Differenze tra le versioni di "Filippo Luigi Polidori"

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== Biografia ==
Nasce a Fano il 23 Febbraio 1801 da Giuseppe Gregorio Polidori, notaio e possidente di Cagli, e da Eufrosina Conti, di Senigallia. Filippo Luigi compì i primi studi presso l'Università "Nolfi" di Fano condividendo il gusto degli studi letterari, filosofici, storici e politici con alcuni compagni, tra cui Fortunato Ceccarini e Giovanni Gaggi. Sempre in giovane età strinse amicizia con le più illustri personalità marchigiane del tempo, come Cristoforo e [[Giovanni Ferri de Saint-Constant|Giovanni Ferri]], [[Francesco Puccinotti]], [[Terenzio Mamiani]] e [[Giulio Perticari]]. Sposatosi all'età di 19 anni, perse la madre un anno dopo. NelAlla 1825giovane età di 24 anni Polidori occupò la cattedra di retorica presso un istituto di Montalboddo (odierna Ostra). <ref name=":0">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=3|ISBN=8873260128}}</ref>
 
Nel periodo dal 1826 al 1830 fu più volte a Bologna, dove conobbe e frequentò [[Francesco Orioli]], [[Carlo Pepoli]], [[Giovanni Marchetti (poeta)|Giovanni Marchetti]] e [[Paolo Costa (poeta)|Paolo Costa]]. Nel capoluogo felsineo, Polidori intraprese la sua vita letteraria e da Costa fu invitato a partecipare alla fondazione di una rivista (poi abortita) con cui si intendeva contrastare le posizioni romantiche dell'Antologia fiorentina. <ref name=":0" />
 
Partecipò ai moti del 1831, sedendo prima nel Comitato provvisorio fanese e poi in quello della Provincia di Pesaro-Urbino del governo rivoluzionario. Si trasferì successivamente a Perugia, dove collaborò all'istituzione di un nuovo giornale, l'Oniologia scientifico-letteraria, che però, contrastato dal restaurato governo pontificio, potè essere pubblicato solo neldue 1833anni più tardi. <ref name=":0" />
 
Dopo aver conosciuto attraverso delle lettere Niccolò Tommaseo nel 1832, Polidori si trasferì a Firenze, dove rimase dieci mesi e fece amicizia con [[Giovan Pietro Vieusseux|Gian Pietro Vieusseux]], [[Gabriele Pepe]], Sebastiano Ciompi, [[Giovanni Battista Niccolini|Giovan Battista Niccolini]] e l'abate [[Giuseppe Manuzzi]], collaborando alla compilazione del "Vocabolario della lingua italiana" di quest'ultimo. <ref name=":1">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=4|ISBN=8873260128}}</ref>
 
Nel 1837 tornò stabilmente a Firenze e collaborando con Capponi e Vieusseux si dedicò alla pubblicazione delle "Istorie fiorentine" (1838-39) di Giovanni Cavalcanti ed alla nuova edizione del "Dizionario dei sinonimi" di Tommaseo, cui partecipò con oltre 250 articoli. Nel 1842 conobbe [[Felice Le Monnier]], tipografo e poi editore. L'anno successivo fu tra i promotori della "Società Poligrafica Italiana". NelDurante 1845il suo soggiorno fiorentino Polidori diede inizio, in forma di vocabolario, alla complessa opera "Studi sulla lingua italiana" e intraprese per Le Monnier la cura dell'edizione di alcuni classici italiani, come "[[Il Principe]]" e i "[[Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio|Discorsi]]" di [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], le "Opere minori" di [[Ludovico Ariosto|Ariosto]], le "Opere politiche e letterarie" di Giannotti, le "Lettere ai toscani" di Muratori e i "Versi alla patria di lirici italiani dal sec. XIV al XVIII". <ref name=":1" />
 
Nel 1848, tornatoTornato a Fano nel 1848 (dove era rientrato per brevi soggiorni nel 1839 e nel 1847), Polidori fu uno degli organizzatori locali delle prime (ed ultime) libere elezioni dello Stato Pontificio, e coprì l'incarico di segretario del Comitato elettorale del collegio fanese-fossombronense. Sul finire di quell'anno fu chiamato a Roma da Mamiani, ministro dell'interno, per assumere il compito di compilatore della "Gazzetta Ufficiale". Mantenne l'impiego per circa un anno, la soppressione degli incarichi da parte del governo papalino lo indusse a tornare a Firenze. <ref name=":2">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=5|ISBN=8873260128}}</ref>
 
Quattro anni dopo, perse l'unico figlio Durante, ventitreenne, dopo che nel 1824 e nel 1827 si era visto strappare due figlie in tenera età; nel 1857 gli morì invece la moglie. Nonostante brevi soggiorni nella città natale nel 1857 e nel 1858, Polidori rimase a Firenze fino al 1859, anno in cui si risposò e ricevette incarichi dal nuovo governo toscano: inizialmente fu aggregato alla Biblioteca "Riccardiana" e poi venne nominato direttore dell'Archivio di Stato di Siena. In questa città intraprese opere come gli "Statuti sienesi dei secoli XIII e XIV in lingua volgare" (4 voll., poi rimasta incompiuta) e l'edizione dell' "Istoria della Tavola Ritonda", completata in seguito da Luciano Banchi. <ref name=":2" />
 
Nel 1862 fu nominato cavaliere dei signori Maurizio e Lazzaro e presidente, per la sezione storico-archeologica, del X Congresso degli Scienziati italiani che si tenne a Siena, mentre nell'anno successivo fu eletto vice-bibliotecario onorario della municipalità di Fano, e confermato capo ufficio dell'Archivio di Siena da Vittorio Emanuele II. <ref name=":3">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=6|ISBN=8873260128}}</ref>