Differenze tra le versioni di "Campagna dell'Africa Orientale Italiana"

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=== La mancanza di preparazione pre-bellica ===
La posizione dell'[[Africa Orientale Italiana]] rendeva la colonia, di fatto, isolata in caso di guerra contro l'[[Impero Britannicobritannico]]. Il problema venne seriamente affrontato da [[Mussolini]] a partire dal febbraio [[1937]]. In una lettera al viceré [[Rodolfo Graziani]], affermò che le forze terrestri avrebbero dovuto essere portate a 100.000 soldati complessivi (metà dei quali italiani) a partire dal 1º luglio, e che da settembre bisognava iniziare ad arruolare i nativi. L'obiettivo era avere 300.000 uomini per il [[1940]]-[[1941]], ovvero il periodo per cui era previsto il completamento del riarmo. Nella stessa lettera, il Duce chiarì che bisognava perseguire l'autarchia dal punto di vista militare, sia in tempo di pace, che di guerra: “''Tenere sempre presente che in caso di guerra la madrepatria non chiederà nulla all'Impero, ma non potrà dare nulla''.”. Già allora, la situazione sul campo era ben diversa, in quanto la [[guerriglia]] etiope imponeva la presenza di oltre 250.000 soldati.
[[File:Ethiopian men gather in Addis Ababa, heavily armed with captured Italian weapons, to hear the proclamation announcing the return to the capital of the Emperor Haile Selassie in May 1941. K325.jpg|left|thumb|Soldati [[etiopi]] ad [[Addis Abeba]], armati con armi confiscate agli italiani, che ascoltano il proclama che annuncia il ritorno nella capitale dell'imperatore [[Haile Selassie]] (maggio [[1941]])]]
Il problema fu che il Ministero della Guerra accolse solo le richieste relative alla difesa interna, e rimandò tutte le analisi relative alla mobilitazione in caso di guerra.
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