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=== Rivalità accademiche ===
[[File:Alexis Clairault.jpg|thumb|150px|[[Alexis Claude Clairault]] (1713 – 1765)]]
Suo grande rivale in matematica e in fisica all'[[Académie des Sciences]] fu [[Alexis Claude Clairaut]]. Un altro rivale accademico fu l'insigne naturalista [[Georges-Louis Leclerc de Buffon]]. Di sicuro tesi furono i rapporti anche con il celebre astronomo [[Jean Sylvain Bailly]]. D'Alembert, infatti, fin dal [[1763]], aveva incoraggiato Bailly ad esercitarsi in uno stile di composizione letteraria molto apprezzato all'epoca, quello degli éloges, nella prospettiva, un giorno, che questi potesse avere valide referenze letterarie per poter diventare Segretario Perpetuo dell'Accademia delle Scienze.<ref name="arago6">''Biography of Jean-Sylvain Bailly'' by François Arago (english translation) - Chapter VI</ref> Sei anni dopo, però D'Alembert aveva dato lo stesso suggerimento, e forse aveva teso le stesse speranze, ad un giovane e promettente matematico, il marchese [[Condorcet|Nicolas de Condorcet]]. Condorcet, seguendo il consiglio del suo protettore, rapidamente scrisse e pubblicò degli éloges sui primi fondatori dell'Accademia: [[Christiaan Huygens|Huyghens]], [[Edme Mariotte|Mariotte]] e [[Ole Rømer|Rømer]].<ref name="arago6" /> All'inizio del [[1773]], l'allora Segretario Perpetuo, Grandjean de Fouchy, chiese che Condorcet venisse nominato suo successore alla sua morte a condizione, ovviamente, che gli sopravvivesse. D'Alembert sostenne con forza questa candidatura. L'insigne naturalista [[Georges-Louis Leclerc de Buffon|Buffon]] sostenne invece, con uguale energia, Bailly; Arago riferisce che l'Accademia «per alcune settimane presentò l'aspetto di due campi nemici».<ref name="arago6" /> Ci fu infine una battaglia elettorale fortemente contestata: il risultato fu la nomina di Condorcet a successore di de Fouchy.<ref name="arago6" />
 
[[File:Condorcet.jpg|thumb|left|150px|[[Nicolas de Condorcet]] (1743 – 1794)]]
All'inizio del [[1773]], l'allora Segretario Perpetuo, Grandjean de Fouchy, chiese che Condorcet venisse nominato suo successore alla sua morte a condizione, ovviamente, che gli sopravvivesse. D'Alembert sostenne con forza questa candidatura. L'insigne naturalista [[Georges-Louis Leclerc de Buffon|Buffon]] sostenne invece, con uguale energia, Bailly; Arago riferisce che l'Accademia «per alcune settimane presentò l'aspetto di due campi nemici».<ref name="arago6" /> Ci fu infine una battaglia elettorale fortemente contestata: il risultato fu la nomina di Condorcet a successore di de Fouchy.<ref name="arago6" />
 
[[File:Bailly, Jean-Sylvain.jpg|thumb|[[Jean Sylvain Bailly]] (1736 – 1793)]]
La rabbia di Bailly e dei suoi sostenitori trovò sfogo con accuse e termini «di asprezza imperdonabile».<ref name="arago6" /> Si disse che D'Alembert aveva «bassamente tradito i valori dell'amicizia, dell'onore, e i principali principi di probità» alludendo alla promessa di protezione, sostegno, e cooperazione fatta con Bailly che risaliva a dieci anni prima.<ref name="arago6" />
 
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