Differenze tra le versioni di "Opel Sintra"

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smistamento lavoro sporco e fix vari
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m (smistamento lavoro sporco e fix vari)
|stelleEUanno=1999<ref name="euroncap">{{Cita web |url=http://www.euroncap.com/it/results/opel/vauxhall/sintra/15505 |titolo=Test Euro NCAP del 1999 |accesso=11 dicembre 2016}}</ref>
<!-- Sezione dimensioni e pesi -->
|lunghezza=4.6704670
|larghezza=1.8291829
|altezza=1.7571757
|passo=2.8452845
|peso=da 1.6701670 a 1.7701770
<!-- Sezione altro -->
|assemblaggio=[[Doraville]], [[Georgia (USAStati Uniti d'America)]]
|altre_versioni=
|progetto=
La [[General Motors]], titolare di vari marchi automobilistici nonché della stessa Opel, era in realtà già presente in Europa con un modello di tale tipologia, vale a dire la [[Pontiac Trans Sport]], monovolume dalle linee avveniristiche, che però non ebbe molto successo nel vecchio continente. Il colosso americano non si arrese e provò a commercializzare un nuovo modello, ma con il marchio Opel, che sembrava essere più digeribile dal pubblico europeo, partendo proprio dal pianale della Trans Sport.
 
La nuova vettura, molto simile alla Trans Sport, fu lanciata nel 1996 con il nome di ''Sintra'', dall'[[Sintra|omonima città]] [[Portogallo|portoghese]], e venne assemblata negli stabilimenti americani di [[Doraville]], [[Georgia (USAStati Uniti d'America)]], assieme alla "sorella britannica", la ''Vauxhall Sintra'' ed alle gemelle d'oltreoceano, la [[Chevrolet Venture]], la ''Oldsmobile Silhouette'', la ''Buick GL8'' e la ''Pontiac Montana'', che andò a rimpiazzare proprio la Trans Sport.
 
Rispetto alle versioni statunitensi, che montavano [[motore V6|motori V6]] da 2.5, 3 e 3.4 litri, per la Sintra si scelse di utilizzare motori provenienti dalla consueta produzione Opel. Fu così disponibile in tre diverse motorizzazioni: un 4 [[cilindro (meccanica)|cilindri]] da 2.2 litri a [[benzina]], un V6 da 3 litri sempre a benzina ed un 2.2 litri [[turbodiesel]] ad [[iniezione (motore)|iniezione]] diretta. Le prestazioni al momento del lancio erano le migliori tra le monovolume di grandi dimensioni e a dispetto della mole vantava un'agilità molto elevata, infatti durante le prove su strada era stata definita ''Un peso massimo che danza sul ring''<ref>Rivista AUTO n.6 del 1997</ref>
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