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→‎La disintegrazione dell'impero: aggiunto template senza fonte ad "asia meridionale", che non è mai stata zona di pertinenza dell'impero Ottomano
[[File:Seal Sultan Abd El-Hamid1.jpg|thumb|Sigillo del sultano Abdul Hamid II]]
[[File:Pyotr Nikolayevich Gruzinsky - The mountaineers leave the aul.jpg|thumb|left|Gruppi di rifugiati [[musulmani]] [[circassi]] lasciano le loro terre d'origine a causa dell'invasione russa del [[Caucaso]].]]
La peggior paura di Abdül Hamid circa la dissoluzione lenta ed inesorabile del suo impero, iniziò a reificarsi con la dichiarazione di guerra da parte dei russi il 24 aprile [[1877]] e con la successiva vittoria russa del febbraio del [[1878]]. Durante lo scontro Abdül Hamid non poté contare su alcun aiuto. Il cancelliere russo, [[Alexander Gorchakov|principe Gorchakov]], aveva ottenuto a tutti gli effetti la neutralità [[Impero austriaco|austriaca]] con l'[[Accordo di Reichstadt]]; l'[[Impero britannico]], sebbene temesse la predominanza russa nell'[[{{Senza fonte|Asia meridionale]]}}, preferì non venire coinvolto nel conflitto per la brutalità con la quale erano conosciuti gli ottomani dalla soppressione della rivolta pubblica.
 
Il [[Trattato di Santo Stefano]], sottoscritto tra Russia ed Impero ottomano, pose fine alla guerra, imponendo condizioni sfavorevoli per gli ottomani: l'Impero ottomano avrebbe riconosciuto l'indipendenza di [[Romania]], [[Serbia]] e [[Montenegro]], garantendo ''autonomia locale'' alla [[Bulgaria]] e prospettando per questi paesi nuove riforme, cedendo inoltre la [[Dobrugia]] e parti dell'[[Armenia]] alla [[Russia]], alla quale inoltre dovette pagare un'enorme [[indennità di guerra]].
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