Mugnano di Napoli: differenze tra le versioni

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A causa delle continue inondazioni che apportavano ingenti danni a campagne e fattorie, con la [[dinastia]] reale dei [[Borbone]] venne realizzato nella prima metà del [[XIX secolo]] un grande alveo artificiale, il ''Lagno''<ref>''«Dietro le proteste e il danno continuo delle popolazioni proprio alle porte di Napoli (...) e dopo un primo tentativo compiuto nel 1817 per rettificarne il corso, regolare il bacino inferiore del [[Volturno]], utilizzare le torbide durante le piogge, colmare alcuni stagni e paludi fra Licola e il [[lago di Patria]] (...) il 5 ottobre 1857 fu presentato alla Discussione del Consiglio Ordinario dello Stato il progetto di regolamento pel buon regime delle terre in pendio nei raggi delle opere di bonificazione che piacque al Re e, per volere di Lui, doveva essere tenuto presente nella discussione sulla legge forestale»''. A Mugnano di Napoli, il torrente di Camaldoli straripava nel tratto di Cupa dei Cani alle spalle della Chiesa del Ritiro del Carmine. Cfr. Ciasca R., ''Storia delle bonifiche del Regno di Napoli'', Laterza, Bari, 1928, pp. 44, 108, 136, 167 e 226.</ref>, che attraversa Mugnano di Napoli ad ovest per una lunghezza di circa 1.5&nbsp;km<ref>Tra via [[Giuseppe di Vittorio]] e Corso Italia rasentando via [[Orazio]]. Nonostante numerosi progetti di riqualificazione e recupero, questo tratto è stato parzialmente coperto con interventi della Regione Campania. Cfr. ''Il killer Camaldoli'' da: ''Il Mattino'' del 21 giugno 1988.</ref> sfociando in mare tra [[Licola]] e Varcaturo.
 
{{Approfondimento
|allineamento = destra
|larghezza = 270px
|titolo = Le origini del nome
|contenuto = Secondo l'ipotesi più attendibile, il [[toponimo]] Mugnano deriverebbe dal verbo latino ''munìre=fortificare''<ref>Rispetto al nome [[prediale]] di origine puteolana ''Minius'' o ''Munius'' proposto da Finamore E. in ''Origine e storia dei nomi locali campani'', Arcolaio, Napoli, 1964, pag. 53 e riportato in Gargiulo F., op. cit. pag. 32.</ref> in relazione ad un piccolo insediamento (''castrum munitum'') posto ai limiti settentrionali del [[Ducato di Napoli]]<ref>Il Ducato di Napoli confinava con i Longobardi di [[Capua]] lungo il tratto dell'antico alveo di Camaldoli, detto ''Fossatum publicum'' nel Medioevo, che attraversava i Casali di ''Grumum'' ([[Grumo Nevano]]), ''Malitum'' (Melito) e ''Paniscoculi'' (Villaricca). Cfr. Gribaudi P., ''Sul nome «Terra di Lavoro»'' in ''Rivista Geografica Italiana'', XIX (1907), pp. 193-210.; Cfr. Chianese D., ''Paniscoculi'', pp. 39-40.</ref>. Documenti e cartografie antiche riportano le denominazioni ''Munianum''<ref>Cfr. Capasso B., op. cit. pagg. 70 e 79.</ref>, ''Mugnanum''<ref>Cfr. Giustiniani L., ''Dizionario Geografico-Ragionato del Regno di Napoli'', Presso V. Manfredi, Napoli, 1803, pag. 177.</ref>, ''Mungnanum''<ref>''Ibidem''</ref>, ''Mognano''<ref>Cfr. [[Archivio di Stato di Napoli]], ''Fondo Notai del 600'', Scheda n° 540/8, Fogli da 152 a 155. Cfr. [[Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III]] di Napoli, Sez. Manoscritti, ''Carta Topografica della Provincia di Terra di Lavoro'', di De Rossi D.</ref>, ''Moiano''<ref>Cfr. De Seta C., op. cit., pag. 30.</ref> e ''Mongano''<ref>Cfr. Summonte G.A., ''Historia della Città e Regno di Napoli'', I, a spese di Raffaello Gessari nella Stamperia di Domenico Vivenzio, Napoli, 1748, pp. 314-315.</ref>.
}}
 
=== Clima ===
 
Le [[temperature]] [[medie]] invernali sono di solito inferiori ai 10&nbsp;°C. Le medie estive sono di 26&nbsp;°C con valori massimi che possono raggiungere i 30&nbsp;°C<ref>[http://www.ilmeteo.it/portale/medie-climatiche/Mugnano+di+Napoli Clima Mugnano di Napoli - Medie climatiche » IL METEO<!-- Titolo generato automaticamente -->]</ref>. Tuttavia, nel corso della grande [[ondata di freddo e nevicata del febbraio 1956]] e dell'[[ondata di freddo del gennaio 1985]], sono state registrate temperature minime di -4.5/5&nbsp;°C. L'[[ondata di freddo del febbraio 2012]] ha comportato fenomeni nevosi durati complessivamente dieci giorni.
 
== Origini del nome ==
|contenuto = Secondo l'ipotesi più attendibile, il [[toponimo]] Mugnano deriverebbe dal verbo latino ''munìre=fortificare''<ref>Rispetto al nome [[prediale]] di origine puteolana ''Minius'' o ''Munius'' proposto da Finamore E. in ''Origine e storia dei nomi locali campani'', Arcolaio, Napoli, 1964, pag. 53 e riportato in Gargiulo F., op. cit. pag. 32.</ref> in relazione ad un piccolo insediamento (''castrum munitum'') posto ai limiti settentrionali del [[Ducato di Napoli]]<ref>Il Ducato di Napoli confinava con i Longobardi di [[Capua]] lungo il tratto dell'antico alveo di Camaldoli, detto ''Fossatum publicum'' nel Medioevo, che attraversava i Casali di ''Grumum'' ([[Grumo Nevano]]), ''Malitum'' (Melito) e ''Paniscoculi'' (Villaricca). Cfr. Gribaudi P., ''Sul nome «Terra di Lavoro»'' in ''Rivista Geografica Italiana'', XIX (1907), pp. 193-210.; Cfr. Chianese D., ''Paniscoculi'', pp. 39-40.</ref>. Documenti e cartografie antiche riportano le denominazioni ''Munianum''<ref>Cfr. Capasso B., op. cit. pagg. 70 e 79.</ref>, ''Mugnanum''<ref>Cfr. Giustiniani L., ''Dizionario Geografico-Ragionato del Regno di Napoli'', Presso V. Manfredi, Napoli, 1803, pag. 177.</ref>, ''Mungnanum''<ref>''Ibidem''</ref>, ''Mognano''<ref>Cfr. [[Archivio di Stato di Napoli]], ''Fondo Notai del 600'', Scheda n° 540/8, Fogli da 152 a 155. Cfr. [[Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III]] di Napoli, Sez. Manoscritti, ''Carta Topografica della Provincia di Terra di Lavoro'', di De Rossi D.</ref>, ''Moiano''<ref>Cfr. De Seta C., op. cit., pag. 30.</ref> e ''Mongano''<ref>Cfr. Summonte G.A., ''Historia della Città e Regno di Napoli'', I, a spese di Raffaello Gessari nella Stamperia di Domenico Vivenzio, Napoli, 1748, pp. 314-315.</ref>.
 
== Storia ==
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