Differenze tra le versioni di "Ciro Menotti"

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== Esordi ==
Affiliato alla [[Carboneria]] già dal [[1817]], maturò fin da giovane forti sentimenti democratici e patriottici, che lo portarono a rifiutare la dominazione austriaca in [[Italia]]. Dal [[1820]] tenne frequenti contatti con i circoli liberali francesi e con gli esuli democratici italiani, come [[Cristina Trivulzio Belgioioso]] e sua madre Vittoria dei [[Gherardini]], con l'obiettivo di liberare il [[Ducato di Modena e Reggio|ducato di Modena]] dal giogo dell'[[Austria]].
 
== La Modena di Francesco IV ==
[[Modena]] era allora governata dal duca [[Francesco IV di Modena|Francesco IV d'Asburgo-Este]], arciduca d'Austria, che reputava il Ducato di Modena troppo piccolo per le sue ambizioni: aveva continui rapporti diplomatici con i diversi stati europei e manteneva una corte sfarzosa come fosse un grande sovrano. Da ciò il suo interessamento per i movimenti rivoluzionari che agitavano l'Italia, da un lato temendoli e agendo duramente contro di loro, dall'altro lusingandoli nella speranza di potere sfruttare la loro azione a vantaggio dei propri interessi personali. In quegli anni egli era particolarmente interessato alla questione della successione sabauda: era infatti marito di [[Maria Beatrice di Savoia (1792-1840)|Maria Beatrice di Savoia]], figlia primogenita di [[Vittorio Emanuele I di Savoia|Vittorio Emanuele I]] [[Regno di Sardegna|Re di Sardegna]]. A Vittorio Emanuele I successe, tuttavia, il fratello [[Carlo Felice di Savoia|Carlo Felice]] e venne nominato erede [[Carlo Alberto di Savoia]] del ramo cadetto dei [[Savoia-Carignano]].
 
== I contatti con Francesco IV ==
Avvicinato da Menotti, inizialmente [[Francesco IV d'Este|Francesco IV]] non reagì al progetto rivoluzionario. Forse, infatti, c'erano accordi precisi fra i due, tramite anche un altro liberale, l'avvocato [[Enrico Misley]], frequentatore abituale della corte ducale. Non si capisce altrimenti perché Francesco IV, che conosceva a fondo Menotti, non lo avesse fatto subito arrestare come aveva fatto nel 1820 con quarantasette [[Carboneria|carbonari]], o presunti tali, processati e condannati, come il sacerdote [[Giuseppe Andreoli (patriota)|Giuseppe Andreoli]], condannato a morte.
 
== La sollevazione del 1831 ==
{{vedi anche|Motimoti del 1830-1831}}
Nel gennaio del [[1831]] Ciro Menotti organizzò nei minimi dettagli la sollevazione, cercando il sostegno popolare e l'approvazione dei neonati circoli liberali che stavano proliferando in tutta la [[Italia|Penisola]]. Il 3 febbraio [[1831]], dopo aver raccolto le armi, Menotti radunò cinquantasette congiurati nella propria abitazione, poco distante dal Palazzo Ducale, per organizzare la rivolta. [[Francesco IV d'Este|Francesco IV]], tuttavia, con un brusco voltafaccia certamente impostogli dal governo austriaco, decise di ritirare il suo appoggio alla causa menottiana ed anzi chiese l'intervento restauratore della [[Santa Alleanza]]. Gli storici si sono sempre chiesti il motivo di questo doppio gioco del duca: certi pensano che il rampollo della famiglia [[Asburgo-Este]] avesse capito che il progetto di un Regno dell'Alta Italia fosse solo un'utopia; alcuni invece sostengono che Francesco fosse geloso del carisma di Menotti, altri ancora credono che il duca abbia avuto paura di perdere, dopo la rivoluzione, molti dei suoi poteri.
 
Due mesi dopo fece celebrare il processo che si concluse con la condanna a morte mediante impiccagione. Altri cospiratori ([[Luigi Adami]], [[Giuseppe Brevini]] e [[Antonio Giacomozzi]]) furono dapprima condannati a morte, pena successivamente commutata in dodici anni di [[carcere]] da Francesco IV.<br> Il 28 febbraio [[1831]] un tentativo di far evadere Menotti fallì. Nonostante le numerose suppliche che gli pervennero da più parti perché concedesse una commutazione della pena, il duca fu irremovibile e la sentenza venne eseguita nella Cittadella, assieme a quella del notaio [[Vincenzo Borelli]], reo di aver redatto l'atto di decadenza di Francesco IV dopo la sua fuga dal ducato e per questo condannato a morte. Menotti passò la notte prima dell'esecuzione con un sacerdote al quale consegnò una nobilissima lettera per la moglie, lettera che le guardie confiscarono e che fu consegnata alla vedova dai liberatori, solo nel [[1848]], due anni dopo la morte del Duca e alla cacciata degli [[Asburgo-Este]]. La sentenza di morte venne pubblicata solo dopo l'esecuzione, allo scopo di evitare possibili disordini e rivolte.
 
== La figura del Menotti ==
[[File:Monumento a Ciro Menotti.jpg|thumb|Il monumento a Ciro Menotti, Modena, opera di [[Cesare Sighinolfi]]]]
[[File:Monumento a Ciro Menotti sguardo.jpg|thumb|Lo sguardo di Menotti è rivolto verso Palazzo Ducale]]
''L'eccellente Don Bernardi, che mi assiste in questo terribile passaggio, sarà incaricato di farti avere queste ultime mie parole. Ancora un tenero bacio ai figli e a te finché vesto terrene spoglie. Agli amici che terran cara la mia memoria raccomanda i figli. Ma addio, addio eternamente.”.''<br>
La lettera non fu mai consegnata alla famiglia per volontà del giudice Zerbini. Fu ritrovata tanti anni dopo tra le carte della Polizia a cui il Zerbini consegnò il documento. Fonte: Atto Vannucci [http://www.archive.org/stream/imartiridellali00foregoog#page/n31/mode/2up I martiri della libertà italiana dal 1794 al 1848 - volume terzo e ultimo pag. 21 LII Lettera di Ciro alla moglie]</ref>.
I resti di Ciro Menotti riposano nella cappella mortuaria della famiglia all'interno della [[Chiesa parrocchiale di San Giovanni (Spezzano)|Chiesa di San Giovanni]] di [[Fiorano Modenese]], a Spezzano.
 
== I cinquantasette congiurati ==
I cinquantasette congiurati venivano da diverse estrazioni della società dell'epoca: l'impresa di Ciro Menotti unì nobili, proprietari terrieri, borghesi, studenti e gente del popolo. I loro nomi e le loro qualifiche, ove esse ci sono arrivate, meritano di essere ricordati in questa sede:
 
* Roberto Vaccari, ''La capitale dei sogni. Il romanzo di Ciro Menotti '', Modena, Colombini, 2016, ISBN: 978-88-6509-154-8
 
== Voci correlate ==
*[[Museo civico del Risorgimento (Modena)]]
*[[Chiesa di San Giovanni (Spezzano)]]
 
== Altri progetti ==
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[[Categoria:Personalità del Risorgimento]]
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