Differenze tra le versioni di "Federazione dei Liberali"

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=== Il periodo 1994-1999 ===
* ''Il primo congresso (1994)''. Al primo congresso nazionale (tenuto a [[Barga]], [[provincia di Lucca|LU]], luglio [[1994]]) la FdL confermò la linea di partito liberale autonomo nel solco del liberalismo europeo e internazionale, e di conseguenza contrario alle politiche del Governo Berlusconi. Il Congresso nominò [[Antonio Baslini]] presidente d'onore e confermò [[Raffaello Morelli]] nel suo incarico.
* ''Il secondo congresso (1995)''. La medesima linea politica – mantenere e sviluppare una presenza organizzata del movimento liberale e riaggregare tutti i liberali – venne sviluppata nel secondo Congresso ([[Roma]], febbraio [[1995]]). Fu votato un Manifesto politico che tratteggiava l'impegno dei liberali per smontare i blocchi elettorali dell'anno prima e per arrivare ad un'alleanza elettorale per irrobustire i meccanismi di una società più aperta. Durante il Congresso confluì nella FdL l'[[Unione Liberaldemocratica]], il movimento cui [[Valerio Zanone]] aveva dato vita a seguito dell'abbandono del PLI da presidente nel giugno del 1993. Insieme alla presidenza d'onore di Baslini (che intervenne nonostante la malattia cui avrebbe ceduto poche settimane dopo), furono nominati Zanone presidente e Morelli segretario politico.
* ''La fondazione della coalizione l'Ulivo''. La linea della FdL di contrasto del [[berlusconismo]] in nome delle idee liberali, trovò sbocco (giugno 1995) nel partecipare con altri dieci soggetti al formarsi della coalizione dell'[[l'Ulivo|Ulivo]] che candidava [[Romano Prodi]] alla Presidenza del Consiglio. In veste di fondatore la FdL fece parte del vertice dell'Ulivo che portò alle [[elezioni politiche italiane del 1996|elezioni politiche del 1996]]. Nella parte maggioritaria la FdL sostenne [[l'Ulivo]], mentre nella quota proporzionale, la FdL formò una lista insieme all'[[Unione Democratica (1996)|Unione Democratica]] di [[Antonio Maccanico]], al [[Partito Popolare Italiano (1994)|PPI]] di [[Gerardo Bianco]] e al [[Partito Repubblicano Italiano|PRI]] di [[Giorgio La Malfa]]. Tuttavia la FdL non elesse alcun parlamentare perché si fecero errori di valutazione degli effetti tecnici del sistema dello scorporo (derivati dal successo dell'Ulivo nel maggioritario).
* ''Contrasti con l'Ulivo''. In quello stesso periodo, e sempre più nei mesi e negli anni successivi, la FdL cominciò a distaccarsi dall'Ulivo a causa della divergente opinione sulla natura dell'Ulivo: se coalizione di partiti (tesi della FdL) oppure esso stesso partito tendenzialmente unico (tesi di [[Arturo Parisi]] di fatto condivisa da Prodi). In pratica, dopo il seminario di [[Gargonza]] (primavera [[1997]]) la FdL riteneva di essere emarginata dall'Ulivo e finì per distaccarsene, sempre però mantenendo una linea fermamente contraria al berlusconismo considerato estraneo al [[liberalismo]].
* ''Quale rapporto con La Margherita?''. Nei mesi successivi alla sconfitta alle [[elezioni politiche italiane del 2001]], cominciarono a manifestarsi delle divergenze nella FdL a proposito del rapporto da instaurare con [[Democrazia è Libertà - La Margherita|La Margherita]] guidata da [[Francesco Rutelli]]. Il segretario Morelli e la maggioranza della FdL erano tendenzialmente contrari all'adesione al nuovo partito poiché ritenevano il progetto un passo in avanti verso l'indistinzione culturale nel centro sinistra, sbagliata di per sé, sostanzialmente estranea al [[liberalismo]] e controproducente nell'opposizione al Berlusconi II. Il presidente Zanone invece insisteva per prendervi parte. Venne deciso di confermare la contrarietà al progetto, ma di consentire, a chi l'avesse voluta, la partecipazione in chiave per così dire esplorativa, in modo da constatare meglio la fondatezza o meno delle preoccupazioni liberali. Zanone dal [[2002]] entrò a far parte dell'Assemblea Federale della Margherita . Per la maggioranza FdL, il progetto Margherita non aveva peraltro sviluppi positivi. E infatti al 6º Congresso FdL (Roma, gennaio 2003) venne ribadita la forte critica all'ulivismo indistinto e l'attenzione al processo di costituzione della Margherita, sottolineando però come apparisse difficile vedere in essa la possibilità di svolgimento e di identificazione di una funzione liberale. La FdL indicava espressamente nella Grande Alleanza di tutti i gruppi di cultura laica la risposta efficace per i problemi politici del paese.
* ''L'accordo con Segni-Scognamiglio (2004)''. Dall'estate 2003 in poi, il dibattito politico venne dominato dalla prospettiva delle Elezioni europee e dalla proposta prodiana della lista unica dell'area ulivista, nonostante che il sistema proporzionale non apparisse il più favorevole per l'operazione. La FdL, mantenendo una linea di opposizione al governo Berlusconi, continuava a criticare la linea dell'"ulivismo indistinto" e a rivendicare la necessità di un'autonoma presenza liberale all'interno del [[centrosinistra]] con riferimento all'ELDR. In questa ottica, la FdL cercò di mettere in pratica la linea della Grande Alleanza ma la cosa non decollò perché i riformatori dello [[Socialisti Democratici Italiani]] puntavano all'unità socialista, i repubblicani erano ormai spaccati tra La Malfa-Nucara (nell'orbita della [[Casa delle Libertà]], con Nucara al governo) e la Sbarbati (in [[Uniti nell'Ulivo]]), i radicali pensavano all'autoconservazione. Non rimase che un accordo minimale con il [[Patto Segni-Scognamiglio]] basato sull'impegno di [[Carlo Scognamiglio]] ad aderire al gruppo ELDR. Alle [[elezioni europee del 2004]], la lista del Patto ottenne però lo 0,53% (172.327 voti) e non elesse nessun parlamentare europeo.
* ''La rottura con Zanone (2005)''. A maggio del [[2004]], la FdL formò insieme a [[Fondazione Critica Liberale]], [[Fondazione Libro Aperto]], [[Fondazione Luigi Einaudi]] e la famiglia Malagodi, il Comitato per le Celebrazioni del Centenario della nascita di [[Giovanni Malagodi]] che si aprirono alla Camera dei deputati, alla presenza delle massime autorità dello Stato, con una commemorazione tenuta da [[Beatrice Rangoni Machiavelli]], [[Giulio Andreotti]], [[Giorgio Napolitano]] e [[Annemie Neyts-Uyttebroeck]], presidente dell'Internazionale Liberale. Dopo le elezioni europee, due avvenimenti incentivarono la divergenze politiche nella FdL: la formazione a Bruxelles del [[Partito Democratico Europeo]] promossa da [[François Bayrou]] e [[Francesco Rutelli]] e le vicende del referendum contro la legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita, votata dal centro destra e dalla Margherita. Per il Segretario Morelli e gran parte della FdL il distacco dall'ELDR degli esponenti della Margherita (seppure mitigato dal comune gruppo [[ALDE]] nel parlamento europeo) e lo schierarsi di Rutelli e della Margherita su una linea obiettivamente neo-clericale, non dava spazio ad ipotesi di presenza di liberali in quel partito. In seguito a questi sviluppi, nel novembre [[2004]] Zanone, sostenendo il contrario e convinto che i liberali di sinistra devono stare nel centrosinistra, fondò l'[[Associazione per la Democrazia Liberale]], senza tuttavia l'intento di costituire un nuovo partito di ispirazione liberale. Dopo alcuni mesi di discussione, il dissenso giunse al punto di non ritorno dopo il Consiglio Nazionale FdL di metà giugno 2005 in cui la FdL, fautrice da tempo del sistema delle primarie, decise di prendere parte con una giovane donna alle primarie del centro sinistra previste per l'autunno e insistette perché anche Zanone sostenesse questa linea. La richiesta non venne accolta sia perché Zanone si riteneva ormai dimissionario da Presidente sia per le pressioni della [[Democrazia è Libertà - La Margherita|Margherita]], decisamente contraria alla presentazione di candidature differenti da quella di [[Romano Prodi]]. Dopo una polemica con il coordinatore delle primarie [[Vannino Chiti]], la FdL, ormai impossibilitata a presentare un proprio candidato, continuò ad invitare al voto nelle primarie dell'Unione, ritenute un importante strumento partecipativo, ma ormai il rapporto politico con Zanone si era concluso. Tanto che a fine ottobre Zanone, anticipando di una settimana il 7º Congresso FdL, organizzò un incontro ufficiale con Prodi nella sede dell'Unione per presentare le proposte programmatiche dell'[[Associazione per la Democrazia Liberale]], anche come riferimento dei liberali che si riconoscevano nella prospettiva del [[Partito Democratico (Italia)|Partito Democratico]].
 
=== Dal 7º Congresso in poi ===
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