Differenze tra le versioni di "Cerami"

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* [[Chiesa di Sant'Antonio Abate (Cerami)|Chiesa di Sant'Antonio abate]]
* [[Chiesa della Madonna del Carmelo]]. Varie ed estese sono le discordanze sull'epoca di erezione di questa chiesa. Gli storici sono giunti alla conclusione che intorno al 1530 venne eretto il ''Convento dei [[Carmelitani Scalzi|Carmelitani]]'' con annessa una chiesetta, la quale nel [[1620]] venne ingrandita, o parzialmente ricostruita ed abbellita dal portale. L'ipotesi è confortata dall'esame stilistico del tempio. Particolarmente bello ed originale è, nella sua entità, il gruppo del portale di chiara intonazione [[Barocco|barocca]]. Anche qui, purtroppo, il cemento ha compiuto la sua opera. In questa chiesa si trova uno dei trentatré crocifissi lignei scolpiti da [[Umile da Petralia|Frate Umile da Petralia]]. Si tratta di un'opera, quella di Cerami, da collocare nel periodo della piena maturità artistica del Francescano.
* Chiesa di San Sebastiano. Fino al 1600 una chiesa dedicata a San Sebastiano sorgeva vicino a Porta Umbria, ad occidente del castello. Fu nel 1612 che per iniziativa di un sacerdote si decise di costruire, in onore dello stesso santo, una nuova chiesa, la quale sorge poco distante dalla vecchia, di cui oggi sono visibili due archi. L'attuale chiesa di San Sebastiano ha subito, nel tempo, lavori di restauro, nonché aggiunte e modifiche, e fu, agli inizi del secolo scorso, causa di un'accesa lite tra l'omonima confraternita ed il clero locale, a causa delle prepotenze di quest'ultimo. La chiesa è ad unica navata. La facciata è severa, inquadrata da pilastri e da paraste bugnate. La decorazione è sobria. Nel complesso la chiesa mostra i caratteri essenziali dell'architettura tardorinascimentale.
* Chiesa di San Benedetto. Nessuna notizia precisa si ha sulla data di erezione. La sua conoscenza è legata al santuario della Madonna della Lavina. Dall'esame stilistico si può dedurre che questa chiesa, nella sua attuale struttura, tranne la facciata, risale alla prima metà del Settecento. Le suore [[benedettine]], andato distrutto il loro monastero, che sorgeva in contrada Lavina, dove oggi sorge il santuario omonimo, si sarebbero trasferite in uno nuovo, costruito in un quartiere, in quel tempo periferico rispetto al centro abitato, ma non sappiamo quando ciò avvenne. Il monastero, nel secolo scorso, venne incamerato dallo Stato ed in seguito alienato in favore dei privati, che lo trasformarono in case di abitazione. La chiesa è a pianta centrale, di tipo tardobarocco. Belli e delicati gli [[stucco|stucchi]]. In questa chiesa si conservano la preziosa ''[[pala d'altare|pala]]'' trecentesca della Madonna della Lavina ed una tela, raffigurante l'Assunta, di [[Giuseppe Rapisardi]]. Si sa che vi erano molte altre opere artistiche di gran pregio.
 
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