Differenze tra le versioni di "Nuova Accademia del Cimento"

 
== La fine dell'accademia ==
Nonostante l’avvio favorevole e deciso, la nuova accademia ebbe vita breve e la sua attività si concluse definitivamente il [[26 marzo]] dello stesso anno a causa dei nuovi risvolti politici che portarono alla dimissione dei triumviri. A questi succedettero i quadrumviri Pierallini, Cercignani, Lessi e Piombanti i quali notificarono,  fin da subito, di prendere a norma tutti quei decreti e regolamenti vigenti prima del [[14 ottobre]] [[1800]]. [[Felice Fontana]] e [[Pietro Ferroni]], con l’appoggio di [[Gioacchino Murat|Murat]], protestarono e in una dichiarazione del [[1º aprile|1 aprile]] indicarono validi almeno quelle norme recenti che regolavano gli istituti culturali, scientifici e artistici.
 
Ma con gli [[Trattato di Lunéville|accordi di Luneville]], la nascita del [[Regno di Etruria|Regno d’Etruria]] e l’insediamento di [[Ludovico I di Etruria|Ludovico I di Borbone]], i già fragili equilibri giocarono a sfavore della neonata accademia che, di fatto, non riuscì a trovare una prosecuzione nel nuovo assetto politico ed istituzionale della [[Toscana]]<ref>{{Cita|<Schiff, 1928>|}}</ref>
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