Differenze tra le versioni di "Lazzari"

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Con il termine '''lazzari''' (o anche '''lazzaroni''') si indicano i giovani dei [[ceto sociale|ceti]] popolari della [[Napoli]] del [[XVII secolo|XVII]]-[[XIX secolo]]. Particolarmente famoso fu il ruolo da loro svolto nella [[Esercito della Santa Fede|difesa sanfedista della città]] contro gli insorti della [[Repubblica Napoletana (1799)|Repubblica napoletana del 1799]] sostenuta dalla [[Francia rivoluzionaria]].
 
== Condizioni di vita ==
Grazie alle favorevoli condizioni climatiche e al rapporto privilegiato con la campagna circostante, benché miseri, riuscivano a sopravvivere senza eccessive preoccupazioni nel doversi procurare cibo e vestiario. Spesso sfaccendati, si adattavano a compiere qualsiasi mestiere che si presentasse loro occasionalmente, non disdegnando, talvolta, di compiere qualche piccolo furto o raggiro e, più spesso, mendicando. Per questo motivo il termine lazzarone, che ha origine dallo [[Lingua spagnola|spagnolo]] ''lazaros''<ref>Secondo [[Benedetto Croce]] (in ''Aneddoti e profili settecenteschi'', Remo Sandron Editore, [[1914]]), il termine lazzaro deriverebbe dallo spagnolo antico ''laceria'' (dal latino ''lacerus'': lacero, strappato) con cui si denominava sia la [[lebbra]] sia la miseria, per cui ''lazaro'' ha il significato di ''pobre andrajoso'', ovvero di pezzente cencioso.</ref> (con riferimento al [[Lazzaro]] [[Vangeli|evangelico]] e agli stracci di cui era avvolto) è sinonimo, nell'italiano comune, di persona pigra e indolente, o poco di buono.
 
== Gruppo sociale ==
[[File:Lazzaro1.jpg|thumb|left|[[Michela De Vito]]: Il giaciglio del lazzaro]]
Secondo alcuni, i "lazzari" costituivano una società nella società del tempo e rispondevano a un loro codice di gruppo. È documentato che nella loro comunità si era sviluppata una vera e propria gerarchia che prevedeva anche l'elezione di un capo, riconosciuto e accolto in via ufficiale dalla corte reale.
Tuttavia alcuni capi lazzaro, quali [[Antonio D'Avella]] detto ''Pagliucchella'' e [[Michele Marino]] (detto ''<nowiki>'o pazzo</nowiki>''), per opportunismo economico o per ragioni ideali, aderirono alla causa repubblicana e [[Repubblicani napoletani giustiziati nel 1799-1800|furono impiccati il 29 agosto del 1799]] a [[Piazza del Mercato (Napoli)|piazza del Mercato]].
 
== Cultura di massa ==
*Il [[canzone napoletana|cantante napoletano]] [[Pino Daniele]] nel [[1984]] incluse nel suo album ''[[Musicante]]'' uno struggente brano intitolato: ''Lazzari felici''<ref>{{Cita web |url=http://www.musicalstore.it/cantautori/discografia%20DANIELE/TESTI%20DANIELE/LAZZARI%20FELICI.HTM |titolo=Testo di: ''Lazzari felici'' |sito=www.musicalstore.it |accesso=17 marzo 2010}}</ref>.
 
==Note==
<references/>
 
== Bibliografia ==
* Luisa Basile, Delia Morea, ''Lazzari e scugnizzi'', [[Newton Compton Editori]], 1996.
* [[Benedetto Croce]], ''Aneddoti e profili settecenteschi'', [[Edizioni Remo Sandron]], 1914.
* Benedetto Croce, ''Curiosità storiche'', Napoli, Riccardo Ricciardi editore, 1919.
* [[Alexandre Dumas (padre)|Alexandre Dumas]], ''[[Il Corricolo]]'', Napoli, Colonnese Editore, 2004., ISBN 88-87501-58-0.
* [[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'', Milano, Mondadori., ISBN 8804523344.
* [[Francesco Mastriani]], ''I Lazzari'', Napoli, Attività bibliografica editoriale, 1976.
* [[Enzo Striano]], ''[[Il resto di niente (romanzo)|Il resto di niente]]'', Rizzoli, 2004.
* [[Ottorino Gurgo]], ''Lazzari. Una storia napoletana'', Guida, 2005.
* Giacomo Ricci, ''Lazzari. Appunti sparsi per la rivoluzione'', Medea, 2011.
 
== Altri progetti ==
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== Collegamenti esterni ==
* Giuseppe Ressa, [http://www.ilportaledelsud.org/mr18.htm ''La crisi del periodo napoleonico e l'abolizione del feudalesimo'']
 
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