Differenze tra le versioni di "Accensione"

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* ''Autoprodotta'', il sistema d'accensione produce autonomamente l'energia elettrica per il suo funzionamento assorbendo energia meccanica, questo sistema è utilizzato solo dal sistema ad accensione magnetica.
* ''[[Corrente alternata|AC (Alternating Current)]]'', si utilizza una fonte a corrente alternata che viene integrata all'alternatore di servizio, questo sistema riesce a permettere il funzionamento dell'accensione anche senza l'ausilio di una fonte energetica stabile, come la batteria, questo sistema permette inoltre di poter dare un'informazione utile sulla posizione dell'albero motore (nel caso sia a due o quattro poli magnetici, in modo da avere una o due onde sinusoidali per rotazione) e risulta essere il sistema (soprattutto il monofase) elettivo (di preferenza) per i sistemi CDI per via della compattezza e semplicità costruttiva, mentre per i sistemi IDI risulta essere penalizzante perché richiede l'ausilio di un raddrizzatore per la carica della bobina, l'inconveniente di questo sistema è quello di poter essere usato solo in accoppiamento ada un alternatore monofase o bifase a due o quattro poli dato che l'utilizzo di alternatori con più fasi (trifase) o più poli richiede l'uso di un ''pick-up'' per poter avere la posizione di zero dell'albero motore, invece l'inconveniente del [[Sistema bifase (elettrotecnica)|sistema bifase]] o monofase a quattro poli è dato dal fatto che la centralina non sa mai se il pistone è al PMS o al PMI dovendo quindi fare due scintille al giro e per questo le centraline non programmabili per il sistema bifase non sono compatibili per i sistemi monofase e viceversa.
* ''[[Corrente continua|DC (Direct Current)]]'', si utilizza una fonte stabile come la batteria elettrica o molto raramente (valido anche in caso di batteria interrotta) tramite un alternatore con le uscite raddrizzate e regolate o nei modelli più vecchi si utilizzava una [[dinamo]] e relativo regolatore di tensione,. questoQuesto sistema, anche se richiede un sensore per la posizione dell'albero motore, risulta essere il sistema elettivo (di preferenza) per i sistemi IDI per via della compattezza e semplicità costruttiva, mentre per i sistemi CDI risulta essere penalizzante perché richiede l'ausilio di un convertitore DC/AC per il funzionamento dei circuiti e la carica del condensatore il quale aumenta le dimensioni dell'accensione, anche se consente d'avere un'energia di scarica più costante.
 
Il tipo d'alimentazione del sistema d'accensione può essere specificato dai costruttori e in questo caso viene esposto il tipo d'alimentazione (AC o DC) prima della tipologia di scarica elettrica con un'interposizione di un trattino (AC-CDI, DC-IDI, ecc.), il tipo d'alimentazione può influenzare l'energia di scarica dei sistemi d'accensione.
L'energia di scarica viene influita da:
 
* ''Capacità del condensatore o induttanza dell'induttore'', maggiore saranno la capacità o l'induttanza e maggiore sarà l'energia di scarica, questa variabile determina l'energia di scarica massima del sistema
* ''Fonte energetica'', la fonte energetica influisce enormemente sulla costanza dell'energia di scarica, andando a determinare l'energia di scarica minima:
** ''Sistemi a batteria'', se la batteria è carica e viene mantenuta carica dal sistema di ricarica questa fonte riesce a fornire sempre una quantità appropriata d'energia, in caso di batteria scarica o interrotta l'energia verrà fornita dal sistema di ricarica della batteria, portando ad avere un funzionamento irregolare soprattutto ai regimi di funzionamento più bassi, fino a riprendere una funzionalità normale superati i regimi intermedi.
Queste caratteristiche rendono questi sistemi di scarica preferibili per i motori che richiedono scariche brevi e rapide per via dell'elevato numero di giri (oltre i 10.000 rpm).
 
Questo sistema basa il suo funzionamento con un circuito noto come '''risonatore parallelo RLC'''; Ovvero si carica il condensatore prima della fase di generazione della scintilla (scarica) e una volta che questo è completamente carico, si chiude il ruttore, in questo modo iniziaincomincia il passaggio della corrente lungo l'induttanza (avvolgimento primario della bobina d'accensione) e in queste condizioni si genera immediatamente un picco di tensione ai capi dell'induttanzainduttore, che andrà velocemente a stabilizzarsi tramite il fenomeno della [[sovraelongazione]] alla tensione d'alimentazione.
 
=== IDI<ref>[https://www.docenti.unina.it/downloadPub.do?tipoFile=md&id=363080 Formazione della scintilla d'accensione]</ref><ref>[http://www.dsea.unipi.it/Members/ceraolow/Documentazione%20SEB/a-a-2010-2011/Sistemi%20Stradali/Documenti%20testuali/accensione-induttiva Generazione della tensione per la scintilla Principio del sistema a scarica induttiva]</ref> ===
* La protezione sul campo magnetico è importante
 
Queste caratteristiche rendono questi sistemi di scarica preferibili per i motori che richiedono scariche prolungate e lente, per via del ridotto numero di giri/minuto (inferiore a 80008.000).
 
Questo sistema basa il suo funzionamento con un circuito noto come '''risonatore serie RLC'''; Ovvero si fa passare corrente attraverso una induttanza (avvolgimento primario della bobina d'accensione) la quale nell'arco di circa 10-15 ms raggiunge la saturazione del campo magnetico e la tensione indotta inizialmente molto forte scompare, mentre la corrente elettrica raggiunge il valore di regime a riposo di circa 3-4 A, questo processo si ripete ogni volta che la bobina primaria viene messa in parallelo con la batteria (chiusura del ruttore, quali puntine o transistor).<br />
La tensione generata sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà la velocità con la quale il campo magnetico si annulla, per tale motivo viene utilizzato un condensatore in parallelo al ruttore.
 
La tensione ai capi dell'induttanza primaria raggiunge un valore di circa 200-300V, mentre l'annullamento del campo magnetico e la mutua induttanza con l'avvolgimento secondario che, dimensionato con un rapporto spire N2/N1 di circa 100 (varia da 50 a 150), provoca una tensione sul circuito secondario 100 volte superiore, ovvero circa 20-30kV30 kV, quindi sufficiente a generare la scintilla in camera di combustione.
 
== Sistemi meccanici ==
=== Accensione magnetica ===
 
L'accensione magnetica è molto ingombrante e inefficiente ada un basso numero di giri e per questo negli autoveicoli non viene più utilizzata dagli [[Anni 1950|anni cinquanta]], la quale è costituita da un indotto rotante su cui sono avvolti il [[circuito elettrico|circuito]] primario e quello secondario della bobina, l'indotto che è avvolto dalla bobina è mosso dal motore, ruota all'interno di un [[magnete]] permanente, generando una [[forza elettromotrice]] e quindi [[corrente elettrica]], quando il motore muove/chiude un contatto, che permette di scaricare alle candele l'energia accumulata.<ref>[http://img13.imageshack.us/img13/1233/magnetoschemabis.jpg Schema di un sistema d'accensione a magnete]</ref><ref>[http://digilander.libero.it/renato.genova/immagini/969.jpg Schema di un sistema d'accensione a magnete]</ref>
 
La tensione d'accensione aumenta all'aumentare dei regimi, in modo che anche se la fasatura è fissa, la differenza di tensione influisce sulla velocità di combustione della miscela aria/benzina, in questo modo tale accensione riesce ad adattarsi meglio alle varie condizioni del motore, ma come contro si ha una particolare sensibilità del sistema alle condizioni climatiche.
L'accensione a puntine viene utilizzata su piccole apparecchiature, compresi scooter 50 molto semplici ed economici, è costituita da un interruttore, munito di puntine al platino, le quali vengono messe a contatto (chiudere l'interruttore) a seconda della posizione dell'albero motore, il quale ha un profilo [[eccentrico (meccanica)|eccentrico]], in modo che a seconda della sua posizione apra o meno l'interruttore.
 
Le puntine sono disposte su una leva spinta da una molla, che viene aperta a seconda della posizione dell'albero motore, mentre l'altra puntina è disposta su una base statica, che si può regolare, grazie ada una molla e ada una vite che ne regolano l'altezza.
 
==== Sistemi IDI<ref>[http://lungocircuito.inwaredizioni.it/2013/10/16/accensione-elettronica-per-auto/ Accensione elettronica per auto]</ref> ====
==== Sistemi CDI<ref>[https://sites.google.com/site/mondoemotori/l-accensione L'accensione]</ref> ====
 
In questo caso la chiusura dell'interruttore (contatto delle puntine) fa scaricare la corrente accumulata nel condensatore (precedentemente caricato ada una tensione che generalmente è di circa 300V300 V) alla bobina d'accensione, la quale aumenta la tensione, in modo che questa possa creare la scintilla ai capi degli elettrodi della candela.
 
==== Limitazioni ====
 
Questo sistema d'accensione così com'è non è capace di regolare l'anticipo e quindi d'ottimizzarlo ai vari regimi del motore, inoltre deve essere accoppiato ada una centralina che funga da limitatore di giri.
 
=== Accensione a spinterogeno ===
=== Storia ===
 
Verso la fine degli anni '70 del secolo scorso l'accensione elettronica analogica è diventata il sistema migliore e maggiormente diffuso sia per motori automobilistici chesia motoristici.
 
Ciò è stato reso possibile dal suo basso costo, dalla sua alta velocità di risposta e dal ridotto ingombro, i moduli di accensione elettronica può essere concepita come un'accensione a scarica capacitiva (CDI ''capacitor discharge ignition'') o come un'accensione a scarica induttiva (IDI ''inductive discharge ignitions'').
Queste centraline sono capaci di variare la fasatura d'accensione tramite alcuni circuiti che modificano i segnali d'ingresso utilizzando alcuni filtri e circuiti ([[circuito RC]] o [[circuito RCL]] a seconda del tipo di curva richiesta, se a solo aumento dell'anticipo o ad aumento e successiva riduzione), ma senza cambiare il loro stato di segnale analogico in digitale, il circuito di scarica s'aziona solo in determinate situazioni/valori del segnale e così si variano i tempi di scarica (chiusura del [[tiristore]]).
 
L'alimentazione di questi circuito avviene tramite corrente alternata è dotata di un sistema di protezione da sovratensioni come ad esempio un [[triac]] e/o un [[varistore]] e/o un [[diodo zener]], difatti in caso di fonte a corrente continua questa viene convertita in alternata tramite un convertitore DC-AC e in questo caso non vievi è bisogno del dispositivo di protezione, inoltre queste centraline a seconda del sistema di scarica hanno alcune peculiarità.
 
=== Accensioni IDI ===
* ''Batteria'', non c'è bisogno di nessun accorgimento per la carica della bobina.
 
Quando la centralina mette in scarica l'avvolgimento primario, la corrente è libera d'andarsene dall'avvolgimento primario della bobina, in modo da generare un campo magnetico, che coinvolge l'avvolgimento secondario, il quale essendo munito di più spire, produce una tensione di molto maggiore rispetto all'avvolgimento primario, che serve per generare la scintilla ai capi dei elettrodi della candela, che ha una durata di circa 1 ms (10001.000&nbsp;µs).
 
=== Accensioni CDI ===
Utente anonimo