Differenze tra le versioni di "Monteleone d'Orvieto"

L'esposizione all'interno della chiesa di Sant'Antonio mostra l'importanza che la parrocchia di [[Monteleone d'Orvieto|Monteleone]] aveva all'interno della [[diocesi di Città della Pieve]] ed è un luogo molto importante per la cultura e la storia monteleonese.
 
La collezione è composta da dipinti ed oggetti sacri di pregio e di importante valore storico. <ref>Dalla chiesa di '''[[Sant'Antonio di Padova]]''' provengono la ''[[Decollazione di San Giovanni Battista]]'' e due tele raffiguranti ''[[l'Annunciazione]]''. I dipinti hanno uno stile accademico tipico degli anni a cavallo tra il [[XVII|XVII secolo]] e [[XVIII secolo]]. A destra dell'altare si trova un altro quadro che rappresenta ''Sant'Antonio che fa inginocchiare un mulo'' ricorrente nella iconografia antoniana. La tela risente di influssi caravaggeschi, e non è in buone condizioni di mantenimento.
La collezione è composta da dipinti ed oggetti sacri di pregio e di importante valore storico.
 
Dalla chiesa della '''[[Santissima Annunziata]] e [[Santissimo Sacramento]]''' provengono il ''diploma di aggregazione dell'[[Arciconfraternita]] del SS. Sacramento di Roma'' restaurato nel [[2012]] e il dipinto ''dell'[[Immacolata Concezione]]'' di soggetto [[Controriforma|controriformista]]; alla tela la popolazione di Monteleone d'Orvieto era particolarmente legata, tanto che nel [[1817]] la Confraternita ottenne dal Papa [[Indulgenza|indulgenze]] legate alla pratica di esercizi spirituali di fronte all'immagine. I ricchi [[paramenti sacri]] e [[Ostensorio|l'ostensorio]], esposti nelle teche, testimoniano l'importanza che la confraternita della Santissima Annunziata e Santissimo Sacramento aveva nel tessuto religioso e sociale monteleonese.
 
Dalla sacrestia della '''chiesa del [[Santissimo Crocifisso|SS.mo Crocefisso]]''' provengono due ''[[ex voto]]'' di particolare interesse del [[1645]] e [[1667]]; il loro oggetto era strettamente legato all'evento miracoloso: il primo rappresenta la scampata uccisione di alcuni monteleonesi da parte di ''sbirri senesi'' ed il secondo, la grazia ricevuta da abitanti del paese sopravvissuti ad un crollo, grazie all'intercessione di tre Santi. Di un certo rilievo è il ritratto di [[Pio V]] ([[1566]]-[[1572]]), Papa che si impegnò molto alla riedificazione spirituale della Chiesa ed impose la ferrea applicazione dei decreti emanati dal [[Concilio di Trento]]: la datazione del dipinto si può collocare dopo il [[1712]], anno della sua [[canonizzazione]].
 
Presente nel museo parrocchiale una piccola tela che raffigura la ''[[Madonna del Buon Consiglio]]'', datata [[1755]], legata agli anni in cui nella chiesa del Santissimo Crocifisso - da cui proviene - viene intitolata una cappella a tale culto.
 
Dalla '''[[Chiesa parrocchiale|chiesa Parrocchiale]] dei SS.mi apostoli Pietro e Paolo''' proviene il grande dipinto che raffigura ''[[Crocifisso|Gesù crocifisso]], [[Santa Maria Maddalena]], la Madonna dei dolori ed altri due Santi.''
 
<small>Notizie tratte dall'opuscolo ''Chiese nel territorio monteleonese - Il museo parrocchiale'' Testi di Sergio Giovannini, [[2004]]</small></ref>
 
<small>Notizie tratte dall'opuscolo ''Chiese nel territorio monteleonese - Il museo parrocchiale'' Testi di Sergio Giovannini, [[2004]]</small>
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