Differenze tra le versioni di "Palazzo Bernardo e Giuseppe De Franchi"

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== Storia e descrizione ==
Il palazzo sorge su parte di isolato già degli [[Spinola]] e dei [[Grimaldi (famiglia)|Grimaldi]] poi ricostruito per dimora dei De Franchi. Le diverse proprietà dell'area furono acquistate da Bernardo e Giuseppe De Franchi che nel [[1563]] ordinafonoordinarono i lavori di costruzione del palazzo che ospiterà [[Gerolamo De Franchi Toso (1522-1586)|Gerolamo De Franchi]] - quest'ultimo [[doge della Repubblica di Genova]] nel biennio [[1581]]-[[1583]] - e apparterrà alla famiglia fino al [[1818]]. I De Franchi mantennero parzialmente le murature perimetrali preesistenti, in particolare sul vicolo Spinola dove vi sono ancora blocchi di pietra squadrata del portico tardomedievale tamponato nel XVI secolo.
I De Franchi mantennero parzialmente le murature perimetrali preesistenti, in particolare sul vicolo Spinola dove vi sono ancora blocchi di pietra squadrata del portico tardomedievale tamponato nel [[XVI secolo]].
 
L'edificio, con sopraelevazioni del [[XIX secolo]], ha un [[portale]] in stile [[Ordine dorico|dorico]] che, attraverso l'atrio tramezzato da una bottega, introduce su un ampio cortile loggiato<ref> Una reggia repubblicana. Atlante dei palazzi di Genova 1576-1664, a cura di Ennio Poleggi, Torino, 1998</ref>.
 
Con i bombardamenti della [[seconda guerra mondiale]], il palazzo ebbe seri danni alle decorazioni interne. oggiOggi è possiilepossibile amirareammirare due saloni monumentali con gli [[affreschi]] di [[Bernardo Castello]], ''Scene della [[Gerusalemme]] liberata'', e di [[Domenico Fiasella]], ''[[Sansone]] che stermina i [[Filistei]]''. Gli affreschi del Castello furono eseguiti nel primo decennio del Seicento, dopo che il pittore, che aveva lo studio nella stessa piazza della Posta, aveva illustrato l'edizione genovese della ''[[Gerusalemme liberata|Gerusalemme Liberata]]'' del 1590<ref>''Dardi d'amore : Pittura e poesia nel Barocco emiliano,'' Davide Gasparotto, Carpi, Nuovagrafica, 2013</ref>, essendo stato poco tempo prima a Ferrara per conoscere personalmente il [[Torquato Tasso|Tasso]]<ref>Castello Bernardo, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 21 (1978), di ''Giuliana Biavati''</ref>. Nel salone è raffigurato, al centro, l'assedio di Gerusalemme con l'aiuto della torre d'assedio, e nei sei riquadri circostanti le storie di [[Goffredo di Buglione]]. Sul soffitto dell'altro salone, invece, il Fiasella rappresenta il celebre episodio biblico di Sansone che sconfigge i Filistei armato solo di una mascella d'asino<ref>P. Donati, ''D''. ''F''. "''il Sarzana''", Genova 1974</ref>.
 
Il piano nobile del palazzo è stato sede provinciale del [[Partito Socialista Italiano]] dal 1952 al 2003,anno in cui la proprietà dei due piani nobili dell'edificio è stata ceduta per poco meno di 1 miliardo di lire a privati<ref>[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/07/13/venduta-la-casa-storica-del-psi.html]</ref>.
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