Differenze tra le versioni di "Stefano Gasse"

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Orfanizzo i quartieri di Napoli, fix minori.
m (Orfanizzo i quartieri di Napoli, fix minori.)
Fu anche architetto della ''Cassa di Ammortizzazione'' nell'apprezzo dei fabbricati soppressi ai religiosi. Nel [[1810]] ricevette l'incarico di ristrutturare [[via Foria]] insieme a [[Gaetano Schioppa]]. Il progetto era focalizzato nello scioglimento del nodo del largo delle Pigne e rettificarlo con colmate e nuove costruzioni. Nel [[1812]] fu incaricato di progettare l'[[Osservatorio astronomico di Capodimonte]] con l'assitenza dell'ingegnere [[Gioacchino Avellino]] ([[Santa Maria Capua Vetere]], [[ottobre]] [[1751]] – [[Napoli]], 17 maggio [[1817]]), il primo esempio di edifico neoclassico a Napoli. Dopo la [[Restaurazione]] e il ritorno dei [[Borbone di Napoli]] fu ideato un ambizioso disegno di riunire i vari ministri, fino ad allora sparsi per la città, in un unico palazzo. Il promotore dell'iniziativa fu il ministro [[Luigi de' Medici di Ottajano]] che incaricò gli architetti [[Antonio De Simone]], [[Vincenzo Buonocore]] e il Gasse di progettare un nuovo palazzo nell'insula di San Giacomo. Il progetto per il [[Palazzo San Giacomo]] fu approntato solamente da Stefano che fu coadiuvato da Luigi; quando terminarono i lavori nel palazzo si contavano 816 stanze e 10 corridoi: infatti l'edificio rappresentava uno dei palazzi più estesi d'Europa e aveva la prima galleria in ferro e vetro in [[Italia]]. Fu eletto membro della ''Giunta di Fortificazione'', con tale carica fu impegnato nella progettazione di alcuni cimiteri dei paesi del napoletano.
 
Negli [[anni 1820|anni venti]] del [[XIX secolo]] ebbe incarichi di natura privata come la ristrutturazione di [[Villa Bozzi|Villa Dupont]] ai [[Ponti Rossi]], di [[Villa Chierchia]], [[Villa Rosebery]] e Villa Sofia a [[Posillipo]]. Nel [[1822]] fu nominato professore onorario presso l'Accademia di Belle Arti. Nello stesso decennio gli fu commissionato un progetto che potesse tenere alla larga il contrabbando e favorire il commercio marittimo e terrestre: il muro finanziere lungo undici miglia (20,300 [[chilometri]]) che partiva dal ponte della Maddalena fino a [[Posillipo]], lambendo [[Poggioreale (quartiere di Napoli)|Poggioreale]], Capodichino, [[Capodimonte (Napoli)|Capodimonte]] e [[Fuorigrotta]]. L'opera era costituita esclusivamente da barriere daziarie che attualmente sono state demolite quasi tutte tranne quella di Capodichino. Nel corso del decennio, anche con l'affievolirsi della richiesta di opere pubbliche di grande importanza e portata, fu costantemente attivo sia per committenze private che per quelle reali di minore entità.
 
Nel [[1827]] fu attivo a [[Torre Annunziata]], insieme agli ingegneri [[Giuliano de Fazio]] e [[Policarpo Ponticelli]], per il completamento della ristrutturazione della chiesa dello Spirito Santo e nel [[1832]] fu chiamato dal principe di [[Montemiletto]] [[Francesco Paolo di Tocco]] a ristrutturare il [[Palazzo Tocco di Montemiletto|Palazzo Tappia]] come propria abitazione; il progetto fu redatto insieme a Luigi che morirà l'[[1833|anno successivo]] per una malattia nervosa.[[File:Ferdinando Gasse.jpg|miniatura|Ferdinando Gasse, fratello di Stefano, acquaforte (1806)]]
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