Maxiprocesso di Palermo: differenze tra le versioni

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{{citazione|Questo è un processo come tutti gli altri, per quanto smisurato. Ciò che vi chiedo non è la condanna della mafia, già scritta nella storia e nella coscienza dei cittadini, ma la condanna dei mafiosi che sono raggiunti da certi elementi di responsabilità.|Dalla requisitoria del pubblico ministero Domenico Signorino, 30 marzo 1987}}
[[File:Palazzo di Giustizia (Palermo).jpg|thumb|upright=1.8|Il Palazzo di Giustizia di Palermo]]
'''Maxiprocesso di Palermo''' è il soprannome che venne dato, a livello giornalistico,<ref group="Nota al testo">Tale soprannome fu accolto anche dalla mafia, se è vero che così era definito nel [[papello]] del 1992 il processo la cui revisione si sarebbe chiesta allo Stato in cambio della fine della stagione stragista di Cosa Nostra.</ref> ad un [[processo penale]] celebrato a [[Palermo]] per crimini di [[mafia]] (ma il nome esatto dell'organizzazione criminale è [[Cosa nostra|Cosa Nostra]]), tra cui [[Omicidio (ordinamento penale italiano)|omicidio]], [[Traffico di droga#La legislazione italiana|traffico di stupefacenti]], [[estorsione]], [[associazione mafiosa]] e altri. Durò dal 10 febbraio [[1986]] (giorno di inizio del processo di primo grado) al 30 gennaio [[1992]] (giorno della sentenza finale della [[Corte suprema di cassazione|Corte di Cassazione]]). Tuttavia spesso per '''maxiprocesso''' si intende il solo processo di primo grado, durato fino al 16 dicembre [[1987]].
 
Durò dal [[10 febbraio]] [[1986]] (giorno di inizio del [[Corte d'assise (Italia)|processo di primo grado]]) al [[30 gennaio]] [[1992]] (giorno della sentenza finale, il terzo grado di giudizio, della [[Corte suprema di cassazione|Corte di Cassazione]]). Tuttavia spesso per '''maxiprocesso''' si intende il solo processo di primo grado, durato fino al [[16 dicembre]] [[1987]].
Il maxiprocesso deve il proprio soprannome alle sue enormi proporzioni: in primo grado gli imputati erano 475 (poi scesi a 460 nel corso del processo), con circa 200 [[Avvocato|avvocati]] difensori.<ref>Giordano, pag. 53.</ref><ref name=film>[http://it.youtube.com/watch?v=vEVXwzF2BCc&feature=user Documentario] sul maxiprocesso di Palermo</ref> Il processo di primo grado si concluse con pesanti condanne: 19 [[Ergastolo|ergastoli]] e [[Pena detentiva|pene detentive]] per un totale di 2665 anni di [[reclusione]]. Dopo un articolato ''iter'' processuale tali condanne furono poi quasi tutte confermate dalla Cassazione.<ref>Giordano, pag. 291</ref> A quanto è dato sapere, si tratta del più grande processo penale mai celebrato al mondo.<ref>Giordano, pag. 68.</ref>
 
Il maxiprocesso deve il proprio soprannome alle sue enormi proporzioni: in primo grado gli [[Imputato|imputati]] erano 475 (poi scesi a 460 nel corso del processo), con circa 200 [[Avvocato|avvocati]] difensori.<ref>Giordano, pag. 53.</ref><ref name="film">[http://it.youtube.com/watch?v=vEVXwzF2BCc&feature=user Documentario] sul maxiprocesso di Palermo</ref> Il processo di primo grado si concluse con pesanti condanne: 19 [[Ergastolo|ergastoli]] e [[Pena detentiva|pene detentive]] per un totale di 2665 anni di [[reclusione]]. Dopo un articolato ''iter'' processuale tali condanne furono poi quasi tutte confermate dalla Cassazione.<ref>Giordano, pag. 291</ref> A quanto è dato sapere, si tratta del più grande processo penale mai celebrato al mondo.<ref>Giordano, pag. 68.</ref>
 
== Contesto storico ==
=== La situazione a Palermo ===
{{vedi anche|Seconda guerra di mafia}}
All'inizio degli [[Anni 1980|anni ottanta]] a [[Palermo]] imperversava la seconda guerra di mafia: la fazione dei [[Clan dei Corleonesi|Corleonesi]] e quella guidata da [[Stefano Bontate]] e [[Gaetano Badalamenti]] (cui faceva parte anche [[Tommaso Buscetta]], scappato in [[Brasile]]) si contendevano il dominio sul territorio, al punto che tra il [[1981]] e il [[1983]] vennero commessi circa 600 [[Omicidio|omicidi]] e la seconda fazione risultò perdente. Anche numerosi uomini delle istituzioni italiane, che avevano tentato di combattere la mafia attraverso nuove [[Legge|leggifazione]], indaginirisultò ed azioni di [[Polizia giudiziaria|Polizia]], caddero sotto i colpi della mafia; tra questi il generale [[Carlo Alberto Dalla Chiesa]], il segretario provinciale democristiano [[Michele Reina]], il commissario [[Boris Giuliano]], il giornalista [[Mario Francese]], il candidato a giudice istruttore di Palermo [[Cesare Terranova]], il presidente della [[Regione Siciliana]] [[Piersanti Mattarella]], il procuratore [[Gaetano Costa]], il segretario regionale [[sicilia]]no del [[Partito Comunista Italiano|PCI]] [[Pio La Torre]] e molti altri ancoraperdente.<ref name=film />
 
Anche numerosi uomini delle istituzioni italiane, che avevano tentato di combattere la mafia attraverso nuove [[Legge|leggi]], indagini ed azioni di [[Polizia giudiziaria|Polizia]], caddero sotto i colpi della mafia; tra questi il generale [[Carlo Alberto dalla Chiesa|Carlo Alberto Dalla Chiesa]], il segretario provinciale democristiano [[Michele Reina]], il commissario [[Boris Giuliano]], il giornalista [[Mario Francese]], il candidato a [[giudice istruttore]] di Palermo [[Cesare Terranova]], il [[Presidenti della Regione Siciliana|presidente]] della [[Sicilia|Regione Siciliana]] [[Piersanti Mattarella]], il [[Procura della Repubblica|procuratore]] [[Gaetano Costa]], il segretario regionale [[sicilia]]no del [[Partito Comunista Italiano|PCI]] [[Pio La Torre]] e molti altri ancora.<ref name="film" />
 
=== La nascita del ''pool'' antimafia ===
Utente anonimo