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Nel [[1760]] i territori dei due marchesati di Torrigila e Santo Stefano d'Aveto furono riuniti in un unico [[principato (diritto)|principato]] e Giovanni Andrea III fu investito da [[Francesco I di Lorena]] col rango di principe di Torriglia, titolo questo che andò ad aggiungersi all'altra simile dignità che la famiglia da tempo aveva in quanto titolare del principato di Melfi.
 
Il vantaggioso matrimonio, celebrato nel [[1627]], di Giovanni Andrea II con Maria Polissena Landi ([[1608]]-[[1679]]), ultima della stirpe, principessa di [[Borgotaro]], [[marchese|marchesa]] di [[Bardi (Italia)|Bardi]], [[contado|contessa]] di Compiano, estese i possedimenti [[Doria|doriani]] fino ai feudi appenninici del cosiddetto "[[Stato Landi]]", confinante con il [[ducato di Parma e Piacenza]]. I Doria aggiunsero al proprio il cognome [[Landi]] e ostentarono i loro gradititoli gentilizi, unitamente a quelli ereditati da Andrea Doria di principi di [[Melfi]], conti di [[Loano]] e, appunto, di marchesi e principi di Torriglia.<ref>Casale, ''Castrum..'', p. 39</ref><br />
I possedimenti dei [[Landi]] furono venduti ai [[Farnese]] nel [[1682]] da Andrea III.
 
 
I marchesi e principi soggiornavano, infatti, oltre che nel maniero di Torriglia, soprattutto nella [[villa del Principe]], a Genova, nel palazzo Doria a Loano e nel [[palazzo Doria-Pamphili]], in [[Via del Corso (Roma)|via del Corso]] a Roma, con Andrea IV. Le loro sepolture si trovano nella [[chiesa di San Matteo (Genova)]], nell'[[abbazia di San Fruttuoso]] e nel [[convento di Monte Carmelo]] a Loano.<ref>Lingua, p. 48</ref>
 
La [[zecca (moneta)|zecca]] di Torriglia batteva luigini d'argento<ref>catalogo della mostra ''La collezione numismatica di Banca Carige'', Cinisello Balsamo, Silvana, 2004-06. pag. 220</ref>.
 
== Marchesi di Torriglia (1547-1760), principi di Torriglia (1760-1797)<ref>Luzzato Guerrini, p. 30</ref> ==