Differenze tra le versioni di "Il battello bianco"

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Il bambino non ha compagni di giochi e vive in un suo mondo di fantasia: crede alla ''Madre cerva dalle ramosa corna'' delle fiabe kirghise, che un tempo si prese cura degli unici due bambini del suo popolo scampati al massacro da parte delle tribù nemiche. I suoi tesori sono pietre, piante, il binocolo del nonno e la sua cartella scolastica, che riceve in dono dal nonno allorché, nella tarda estate, deve iniziare la scuola. Il bambino osserva spesso col binocolo il vapore bianco sul lago e sogna quindi di tramutarsi in un pesce per raggiungere il padre, che non ha mai visto. In estate si esercita perciò diligentemente nei tuffi e nell'[[apnea]] nel fiume presso il posto di guardia.
 
Finalmente il bambino incomincia a fequentarefrequentare la scuola, cosa della quale non vedeva l'ora. Il nonno ve lo porta a cavallo e viene a riprenderlo, giacché la scuola si trova in un villaggio lontano. Al bambino la scuola piace, così il tempo trascorre rapidamente. Arriva un solitario inverno, le cui sere sono allietate dalle fiabe raccontate da Momun da poi di nuovo l'estate, durante la quale i pastori si fermano spesso con le loro greggi nei pressi dell'insediamento tra i boschi. Orozkul compie allora dei loschi traffici, barattando carne e [[vodka]] con legname da costruzione, nonostante gli sia vietato abbattere i rari pini protetti della riserva. Quando torna l'autunno, Orozkul deve fare una consegna. La raccolta del legname è, in assenza di strumenti adatti, un lavoro duro. Dopo che su uno pendio è quasi successa una disgrazia, si arriva una lite tra il già molto tollerante Momun e suo genero.
 
Piuttosto che affaticarsi ancora attorno al tronco, Momun abbandona Oroskun per andare prima di tutto a prendere il bambino a scuola. Questo è di gran lunga troppo per il collerico Orozkul. In quel momento compaiono improvvisamente dei ''[[Cervus elaphus|maraly]]'', già estinti in quella zona, ritenuti i dicendenti della ''Madre Cerva''. Presumibilmente essi sono fuggiti da un parco naturale nel confinante [[Repubblica Socialista Sovietica del Kazakistan|Kazachstan]]. Orozkul non è commosso dall'apparizione dei rari animali; egli è furibondo col suocero, minaccia di licenziarlo e la sera rispedisce sua moglie alla casa paterna dopo una averla selvaggiamente bastonata. Gli abitanti del posto di guardia incassano. Di ritorno dalla scuola, Momun racconta dei cervi a suo nipote, che ne è entusiasta e crede che la ''Madre cerva dalle ramose corna'' stessa sia tornata, per portare finalmente un figlio a Orozkul, cosa dalla quale tutti troveranno giovamento.
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