Differenze tra le versioni di "Paterno (Avezzano)"

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Nel territorio di Paterno insistevano due ''ocres'' (letteralmente, "cime" di monti, corrispondenti ad aggregati di case o ''[[Vicus|vici]]''): uno era localizzato nella parte vecchia in località San Silvestro, che con ogni probabilità era dotata di una fortezza difensiva; l'altro era situato in località Porciano<ref name="Letta128">{{Cita|Letta||Letta, 1977}}, pag.128</ref>. Gli ''[[oppida]]'', probabilmente risalenti al IV secolo a.C., erano invece situati più in alto e costruiti per scopi militari. Questi circondavano le Tre Cime, località nota anche con il nome di Tre Monti: monti Cervaro, Uomo e Sinarica, situata in posizione dominante rispetto al contemporaneo paese<ref name="Letta118">{{Cita|Letta||Letta, 1977}}, pag.118</ref>.
 
Il centro urbano è sorto in epoca romana attorno alla villa del [[Paterno|console Paterno]], nel medioevo s'ingrandì grazie ad alcune popolazioni di villaggi lacustri abbandonati per via delle esondazioni del Fucino. Il suo nome apparve nel [[774]], quando [[Ildebrando]], [[re dei Longobardi]] e duca di [[Spoleto]], donò a [[Abbazia di Montecassino|Montecassino]] la chiesa di San Giorgio in Paterno, con cinquecento moggi di terra e il diritto di pesca nel lago del Fucino<ref name="Leone314">{{Cita|Leone||Leone, 1980}}, pag. 314</ref>. Gli abitanti, rei di parteggiare per [[Federico II di Svevia|Federico II]], vennero puniti nel 1222 dal [[Contado di Molise|conte del Molise]] Tommaso che incendiò e rase al suolo il borgo. Paterno, chiamatoriportato nelin medioevoalcuni documenti medievali anche con il nome di Paderno<ref>{{cita web|url=http://www.aercalor.altervista.org/index_file/Lago_Fucino.pdf|titolo=Fucino. Il prosciugamento del lago|autore=Luigi Tudico|editore=aercalor.altervista.org|data=2009|accesso=14 aprile 2017}}</ref>, passò sotto il controllo della [[contea di Celano]] nel XIII secolo.
 
In epoca moderna passò sotto la signoria dei [[Colonna (famiglia)|Colonna]] dal [[1511]]. All'epoca della rivolta di [[Masaniello]] nel [[1647]] qui avvenne un grave saccheggio e nello stesso periodo la la costituzione della sua ''[[universitas]]'', dotata di autonomia. Nel 1799 si registrò il passaggio delle truppe francesi, infine nel 1806, anno dell'eversione [[Feudalesimo|feudale]], Paterno divenne frazione di [[Celano]]<ref name="Melchiorre Del Gusto90">{{Cita|Melchiorre Del Gusto||Melchiorre Del Gusto, 1990}}, pag. 14</ref>. Grazie al prosciugamento del lago Fucino ci fu un importante incremento demografico, ma come gran parte dei centri marsicani anche questo paese venne distrutto dal [[Terremoto della Marsica del 1915|terremoto del 1915]]. Su duemila abitanti ci furono appena 360 superstiti, a Paterno scomparve il 15% dei nuclei familiari<ref>{{cita web|url=http://www.avezzano.terremarsicane.it/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=322|titolo=Il terremoto del 1915|autore=Mario Di Berardino|editore=Terre Marsicane|accesso=16 gennaio 2017}}</ref>. Nel paese ricostruito più a valle, tra il 1938 e il 1939, venne edificata la chiesa intitolata a [[san Sebastiano]].