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{{Divisione amministrativa
|Grado amministrativo=3
|Nome=Antey-Saint-André
|Stato=ITA
|Nome ufficiale={{it}} Comune di Antey-Saint-André<br />{{fr}} Commune d'Antey-Saint-André
|Stemma=Antey-Saint-André-Stemma.png
|Bandiera=Antey-Saint-André-Gonfalone.png
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|Voce stemma=
|Stato=ITA
|Grado amministrativo=3
|Divisione amm grado 1=Valle d'Aosta
|Divisione amm grado 2=no
|Superficie=11.81
|Note superficie=
|Abitanti=602633
|Note abitanti=[http://demo.istat.it/bil2015/index.html Dato Istat] - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
|Aggiornamento abitanti=31-12-2015
}}
 
'''Antey-Saint-André''' (''Antèy'' in [[Dialetto valdostano|patois valdostano]]; ''Antei Sant'Andrea'' durante il [[fascismo]] dal 1939 al 1946) è un [[comune sparso]] [[italia]]no di 602633 abitanti<ref name="template divisione amministrativa-abitanti"/> della bassa [[Valtournenche (valle)|Valtournenche]], valle laterale della [[Valle d'Aosta]].
 
== Geografia fisica ==
=== Territorio ===
È il primo comune della [[Valtournenche (valle)|Valtournenche]], e una località turistica situata a 1074 [[Livello del mare|m s.l.m.]] alla base delle montagne che precedono il massiccio del [[Monte Tantané|Tantané]]. Il paesaggio è costituito da vasti prati sovrastati da [[bosco|boschi]] di [[conifere]] e aiutati da un clima temperato e alladalla felice posizione del territorio al riparo di venti dominanti.
 
L'ambiente naturale del comune è praticamente intatto se si eccettua l'area occupata dalla [[centrale elettrica]] costruita ed entrata in funzione nel [[1926]] e che sfrutta le acque del [[Marmore (torrente)|Marmore]]. Interessante è il [[lago di Lod]], situato a 2020 m s.l.m. le cui rive sono occupate dalla tipica canna di palude (''[[Phragmites australis]]'') e da molte altre [[specie (tassonomia)|specie botaniche]] ormai in via di estinzione.
 
Dista circa 33&nbsp;chilometri ad est da [[Aosta]].
=== Le origini ===
Fin dalle epoche [[preistoria|preistoriche]] la valle in cui sorge il paese è stata un'area di passaggio. Nei pressi di Navillod sono stati rinvenuti i resti di un [[sepolcro|sepolcreto]] [[impero romano|romano]], testimoniando la presenza umana nella zona fin dal [[Neolitico]].
Le tracce del periodo romano sono poche: tra Fiernaz (pron. "''Fièrna''") e Antey sono stati effettuati ritrovamenti di fibule a navicella in [[bronzo]], monete, manufatti in [[pietra ollare]], frammenti ceramici risalenti all'epoca classica.
Lo stesso [[toponimo]] è probabilmente di origine romana, derivato forse dal [[patronimico]] ''Anthesius'', per il quale tuttavia non esistono attestazioni documentarie.<ref>{{cita|Luciano Viola|cit.}}</ref>
 
=== Il Medioevo ===
[[File:Buisson-Cervin.JPG|thumb|Il Cervino visto dalla [[Strada statale 406 di Cervinia|SS406]] nei pressi di [[Buisson (Antey-Saint-André)|Buisson]]]]
In questo periodo storico la protagonista indiscussa della storia locale fu [[Challant (famiglia)|casa Challant]], qui rappresentata dal ramo dei [[Castello di Cly|signori di Cly]], discendenti da [[Bosone III di Challant|Bosone III]] che nel [[1212]] appare in un [[investitura]] e da [[Bosone IV di Challant|Bosone IV]] considerato il capostipite della famiglia. Ebbe due figli: Bonifacio (Boniface) e Goffredo (Godefroy), che negli anni [[1293]] e [[1304]] concessero [[franchigia (storia)|franchigie]] ai sudditi di [[Torgnon]] e Antey. Sotto il loro dominio vi erano le località di: Antey, [[Chambave]], [[Diémoz (Verrayes)|Diémoz]], [[Verrayes]], [[Saint-Denis (Italia)|Saint-Denis]], e quasi tutta la valle dell'alto [[Vallese]]. A causa di una pessima situazione economica, dovettero tuttavia cedere per un certo periodo i loro territori della [[Valtournenche (valle)|Valtournenche]] e [[Saint-Marcel (Italia)|Saint-Marcel]]. Il territorio passò a [[Bonifacio II di Challant|Bonifacio II]] alla morte dei due fratelli, poi a [[Pietro II di Challant|Pietro II]] e a suo fratello [[Gotofredo II di Challant|Gotofredo II]], che si rivelarnorivelarono dei signori [[tiranno|tirannici]] e prepotenti.
 
=== I Savoia ===
Nel [[1331]] l'intervento dei [[Casa Savoia|Savoia]] espropriò una prima volta Boniface de Cly. Nel [[1351]] inoltre il figlio Pierre II si rifiutò di consegnare il [[castello di Cly]] per le udienze generali del conte di Savoia, durante le quali, secondo lo storico valdostano [[Joseph-Gabriel Rivolin]], ribadiva la propria sovranità sulla regione, amministrando direttamente la giustizia. A causa dell'atteggiamento vessatorio dei Signori di Cly [[Amedeo di Savoia]] nel [[1376]] li privò definitivamente del [[feudalesimo|feudo]]. In questo modo la Signoria di Cly divenne dominio diretto dei Savoia, interessati ovviamente al controllo dell'importante di questa via di comunicazione che grazie al [[colle del Teodulo]] portava nel [[Vallese]].
 
Nel [[1550]] il territorio fu concesso al [[generale]] [[Spagna|spagnolo]] [[Cristoforo Morales]] alleato del duca dei Savoia. Morales venne accusato, nel [[1554]], di alto tradimento per cui il feudo passò a Giovanni Fabbri di [[Doues]], segretario di stato e consigliere dei Savoia che nel [[1562]] ne acquistò i diritti da [[Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta|Emanuele Filiberto]] [[Savoia-Aosta|duca di Aosta]] per la somma di 8.000 [[scudo (moneta)|scudi]] d'[[oro]]. Divenuta [[Barone|baronia]] nel [[1642]] la signoria di Cly passò, dopo la morte del Fabris, a [[Pierre-Philibert Roncas]], che, ancora in vita lasciò i suoi possedimenti a [[Giacomo Antonio Filiberto Bergera]]. Nel [[1726]] Giacomo morì lasciando i suoi beni a Giacomo Antonio, che nel [[1745]] accettò l'offerta dei comuni di estinguere "i censi" e i ''"foages"'' in cambio della somma di 12.492 [[Lira (moneta)|Lire]]. Nel [[1778]] il titolo baronale passò ala famiglia [[Gozani d'Olmo]] che lo mantenne per fino al [[1843]], quando morì l'ultimo barone di Cly.
 
=== Era moderna ===
=== Architetture religiose ===
 
* La parrocchia di Antey venne citata per la prima volta nel [[1176]] grazie ad una [[bolla papale]] emessa da [[Papa Alessandro III|Alessandro III]], in cui dichiarava di prendere sotto la sua protezione la [[diocesi]] [[aosta]]na a cui apparteneva Antey. Dopo il [[1184]] prende forma una piccola comunità di [[Monachesimo|monache]] [[Sant'Agostino|agostiniane]] del monastero di [[Santa Caterina di Leuéche]], profughe dal Vallese. Tale comunità si trasferì comunque pochi anni dopo nel territorio di [[Saint-Denis (Italia)|Saint-Denis]] e successivamente ad [[Aosta]]. La [[parrocchia]] passò nel XIII secolo sotto la giurisdizione della [[Prevosto|prevostura]] di Saint-Gilles di [[Verrès]] e vi rimase fino alla fine dell'Ottocento. Nel XVI secolo, Antey-Saint-André dovette affrontare la comparsa, avvenuta tra il [[1522]] e il [[1523]] del [[Protestantesimo]], che fu osteggiato dal vescovo di Aosta proibendo per alcuni anni la predicazione da parte dei sacerdoti stranieri. Nel [[1749]] venne richiesta la separazione ufficiale della parrocchia di [[La Magdeleine (Italia)|La Magdeleine]] da quella di Antey, che venne soddisfatta solo dopo una seconda richiesta presentata quarant'anni dopo nel [[1789]].
* La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea pare essere stata costruita presso i resti di una [[casaforte]] medioevale del 1364<ref>{{cita libro|nome=André|cognome=Zanotto|wkautore=André Zanotto|titolo=Castelli valdostani|editore=Musumeci|città=Quart (AO)|annooriginale=1980|data=2002|ISBN=88-7032-049-9|pagine=43}}</ref>. Della costruzione preesistente sarebbe rimasta solo una [[torre]], successivamente incorporata nel [[1555]] nell'attuale struttura del [[campanile]], la cui cella, traforata con [[bifora|bifore]] con [[arco (architettura)|archi]] a [[sesto acuto]], è attualmente sovrastata da una [[cuspide (architettura)|cuspide]] [[ottagono|ottagonale]]. L'interno è a pianta rettangolare a tre [[navata|navate]], rivela evidenti tracce di successive stratificazioni con una linea architettonica non omogenea. La [[trave]] dell'arco centrale è dipinta con cornici in legno dorato con [[ghirlanda|ghirlande]] di [[fiore|fiori]] e [[frutta|frutti]], mentre la [[tribuna]] ottocentesca dell'[[Organo (strumento musicale)|organo]] è realizzata con pannelli in [[Juglans|noce]], intagliati con motivi a rami fogliati e strumenti musicali. Pregevole il portale [[tardo gotico]] in pietra lavorata.
* La cappella di Santa Barbara costruita nel [[1722]] in località Hérin.
=== Musei ===
* Nella vecchia sede della magistratura, detta ''Casa Engaz'', oggi ha sede la biblioteca;
* è stato allestito un piccolo museo etnografico, con una sala per la "Un tempo la veillà nella stalla", dedicata alla ricostruzione della vita famigliare durante la [[veillà]].
 
== Società ==
Un tempo tipico paese di media montagna, oggi Antey-Saint-André è divenuto una stazione turistica di prestigio, soprattutto apprezzata nel periodo estivo.
 
Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Antey si produce [[energia idroelettrica]]. La [[centrale idroelettrica di Covalou]], in gestione alla [[Compagnia Valdostana delle Acque|CVA]], sfrutta le acque del torrente [[Marmore (torrente)|Marmore]] e quelle dei [[ru Gran Chamois]], [[ru Torgnon|Torgnon]], [[ru Antey|Antey]], e [[ru Promiod|Promiod]].<ref>{{cita web|url=http://www.cva-ao.it/impianto_covalou.aspx|titolo=Centrale di Cavalou|autore=[[Compagnia Valdostana delle Acque|CVA]]|accesso=1º novembre 2013}}</ref>
 
Importante e tipica è anche la lavorazione del legno finalizzata alla realizzazione di vari oggetti, quali statuine e [[Sabot (calzatura)|sabot]].<ref name=Aci>{{cita libro | titolo=Atlante cartografico dell'artigianato | editore=A.C.I. | città=Roma | anno=1985 | volume=1 | p=3}}</ref>
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