Lingua longobarda: differenze tra le versioni

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Come lingua estinta senza aver sviluppato una propria tradizione scritta, è molto difficile inquadrare il longobardo in modo rigoroso; i tentativi di assegnarlo all'[[Lingue germaniche orientali|area germanica orientale]] (accentuando le parentele con il [[lingua gotica|gotico]] e con il [[lingua burgunda|burgundo]]) o a [[Lingue germaniche orientali|quella occidentale]] (evidenziando gli apporti dall'[[alto tedesco antico]]) non sono approdati a risultati definitivi. Lo stato di conservazione delle testimonianze superstiti e la loro datazione molto alta rispetto alle lingue germaniche occidentali ci consegnano piuttosto una lingua che si colloca a cavallo dei due gruppi, e la storia dei Longobardi mostra un popolo che agli inizi della propria storia documentata ha lungamente condiviso le aree di insediamento e la [[arianesimo|religione]] dei [[Goti]]; poi, una volta stanziata in Italia, ha allacciato contatti sempre più stretti con i parlanti dell'area occidentale ([[Franchi]]).
 
Piergiuseppe Scardigli ha definito il longobardo come «un pianeta che si è staccato dal magma germanico, ha avuto un periodo di avvicinamento all'orbita gotica e poi è stato attratto indefinitivamente quellanell'orbita del tedesco»<ref>Piergiuseppe Scardigli, ''Appunti longobardi'', in ''Goti e Longobardi'', p. 197</ref>, mentre Marcello Meli precisa: «Solitamente s'inserisce fra i dialetti alto tedeschi antichi anche il longobardo, ma la scarsa documentazione linguistica non consente una classificazione sicura»<ref>Marcello Meli, ''Le lingue germaniche'', p. 95.</ref>. Sergio Rovagnati, dopo aver rilevato come la storiografia abbia oscillato nell'inquadrare i Longobardi (e dunque la loro lingua) tra i [[Germani occidentali]], [[Popoli germanici orientali|orientali]] o anche [[Popoli germanici settentrionali|settentrionali]] (con una più recente propensione per il primo gruppo), osserva: «Per quanto riguarda la loro lingua non sappiamo molto [...]; nelle poche tracce rimaste [...] spesso è difficile distinguere gli elementi realmente longobardi da quelli acquisiti dalle altre popolazioni, in particolar modo dai Goti. Anche paragoni della lingua longobarda con le moderne lingue germaniche sono parimenti difficoltosi, poiché le lingue germaniche orientali [...] sono oggi totalmente estinte. Da ciò che è giunto fino a noi, nella parlata longobarda troviamo similitudini sia con gli idiomi germanico-orientali che nordici, ma non è semplice stabilire se queste somiglianze» siano frutto di un rapporto filogenetico o di scambi successivi, derivati dalla profonda influenza reciproca<ref>Sergio Rovagnati, ''I Longobardi'', p. 95.</ref>. [[Nicoletta Francovich Onesti]] inserisce la lingua longobarda nel filone delle lingue germaniche occidentali<ref>{{Cita news|autore = [[Nicoletta Francovich Onesti]]|url=http://www.academia.edu/7008968/La_lingua_dei_Longobardi|titolo = La lingua dei Longobardi, caratteristiche e problemi|pagina = 4|accesso =12 novembre 2014 }}</ref>.
 
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