Differenze tra le versioni di "Fontana del Tritone"

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Corretto: "da allora"
m (Corretto: "da allora")
La realizzazione, nel 1610, del nuovo acquedotto dell'Acqua Paola non aveva fatto passare in secondo piano i due eretti qualche anno prima (l'Acqua Vergine nel 1570 e l'Acqua Felice nel 1587), e la possibilità di erigere altre fontane sulle loro diramazioni che intanto venivano costruite per una distribuzione idrica più capillare sull'intera città. Approfittando del fatto che un ramo secondario dell'Acqua Felice era stato fatto passare nelle immediate vicinanze, nel 1642 il pontefice pensò di sfruttarlo per una fontana che, oltre al decoro della piazza antistante il suo palazzo, servisse anche di pubblica utilità.
 
La realizzazione del «pubblico ornamento della città» venne affidata a [[Gian Lorenzo Bernini]], l'artista preferito dalla corte pontificia di Urbano VIII; il Bernini così disegnò nel 1642-43 per piazza Barberini una delle sue fontane di maggior successo, la fontana del Tritone. Quest'ultima contribuì a restituire decoro alla zona, precedentemente adibita alla coltivazione della vigna, essendo collocata ai margini della direttrice della Strada Felice; in questo modo, l'area iniziò a essere animata da una vita culturale assai vivace, tanto che sin d'da allora piazza Barberini (con la sua «fontana del Tritone sonante», come iniziò a divenire nota per via del sibilo emesso dallo zampillo) divenne il ritrovo preferito di molti artisti in visita a Roma.<ref>{{cita web|url=http://www.060608.it/it/cultura-e-svago/beni-culturali/beni-architettonici-e-storici/fontana-del-tritone.html|editore=Sovraintendenza Roma|titolo=Fontana del Tritone|accesso=3 settembre 2016}}</ref>
 
Le colonnine e le inferriate che circondano la fontana, creando una stretta zona di rispetto, risalgono al [[XIX secolo]], quando la piazza iniziava ad essere soggetta ad un intenso traffico veicolare. Tra l'Ottocento e i primi decenni del Novecento, infatti, venne stravolto l'assetto urbanistico della zona, portando alla costruzione di diversi complessi edilizi a più piani che spezzarono bruscamente l'equilibrio instauratosi tra gli edifici seicenteschi, il Tritone e palazzo Barberini.<ref name=poems/>
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