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Nei suoi scritti appoggiò l'uso della dissezione e lo sviluppo degli studi di [[anatomia]], in quanto evidenziavano agli occhi dei ricercatori, le meraviglie del creato e quindi l'esistenza e la bontà dell'opera divina.<ref>Emilie Savage, "Attitudes Toward Dissection in Medieval Islam", ''Journal of the History of Medicine and Allied Sciences'', vol. 50 (1995), pp. 67-110.</ref><br />
Nel settore della [[Cosmologia (filosofia)|cosmologia]] al-Ghazālī sostenne la teoria, appoggiata dai [[teologi]] e [[Filosofia medievale|filosofi medievali]], di un universo dal tempo non infinito e avente avuto un inizio, in opposizione ai filosofi greci che ritenevano il contrario.<ref name=Craig>William Craig, "Whitrow and Popper on the Impossibility of an Infinite Past", ''The British Journal for the Philosophy of Science'', vol. 30 (giugno 1979), pp. 165-170.</ref><br />
{{senza fonte|La sua produzione nel campo della [[psicologia]] fu di notevole spessore, basti ricordare i suoi studi sul [[Sé (coscienza)|sé]] e sui moti psicologici dell'individuo ([[Desiderio (filosofia)|desideri]] e [[Rabbia|rabbie]])}}; fu uno dei primi studiosi a suddividere le origini [[Organi di senso|sensoriali]], in cinque sensi esterni e in cinque interni (immaginazione, riflessione, pensiero, associazione, dissociazione), di cui cercò di localizzare la sede nel cervello.<ref>Amber Haque, "Psychology from Islamic Perspective: Contributions of Early Muslim Scholars and Challenges to Contemporary Muslim Psychologists", ''Journal of Religion and Health'', vol. 43 (2004), pp. 357-377.</ref>
Discusse se la [[conoscenza]] sia innata o acquisita e delineò le differenze intercorrenti fra animali e uomini, oltre a quelle fra malattia fisica e spirituale.
 
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