Littera Florentina: differenze tra le versioni

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Dato che Boccaccio morì nel 1375, dubito fortemente che il codice possa aver destato la sua attenzione allorché fu portato a Firenze nel 1406...
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m (Dato che Boccaccio morì nel 1375, dubito fortemente che il codice possa aver destato la sua attenzione allorché fu portato a Firenze nel 1406...)
La datazione si situa attorno al [[VI secolo]], anche se alcuni studiosi tendono a ritenerla posteriore, comunque non oltre il [[VII secolo]]. L'esistenza del manoscritto proveniente da [[Bisanzio]] (via [[Amalfi]], secondo una tradizione cinquecentesca non confermata), è documentata a [[Pisa]] nel [[XII secolo]]. Tra il 1360 e il 1362 [[Leonzio Pilato]], su incarico del [[Consiglio degli Anziani (Repubblica fiorentina)|Consiglio degli Anziani fiorentino]] ne iniziò la trascrizione e traduzione, poi interrotta per il guastarsi dei rapporti diplomatici tra Pisa e Firenze: il lavoro di Leonzio è conservato in forma di due fascicoli pergamenacei, allegati, rispettivamente, al termine del primo e all'inizio del secondo tomo.
 
Il manoscritto giunse poi a Firenze come bottino di guerra a seguito della presa di Pisa (9 ottobre 1406); a Firenze fu custodito a [[Palazzo Vecchio|Palazzo dei Priori]], e nel corso del XV secolo fu oggetto dell'interesse di numerosi [[Umanesimo|umanisti]], tra cui [[Giovanni Boccaccio]], [[Francesco Barbaro (politico)|Francesco Barbaro]], [[Ambrogio Traversari]], [[Cristoforo Landino]], [[Marsilio Ficino]], [[Agnolo Poliziano]], [[Carteromaco]].
 
Poliziano nel 1490 ne operò una [[collazione (filologia)|collazione]] con tre edizioni a stampa contemporanee, il che portò a varie correzioni ed estese revisioni del testo latino; dopo quest'epoca il governo di Firenze decise di tutelare ulteriormente il prezioso manoscritto, che iniziava a mostrare tracce di usura, commissionandone nel 1526 una copia a Niccolò Bonanni di San Gimignano, con [[Miniatura|miniature]] di [[Giovanni Boccardi (artista)|Giovanni Boccardi]]; la fine della breve vita della [[repubblica fiorentina]] portò all'interruzione del lavoro.
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