Differenze tra le versioni di "Carlo Pisacane"

Nessun cambiamento nella dimensione ,  3 anni fa
m (Annullate le modifiche di MarcolinoOc91 (discussione), riportata alla versione precedente di Vituzzu)
(→‎Studi militari e viaggi: ovvia correzione)
Intorno ai trent'anni diventò sempre più insofferente del conformismo caratteristico degli ambienti aristocratici e militari borbonici: abbandonò la carriera militare e si ritirò a vivere con la sua amante, [[Enrichetta De Lorenzo]], moglie di suo cugino Dionisio Lazzari che nel [[1846]] cercò di farlo uccidere da suoi sicari<ref>Bruna Bertolo, Donne del Risorgimento, Le eroine invisibili dell'unità d'Italia, Ananke, 2011, p. 310</ref>. Salvi per miracolo, nel [[1847]] i due, destando scalpore nell'alta società napoletana, decisero di fuggire, inseguiti dalla polizia borbonica, da [[Napoli]]. In quel momento Enrichetta aspettava già un bambino da Carlo. Prima a [[Marsiglia]], poi a [[Londra]] giunsero a [[Parigi]], rifugio degli esuli politici italiani, dove Pisacane conobbe molti personaggi illustri come il generale [[Guglielmo Pepe|Pepe]], rifugiato a [[Parigi]] sin dai tempi dei moti del [[1820]], [[Alexandre Dumas (padre)|Dumas]], [[Victor Hugo|Hugo]], [[Alphonse de Lamartine|Lamartine]] e [[George Sand]].
 
Proprio a Parigi però, i due furono arrestati dalla polizia francese. Finirono entrambi in carcere dove, nonostante i tentativi di persuasione dell'ambasciatore di Napoli a Parigi, Enrichetta decise di restare concol suo maritoamante, anche se questa scelta, per le disagiate condizioni della prigione, le costò la perdita del figlio.
 
La detenzione non durò a lungo comunque, perché, secondo le leggi dell'epoca, non si poteva trattenere una donna per adulterio se non su richiesta del legittimo coniuge.<ref>Dacia Maraini, La Coraggiosa Compagna di Pisacane. Enrichetta di Lorenzo, in AA.VV., Donne del Risorgimento, Il Mulino, 2011, p. 128</ref> Dionisio Lazzari infatti non sporse mai denuncia per adulterio al fine di evitare le conseguenze legate al suo tentato assassinio di Carlo.<ref>Bruna Bertolo, ''Donne del Risorgimento, Le eroine invisibili dell'unità d'Italia'', Ananke, 2011, p. 311</ref>
3 137

contributi