Ingegni Toscani a concorrere a sì grand’Opera, ed imitare così le dotte fatiche del Del Buono, del Marsili, del Viviani, del Redi a gloria somma della Patria loro e del Mondo”Mondo<ref>{{Cita|<Gazzetta Universale, 1801>|p. 180|volume=|numero=23}}</ref>}}
Per l’Accademia si stabilì il finanziamento di 5000 scudi e di 250 per ogni socio onorario.
 
Nonostante l’avvio favorevole e deciso, la nuova accademia ebbe vita breve e la sua attività si concluse definitivamente il 26 marzo dello stesso anno a causa dei nuovi risvolti politici che portarono alla dimissione dei Triumviri. A questi succedettero i quadrumviri Pierallini, Cercignani, Lessi e Piombanti i quali notificarono,  fin da subito, di prendere a norma tutti quei decreti e regolamenti vigenti prima del 14 ottobre 1800. Felice Fontana e Pietro Ferroni, con l’appoggio di Murat, protestarono e in una dichiarazione del 1 aprile indicarono validi almeno quelle norme recenti che regolavano gli Istituti culturali, scientifici e artistici.
 
Ma con gli accordi di Luneville, la nascita del Regno d’Etruria e l’insediamento di Ludovico I di Borbone, i già fragili equilibri giocarono a sfavore della neonata accademia che, di fatto, non riuscì a trovare una prosecuzione nel nuovo assetto politico ed istituzionale della Toscana<ref>{{Cita|<Schiff, 1928>|}}</ref>
 
== Note ==
{{Cita pubblicazione|autore=|nome=Ugo|cognome=Schiff|titolo=Il Museo di storia naturale e la Facoltà di scienze fisiche e naturali di Firenze : note storiche sullo stato delle scienze in Firenze sotto i Lorena; pubblicazione postuma a cura del prof. Mario Betti|rivista=Archeion|editore=Leonardo Da Vinci|città=Roma|volume=9|numero=|pp=290-324|cid=Schiff, 1928|anno=1928}}
 
{{Cita libro|autore=|nome=Renato|cognome=Pasta|titolo=Scienza politica e rivoluzione: l'opera di Giovanni Fabbroni (1752-1822) intellettuale e funzionario al servizio dei Lorena|anno=1989|editore=L.S.Olschki|città=Firenze|p=|pp=|capitolo=Nascita e organizzazione del Museo di Fisica e di Storia Naturale|cid=Pasta, 1989|ISBN=88-222-3653-X}}
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