Differenze tra le versioni di "Quercus petraea"

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[[Image:Quercus petraea 02.jpg|thumb|Dettaglio con ghiande]]
Il suo frutto è la classica [[ghianda]], con pericarpo oblungo, giallo bruno e lucente.<br />
Di forma ovoidale, lunghe fino a 2,5 centimetri, sono protette solo nel terzo inferiore da una cupola a squame piccole e appressate.<ref name="Ticli"/> NellaNel rovere il frutto è sessile, a differenza della roverella (i cui frutti presentano un peduncolo assai corto<ref>B. Ticli, ''Enciclopedia degli alberi'', De Vecchi Editore, p. 158</ref>) e della farnia (le cui ghiande sono portate da un lungo peduncolo).
 
== Distribuzione e habitat ==
 
Il suo areale va dall'Europa centrale a quella nord-orientale, anche se è meno esteso di quello della Farnia. In Italia è presente nelle vallate alpine e prealpine e nell'Appennino. In Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia cresce in boschi mesofili la sottospecie ''Q. petraea'' subsp. ''austrotyrrhenica''. Nei pressi di Umbertide (PG), esiste un bosco di Rovererovere, di probabile origine artificiale; in Italia sarebbe la specie tipica del piano collinare e montano inferiore (300–1100&nbsp;m), se l'antropizzazione subita dal bosco negli ultimi secoli non avesse introdotto al suo posto il [[castagno]].
 
Il nome specifico (''petraea'') indicherebbe proprio il fatto che la pianta ama i luoghi pietrosi ben drenati.
 
LaIl rovere è tollerante la siccità (anche se non quanto la tipicamente xerofila roverella) grazie al suo apparato radicale profondo, a differenza della [[farnia]], che tollera un ristagno idrico di 100 giorni consecutivi; trova l'optimum di diffusione in suoli sciolti e sabbiosi in cui non vi è possibilità di marciume radicale causato dall'acqua, ha inoltre una lieve preferenza per i substrati acidi. Teme le gelate tardive.
 
== Usi ==
Utente anonimo