Differenze tra le versioni di "Monteleone d'Orvieto"

{{Approfondimento
|titolo=Il museo parrocchiale
|contenuto=Alla fine degli anni [[1940|'40]], dopo lo scioglimento della [[Confraternita (Chiesa cattolica)|confraternita della Morte e Santissimo Crocifisso]], la chiesa di Sant'Antonio (all'interno del centro storico) diviene un deposito di materiali della parrocchia.
 
Don Alvaro Rossi, parroco di Monteleone d'Orvieto dal [[1972]] al [[1975]] vi portò quadri ed oggetti che si trovavano incustoditi nelle varie chiese. Con l'aiuto di alcuni volontari e della [[Pro loco|Pro-loco]] locale realizzò una prima esposizione. L'idea non si ebbe un seguito in quanto la Sovrintendenza dei Beni Culturali dell'epoca non aiutò a rendere permanente l'iniziativa.
 
Dopo molti anni, nel [[2004]], il nuovo parroco don Marco Merlini, riprende l'antico progetto del museo e lo realizza grazie al sostegno di larga parte della popolazione.
 
L'esposizione all'interno della chiesa di Sant'Antonio mostra l'importanza che la parrocchia di [[Monteleone d'Orvieto|Monteleone]] aveva all'interno della [[diocesi di Città della Pieve]] ed è un luogo molto importante per la cultura e la storia monteleonese.
 
La collezione è composta da dipinti ed oggetti sacri di pregio e di importante valore storico.
 
|allineamento=|<small>Notizie tratte dall'opuscolo ''Chiese nel territorio monteleonese - Il museo parrocchiale'' Testi di Sergio Giovannini, [[2004]]}}</small>
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