Differenze tra le versioni di "Filippo Luigi Polidori"

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Nel 1848, tornato a Fano (dove era rientrato per brevi soggiorni nel 1839 e nel 1847), Polidori partecipò al nuovo clima di aperture raleggianti e fu uno degli organizzatori locali delle prime (ed ultime) libere elezioni dello Stato Pontificio, e coprendo l'incarico di segretario del Comitato elettorale del collegio fanese-fossombronense. Sul finire del 1848 fu chiamato a Roma da Mamiani, ministro dell'interno, per assumere l'ufficio di compilatore della "Gazzetta Ufficiale", sostituendo Salvatore Betti che era passato al Consiglio di Stato. Pur senza prendere posizioni radicali e compromettenti, sposò in pieno la causa patriottica e repubblicana, divenne redattore del "Monitore Romano", foglio ufficiale della Repubblica Romana. Caduta quest'ultima, mantenne l'impiego fino all'ottobre 1849, allorché la decretata soppressione degli incarichi da parte del restaurato governo papalino lo indusse a tornare a Firenze.
 
Nel 1853 perse l'unico figlio Durante, ventitreenne, dopo che nel 1824 e nel 1827 si era visto strappare due figlie in tenera età; nel 1857 gli morì invece la moglie. Nonostante brevi soggiorni nella città natale nel 1857 e nel 1858, Polidori rimase a Firenze fino al 1859, anno in cui si risposò e ricevette incarichi dal nuovo governo toscano: dapprima fu aggregato alla Biblioteca "Riccardiana" e poi venne nominato direttore dell'Archivio di Stato di Siena. In questa città fondò una Società di storia patria ed intraprese opere di grande spessore erudito, come gli "Statuti sienesi dei secoli XIII e XIV in lingua volgare" (4 voll., poi rimasta incompiuta) e l'edizione dell' "Istoria della Tavola Ritonda", completata in seguito da Luciano Banchi.
Nel 1853
 
Nel 1861 venne designato a socio della Regia Commissione per i Testi di Lingua, con presidenza a Bologna. Nel 1862 fu nominato cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro e presidente, per la sezione storico-archeologica, del X Congresso degli Scienziati italiani che si tenne a Siena. Nel 1863 fu eletto direttore della classe "Scienze morali" dell'Accademia dei Fisiocratici e vice-bibliotecario onorario della municipalità di Fano, e confermato capo ufficio dell'Archivio di Siena da Vittorio Emanuele II.
 
Nel 1865, tornato in agosto a Firenze, vi trovò improvvisamente la morte il 12 ottobre, in seguito a congestione polmonare. Fu sepolto a San Miniato al Monte. Morì povero, lasciando inedito, oltre ai sopra ricordati "Statuti senesi", il "Commentario della vita e delle opere di Sebastiano Ciampi" (compilato, come ebbe a dire lo stesso Polidori, "sopra memorie e documenti autentici e accompagnato da una bibliografia delle Scritture numerosissime di quel famoso erudito"), ma completando, tra l'altro, l'edizione delle "Poesie" di Gabriello Chiabrera e due volumi delle "Lettere" di Paolo Sarpi, entrambi per l'editore Barbera.
 
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