Differenze tra le versioni di "Armistizio di Cassibile"

Grandi riuscì a coinvolgere nella [[Fronda (movimento)|fronda]] sia [[Giuseppe Bottai]], altro importantissimo [[gerarca]] che sosteneva l'idea originaria e "sociale" del fascismo operando sui campi della [[cultura]], sia [[Galeazzo Ciano]], che oltre che ministro e altissimo gerarca anch'egli, era pure genero del Duce. Con essi diede vita all'Ordine del Giorno che avrebbe presentato alla riunione del [[Gran consiglio del fascismo]] il 25 luglio 1943 e che conteneva l'invito rivolto al re a riprendere le redini della situazione politica. Mussolini fu arrestato e sostituito da Badoglio, anziché, come era stato sempre detto a Grandi, da [[Enrico Caviglia]].
 
La nomina di Badoglio, non significava una tregua, sebbene fosse un tassello della manovra [[Casa Savoia|sabauda]] per giungere alla [[pace]]. Attraverso un gran numero di espedienti, si cercò un produttivo contatto con le potenze alleate, cercando di ricostruire quei passaggi delle trattative (sempre indicate come spontanee e indipendenti) già intessute da [[Maria José di Savoia|Maria José]], consorte di [[Umberto II di Savoia|Umberto di Savoia]], che potevano stavolta meritare l'avallo del re.
 
Il generale Castellano fu inviato a lisbonaLisbona per incontrare gli inviati alleati, tuttavia, non poté attuare la missione con la speditezza che la drammaticità della situazione esigeva. Castellano, infatti, fu autorizzato a raggiungere il territorio neutrale soltanto in treno, e impiegò tre giorni per raggiungere Madrid e in seguito Lisbona. Castellano non parlava inglese e poté avvalersi come traduttore e assistente del console [[Franco Montanari (ambasciatore)|Franco Montanari]] (che lo accompagnò in seguito fino a Cassibile). Solo il 19 agosto conferì con i rappresentanti del Comando Alleato. Ripartì il giorno 23, giungendo finalmente a Roma il 27 agosto. La missione era durata quindici giorni.
Nel frattempo, per affiancare l'inviato italiano, furono mandati a Lisbona in aereo il generale Rossi e il generale Zanussi, che si presentarono ai rappresentanti alleati appena ripartito Castellano per Roma. Questa scelta generò anche una certa perplessità tra gli alleati; in particolare il generale [[Giacomo Zanussi|Zanussi]], già addetto militare a Berlino, non era ben visto dagli alleati peraltro confusi dall'invio di delegazioni così ravvicinate e senza coordinamento<ref>[http://www.provincia.asti.it/hosting/moncalvo/franco%20montanari/f_montanari.htm G. Boano, M. Varvelli, ''Franco Montanari. Biografia'', Asti, Comune di Moncalvo, Stampa Espansione Grafica, 1995, p.30] IT\ICCU\TO0\0634724</ref>.
L'ambasciatore britannico [[Ronald Campbell]] e i due generali inviati nella capitale [[portogallo|portoghese]] dal generale [[Dwight David Eisenhower]], lo statunitense [[Walter Bedell Smith]] e il britannico [[Kenneth Strong]], ricevettero la disponibilità di [[Roma]] alla resa.<ref>{{cita web
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