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Da sempre zona di vitivinicoltura, ebbe un primo popolamento con la distribuzione della terre ai reduci della Prima Guerra Mondiale e la creazione di un piccolo centro commerciale, perché lontano da centri già dotati di servizi come per esempio Grotte Celoni sede dello stabilimento Breda.
 
La politica di immigrazione tra le due guerre contribuì ada estendere quel piccolo centro: occorre precisare che diventare cittadino di Roma (centro urbano maggiore di 250.000 abitanti) era proibito per legge (abolita poi nel 1960) a meno di possedere un domicilio e/o un lavoro; quindi gli immigrati (italiani), che solitamente non avevano né una casa né un lavoro, stanziavano ai limiti dei confini comunali.
 
Il nucleo centrale, composto dalla chiesa e l'attigua antica torre della Posta (ora distrutta), nacque intorno ad attività commerciali di ristorazione e distribuzione (famiglie Cherubini, Colagrossi, Liverotti, Cupellini ede altre) ede anche a seguito della lottizzazione del Prof. Serafini, nel 1955, di un lotto di vigna molto ampio prospiciente la chiesa di Santa Maria della Fiducia.
 
Di notevole importanza era la cosiddetta ''Osteria del Finocchio'', tra i luoghi più importanti di sosta e ristoro che, a partire dal Rinascimento, popolarono l'[[Agro Romano]]. Questo edificio risalente al secolo XVII, l'unico di valenza storica nel quartiere, posto all'incrocio tra la via Casilina, la via Prataporci e la stessa via Osteria del Finocchio, fu demolito (con la dinamite) nei primi anni '60 per far posto a nuove costruzioni private.
 
Della vecchia proprietà (azienda agricola) Fabrizi, ancora oggi (2009), esistono la casa padronale, del mezzadro e la stalla: l'area è ora rinominata Collina della Pace. Per svariati lustri svettò anche il palazzo di sei piani fatto costruire abusivamente (per destinarlo ad albergo) da [[Enrico Nicoletti]], noto per essere il cassiere della storica [[banda della Magliana]].<br />
Il palazzo, mai terminato, e confiscato nel 2001 insieme a tutta l'area circostante di 13mila&nbsp;m², tra via Capaci e via Bompietro, è stato fatto demolire dal comune di Roma il 19 maggio 2004, grazie all'opera di sensibilizzazione svolta tra il 1994 ede il 2002 dall'associazione culturale '''Contaminazione''', composta da alcuni giovani del quartiere, i quali hanno voluto che l'area fosse destinata alla collettività per il verde pubblico e le attività sociali, in ottemperanza alla legge d'iniziativa popolare 109/96 (disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati) proposta dall'associazione [[Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie|Libera]].<br />
Grazie a questa iniziativa la Collina della Pace è oggi l'unica area verde di Finocchio, sfuggita alle lottizzazioni cui la destinava il nuovo [[piano regolatore generale comunale|piano regolatore]] di Roma, adottato il 20 marzo 2003 dal [[Consiglio comunale]].
 
Utente anonimo