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Dal 1982 si è cominciato a studiare e misurare il fenomeno fino a scoprire nel 1985 che l'assottigliamento dello strato di ozono sopra le regioni polari aumentava di anno in anno.
Sul finire del 1985, in seguito alla scoperta del fenomeno nella regione antartica (fenomeno rinominato comunemente ''buco dell'ozono''), i governi mondiali riconobberoritennero il bisogno dinecessario adottare delle misure per ridurre la produzione e il consumo dei [[gas]] [[Clorofluorocarburi]] (CFC) ritenuti i quegli anni, gli unici responsabili dell'aumento dell'assottigliamento dell'ozono: infatti ai naturali meccanismi di decomposizione dell'ozono si sommavano altri meccanismi causati dalle attività umane. In particolare, i responsabili dell'assottigliamento dello strato di ozono sono stati ritenuti i gas CFC emessi quotidianamente dalle attività umane nei paesi più industrializzati: tali gas (contenuti nei circuiti frigoriferi, nelle bombolette spray,...) reagendo chimicamente con l'ozono stratosferico provocano l'assottigliamento dello strato di ozono e l'allargamento del "buco" sopra le regioni polari.
 
Nel 1987 venne firmato il [[Protocollo di Montreal]], che imponeva la progressiva riduzione della produzione di CFC. Nel 1988 il fenomeno del ''buco dell'ozono'' cominciò ad apparire anche sopra il Polo Nord. Nel 1990 più di 90 paesi decisero di sospendere la produzione di gas CFC.
 
IDopo CFC,gli comunque,studi degli anni 2000 si è scoperto che i CFC non sono l'unica fonte di cloro per l'atmosfera: oggi è noto che nella stratosfera i clorocarburi sono sempre esistiti in conseguenza della lenta migrazione del [[clorometano]] prodotto dalla superficie della terra e negli [[oceani]] sulla base di svariati meccanismi biologici e fotochimici, verificati [[in vivo]] e [[in vitro]].<ref>Scarratt MG, Moore RM (1996) Production of Methyl Chloride and Methyl Bromide in Laboratory Cultures of Marine Phytoplankton. Mar Chem '''54''': 263.</ref><ref>Scarratt MG, Moore RM (1998) Production of Methyl Bromide and Methyl Chloride in Laboratory Cultures of Marine Phytoplankton II. Mar Chem '''59''': 311.</ref><ref>Laturnus F (2001) Marine Macroalgae in Polar Regions as Natural Sources for Volatile Organohalogens. Environ Sci Pollut Res '''8''': 103.</ref><ref>Ni X, Hager LP (1998) cDNA Cloning of ''Batis maritima'' Methyl Chloride Transferase and Purification of the Enzyme. [[Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America|Proc Natl Acad Sci USA]] '''95''': 12866.</ref><ref>Ni X, Hager LP (1999) Expression of ''Batis maritima'' Methyl Chloride Transferase in ''Escherichia coli''. Proc Natl Acad Sci USA '''96''': 3611.</ref> Il [[fluoro]], e i [[:Categoria:Organofluoruri|fluoroderivati organici]], al contrario, sono pressoché assenti da ogni processo di formazione per via biologica.
 
LaIl scienzadibattito ha dimostrato che ilsul buco dell'ozono, nellaoggi misuraè inancora cuiaperto e agli scienziati che ritengono prevalere la causa naturale del fenomeno, si osservacontrappongono ègli causatoscienziati inche granritengono partedeterminante il ruolo causato da composti chimici prodotti dall'uomo o da attività dipendenti comunque dal comportamento umano.<ref>{{en}} In the case of the ozone layer, the depletion of the ozone over Antarctica cannot be explained by natural cycles alone but is caused by the increase of man-made chemicals in the stratosphere. The relationship between these chemicals (e.g. chlorofluorocarbons, also known as CFCs) and ozone depletion has been shown by experiments in laboratories, numerical modelling studies and by direct measurements in the atmosphere. {{Cita pubblicazione |titolo= Questions and Answers about the Environmental Effects of the Ozone Layer Depletion and Climate Change: 2010 Update|autore=UNEP|rivista= Environmental Effects Assessment Panel: 2010|url=http://ozone.unep.org/Assessment_Panels/EEAP/eeap-report2010-FAQ.pdf|lingua=inglese}}</ref>
 
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