Generone: differenze tra le versioni

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=== Sopravvivenza e declino nel XX secolo ===
 
Il generone romano provò a sopravvivere all'[[Unità d'Italia]], ma la crescente [[laicità dello stato|laicizzazione]] dello [[Storia d'Italia (1861-oggi)|stato post-unitario]] assestò i primi colpi a quel ceto sociale e ne affievolì gradualmente il potere, determinandone l'inesorabile declino. Da un punto di vista sociale, la sua vera e propria sparizione risale a un'epoca del [[primo dopoguerra]] italiano (all'incirca gli [[anni 1920|anni venti]] del [[XX secolo|Novecento]]), quando quel ceto fu spazzato via, in modo definitivo, dai tumultuosi rivolgimenti socio-economici indotti dalla [[prima guerra mondiale]]. Non sparirono, comunque, le tradizionali famiglie che ne avevano costituito la forza. Queste, anzi, continuarono a esistere, e a conservareprosperare, benessereconservando eil abenessere prosperareaccumulato, ma il generone, nel [[primo dopoguerra]], non vide mai più perpetuarsi l'antico potere economico un tempo esercitato dai suoi membri, che si estendeva in forma capillare nella vita economica capitolina dell'[[XIX secolo|Ottocento]], di cui permeava tutti gli ambiti e le articolazioni.
 
LaIn seguito, la [[memoria collettiva]] del generone è sopravvissuta, ine seguito,si è trasformata nella [[letteratura italiana|rappresentazione letteraria]] e [[cinema italiano|cinematografica]] del Novecento italiano , soprattutto nel [[cinema neorealista|genere cinematografico neorealista]] del [[secondo dopoguerra in Italia|secondo dopoguerra]].
 
==== Palazzinari ====
{{vedi anche|Palazzinari}}
 
Il generone non va confuso con i cosiddetti [[palazzinari]] romani, anch'essiquella compagine di dei [[nuovi ricchi]] che si resero i protagonisti di un [[fenomeno sociale|fenomeno]] di [[mobilità sociale|ascesa sociale]] ema che, invece, furono tipici e caratterizzanti di una stagione dell'[[economia italiana|economia]] e del [[costume]] dell'[[Italia Repubblicana]] che appartiene al secondo Novecento. Si tratta, in questo caso, di un ceto [[mobilità sociale|affluente]] e affarista di costruttori edili e [[Speculazione edilizia|speculatori immobiliari]] che, nella temperie del [[boom economico italiano|boom economico]] [[secondo dopoguerra in Italia|post-bellico]] (il cosiddetto "miracolo[[boom economico italiano|miracolo italiano]]"), impresse il proprio segno sulla caotica [[Urbanistica a Roma tra il 1870 e il 2000|crescita urbanistica di Roma nel XX secolo]]. Esiste, comunque, un'una precisa e ben individuabile relazione economica tra i palazzinari protagonisti di [[boom economico italiano|quella concitata stagione economica]] e le famiglie che provenivano dal vero e propriodall'autentico generone di un'epoca che fu. Il tramite tra i due ceti urbani era costituito dalla struttura stessa della [[proprietà terriera]] su cui si esercitò la speculazione della Roma del [[secondo dopoguerra in Italia|secondo dopoguerra]]: infatti, l'attività di espansione edilizia dei palazzinari romani investì e valorizzò, da un punto di vista economico, proprio quegli stessi [[Terreno agricolo|terreni agricoli]] e [[Proprietà fondiaria|proprietà fondiarie]] appartenenti agli eredi e a gli epigoni di quelle famiglie che, un tempo, avevano costituito il nerbo sociale ed economico del generone romano, prima che il loro ''[[status sociale|status]]'' privilegiato e il loro potere fossero consegnati a un irreversibile destino di decadenza.
 
== Linguistica ==
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