Differenze tra le versioni di "Matteo Viviani"

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Nato a [[Seriate]] da padre bergamasco e madre romana, da ragazzino soffriva di attacchi di panico, superati poi grazie all'aiuto morale dell'allora suo migliore amico. Da circa 15 anni stabilitosi in Toscana, ad [[Arezzo]], studia arte applicata ricevendo il diploma di maestro d'arte. Dopo gli studi inizia a lavorare come [[modello (professione)|modello]] per la moda e la pubblicità, attività intrapresa per oltre dieci anni, lavorando per [[Gianfranco Ferré|Ferré]], [[Exté]], [[Nino Cerruti|Cerruti]] e molti altri, e apparendo in svariate campagne pubblicitarie.
 
Dalla pubblicità alla televisione il passo fu breve, e Viviani inizia a collaborare con il programma di [[Italia 1]] ''[[Le Iene (programma televisivo)|Le Iene]]'', ritagliandosi, di edizione in edizione, sempre più spazio. Come inviato de ''Le Iene'', i servizi da lui curati ruotano spesso attorno al mondo giovanile, smascherando truffe e bufale provenienti dal mondo di [[internet]]. Anche se recentemente ha dovuto chiedere scusa per aver usato dei [http://www.iltempo.it/cronache/2017/06/08/news/video-falsi-sul-blue-whale-bufera-su-le-iene-1029910/ video falsi] in un servizio su Blue Whale.
 
Nel [[2007]] suscitò scalpore un suo servizio per ''Le Iene'', in cui sottoponeva 50 deputati e 16 senatori al [[drugwipe test]], tamponando il loro sudore per accertare se fossero positivi all'uso di stupefacenti. I test evidenziarono che 16 tamponi erano positivi a droghe, tra cui [[cannabis]] e [[cocaina]].<ref>{{cita news|url=http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_10/cassazione_iene_aafcdc62-36e5-11dd-97b9-00144f02aabc.shtml|titolo=La Cassazione condanna le Iene «Illecito il narcotest ai parlamentari»|pubblicazione=[[Corriere della Sera]]|giorno=10|mese=6|anno=2008|accesso=6-11-2009}}</ref> Nonostante non vi fosse un'associazione tra gli esiti dei test e le persone coinvolte, il caso suscitò molte polemiche, per via dei metodi ingannevoli usati per ottenere i campioni di sudore. Viviani e [[Davide Parenti]] (autore del servizio) furono accusati di [[Legge sulla privacy|violazione della privacy]] e condannati dalla [[Corte Suprema di Cassazione|Cassazione]] a 5 mesi e 10 giorni di reclusione, successivamente commutati in una multa.<ref>{{cita web|url=http://droghe.aduc.it/notizia/italia+test+ai+parlamentari+iene+condannate_100762.php|titolo=Italia. Test ai parlamentari, le Iene condannate per violazione della privacy|editore=droghe.aduc.it|accesso=6-11-2009|data=10 giugno 2008}}</ref>
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