Differenze tra le versioni di "Benjamin Constant"

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Il corso della sua giovinezza si svolge nei tormenti della [[Rivoluzione francese|Rivoluzione Francese]] e nel tragico epilogo del [[Regime del Terrore|Terrore]] di [[Maximilien de Robespierre|Robespierre]], terminato con la congiura del [[Termidoro]] (27 luglio 1794). Con il trasferimento a Parigi maturano le sue idee liberali e ha l’occasione di poter instaurare una lunga relazione intellettuale e amorosa con l’influente [[Madame de Staël]], figlia del ministro liberale [[Jacques Necker]], nel corso del regno di [[Luigi XVI di Francia|Luigi XVI]].
 
La tragica esperienza del Terrore lascia la Francia repubblicana in una situazione di transizione in quanto il Parlamento dovrà varare una nuova Costituzione che entrerà in vigore nell’ottobre del 1795, introducendo il nuovo organo del [[Direttorio]], dotato di un potere esecutivo più forte. Constant si dimostra a favore di questa sistemazione statuale dal momento che rispecchierebbe la fedeltà ai principi ispiratori della Rivoluzione del 1789: rappresentatività e costituzionalità del sistema liberale. Tale soluzione è avversata dalla sinistra giacobina e dalla destra monarchica che, nonostante la loro opposizione dal punto di vista della tradizione politica, Constant non esita a metterlemettere polemicamente sullo stesso piano d’intenti: in esse infatti, sebbene cambino i soggetti politici, permane un’idea di sovranità concepita nella sua illimitatezza, contrapposta all'ordine e alla libertà del progetto termidoriano che mira a una concezione limitata e legale del potere.
 
Questo è il contenuto del primo [[pamphlet]] che Constant scrive nel periodo direttoriale, edito nel 1796 intitolato ''La forza del governo attuale della Francia'', seguito nel 1797 da altri due scritti degni di nota: ''Le reazioni politiche'' e ''Gli effetti del Terrore''. Essi contengono riflessioni decisive per la futura ricezione storiografica della Rivoluzione e del Terrore. Egli sostiene che le rivoluzioni si produconoderivano dalla reazione dovuta alla rottura dell’equilibrio tra le aspirazioni di un popolo e le istituzioni che lo governano. La rivoluzione dunque esplode come sintomo di un rapporto degenerato e come la cura che vi pone rimedio. Tuttavia, la cura stessa può a sua volta degenerare, creando un’altra rottura e una conseguente reazione da parte del popolo: tali sono i casi delle Rivoluzioni del ’891789 e del ’931793, spinte da intenti radicalmente diversi tra loro. Se la prima è mossa dal desiderio di libertà individuale, politica e uguaglianza civile, la seconda si fonda su un’uguaglianza forzata che nega la libertà. In questo modo, Constant dimostra di essere un intellettuale ''engagé'' che, a differenza di alcuni suoi contemporanei, si schiera in prima fila, propugnando le sue posizioni politiche e rinunciando alla semplice contemplazione e sistematizzazione in determinati schemi filosofici.
 
Tuttavia, l’esperienza della Repubblica Direttoriale arriva a un epilogo il 18 brumaio 1799, a causa di un colpo di mano ordito da [[Emmanuel Joseph Sieyès|Sieyès]], il personaggio più influente del Direttorio, insieme a [[Joseph Fouché|Fouché]] e [[Napoleone Bonaparte]], determinando la decisiva ascesa al potere di quest’ultimo.
 
Il Parlamento si sposta a [[Saint-Cloud]] e Constant si oppone alla svolta politica di Bonaparte e ai cambiamenti istituzionali che mirano all’esautoramento del potere esecutivo, fino a trovare posto nel Tribunato dal quale difende strenuamente la posizione liberale attraverso un’accesa campagna di opposizione che gli costerà l’estromissione dal Tribunato e l’esilio nel 1802.
Nel 1813 scrive il libello antinapoleonico ''Lo spirito di conquista e dell’usurpazione'' che gli permetterà di rientrare sulla scena politica in seguito alla caduta di Napoleone nella [[battaglia di Lipsia]].
 
Nonostante la sua avversione a Napoleone, partecipae dopo aver partecipato attivamente ai primi anni della [[Restaurazione]] (1814-1815) e, durante i [[Cento giorni]] (dal 20 marzo all’8 luglio 1815) accetta di redigere l’''Acte Additionel'', una costituzione per liberalizzare l’Impero di Napoleone, nel periodo stesso in cui aveva difeso la costituzione concessa da [[Luigi XVIII di Francia|Luigi XVIII]]. Dopo la sconfitta napoleonica a [[Battaglia di Waterloo|Waterloo]] il 18 giugno 1815 e il ritorno sul trono del legittimo sovrano Luigi XVIII, Constant decide di partire per l’esilio volontario da cui tornerà nel 1816, stesso anno in cui scrive il suo romanzo più famoso, l’''[[Adolphe (romanzo)|Adolphe]]'' identificandosi con le istanze liberali incarnate dagli Indipendenti, uno dei grandi partiti della Seconda Restaurazione.
 
Nel 1819 declama il famoso discorso ''La libertà degli Antichi paragonata a quella dei Moderni'', che gli valendoglivale l’elezione alla cameraCamera dei deputati. Con questo discorso egli si inserisce nell’annosanella scia dell'annosa ''querelle des Anciens et des Modernes'' risalente al XVII secolo, sortosorta all’interno dell’[[Académie française|Académie Française]], denotandoe che segnò un punto di svolta mettendo in discussione il principio di imitazione dei classici. Ma l'intento di Constant è politico, non letterario: egli insiste sul necessario interesse dei cittadini moderni alla vita politica: il sistema rappresentativo moderno libera senza dubbio i cittadini dall'onere del lavoro politico professionale, ma richiede la loro estrema vigilanza e il loro impegno partecipativo affinché venga garantito l'esercizio dei loro diritti e la conservazione dei loro piaceri privati.
 
L’ascesa di [[Carlo X di Francia|Carlo X]] al trono nel 1824, sancendo una sorta di ritorno all’[[Ancien Régime]], mette in crisi le aspirazioni liberali di Constant che prontamente organizza la [[Rivoluzione di luglio|Rivoluzione di Luglio]] del 1830. Svoltasi nei giorni di 27, 28 e 29 luglio, per questo soprannominata Trois Glorieuses, vede il rovesciamento di Carlo X e l’ascesa di [[Luigi Filippo di Francia|Luigi Filippo]], dichiarato non più “Re di Francia” bensì “Re dei Francesi”. Constant, vecchio e malato, all’alba della Rivoluzione redige una dichiarazione a favore del nuovo sovrano e apre il corteo insurrezionale. Morirà qualche mese dopo, l’8 dicembre 1830, la cui tomba è posta nel cimitero parigino di [[Cimitero del Père-Lachaise|Père-Lachaise]].<ref>{{Cita web|url=http://tasso2e4rights.x10.mx/wp-content/uploads/2016/03/Recensione-Constant-Traversa-Luciano.pdf|titolo=Benjamin Constant, La libertà degli antichi, paragonata a quella dei moderni, Traduzione e cura di Giovanni Paoletti. Con un Profilo del liberalismo di Pier Paolo Portinaro, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2001.}}</ref><ref>{{Cita web|url=http://bfp.sp.unipi.it/constbib/|titolo=Benjamin Constant teorico della modernità politica|cognome=De Luca|nome=Stefano|sito=Bollettino telematico di filosofia politica|editore=Dipartimento di Scienze della politica, Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Pisa.|data=2002}}</ref>
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