Differenze tra le versioni di "Questore (storia romana)"

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=== Età repubblicana ===
Prima venivano nominati dai re, poi dai consoli. Privi di ''[[imperium]]'', vennero eletti (dal [[447 a.C.]]) dal popolo, nei [[Assemblee romane|Comizi Tributi]] in numero di due; dal [[421 a.C.]] poterono accedervi anche i plebei e così divennero quattro, dei quali due rimanevano a Roma (''quaestores urbani'') ad amministrare l'[[erario]] (''quaestores aerarii'') e gli altri due, invece, rimanevano al fianco dei consoli.
 
Durante il consolato di [[Gneo Cornelio Cosso]] e [[Lucio Furio Medullino (console 413 a.C.)|Lucio Furio Medullino]], nel [[409 a.C.]], per la prima volta furono eletti alla carica dei plebei.
{{citazione|per la prima volta furono nominati a questa magistratura dei plebei. Infatti, su quattro posti disponibili, uno solo toccò a un patrizio, Cesone Fabio Ambusto, mentre a giovani di famiglie nobilissime furono preferiti tre plebei: Quinto Silio, Publio Elio e Gaio Papio.|Tito Livio, Ab Urbe condita, IV, 4, 54.}}
 
Circa dopo il [[420 a.C.]] esistevano a [[Roma]] quattro questori, eletti annualmente; dopo il [[267 a.C.]] il numero fu elevato a otto. Alcuni venivano assegnati a compiere il loro servizio all'interno della capitale, mentre altri entrano distaccati assieme a governatori delle province o generali dell'esercito; altri ancora erano assegnati alla supervisione delle finanze militari. Non a caso [[Polibio]] racconta che all'interno dell'[[castrum|accampamento militare]], gli ''[[extraordinarii]]'' (truppe scelte tra i ''[[Auxilia|socii]]'') di solito, non solo erano accampate vicino ai [[console romano|consoli]], ma durante le marce e in ogni altra occasione, erano totalmente e costantemente a disposizione del console e del questore.<ref>{{cita|Polibio|VI, 31.3}}.</ref>
 
Dopo le riforme di [[Lucio Cornelio Silla|Silla]] dell'[[81 a.C.]], l'età per candidarsi alla questura fu elevata a 28 anni per i [[Patrizio (storia romana)|patrizi]] e 30 per i [[Plebei (storia romana)|plebei]]: l'elezione a questore attribuiva automaticamente lo status di [[Senato romano|senatore]]; contestualmente il numero dei questori fu elevato a 20. Questi seguivano i consoli e i pretori, i proconsoli e i propretori nelle spedizioni e nelle province, per curarne l'amministrazione (''quaestores militares'', ''provinciales''). I ''quaestores urbani'' risiedevano in sedi differenti; quello che stava ad Ostia (''quaestor Ostiensis'') sorvegliava le importazioni, in particolare quelle di grano.
 
== Note ==
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== Bibliografia ==
609 150

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