Differenze tra le versioni di "Filippo Luigi Polidori"

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Quattro anni dopo, perse l'unico figlio Durante, ventitreenne, dopo che nel 1824 e nel 1827 si era visto strappare due figlie in tenera età; nel 1857 gli morì invece la moglie. Nonostante brevi soggiorni nella città natale, Polidori rimase a Firenze fino al 1859, anno in cui si risposò e ricevette incarichi dal nuovo governo toscano: inizialmente fu aggregato alla Biblioteca "Riccardiana" e poi venne nominato direttore dell'Archivio di Stato di Siena. In questa città intraprese opere come gli "Statuti sienesi dei secoli XIII e XIV in lingua volgare" (4 voll., poi rimasta incompiuta) e l'edizione dell' "Istoria della Tavola Ritonda", completata in seguito da Luciano Banchi. <ref name=":2" />
 
Nel 1862 fu nominato cavaliere dei signori Maurizio e Lazzaro e presidente, per la sezione storico-archeologica, del X Congresso degli Scienziati italiani che si tenne a Siena, mentre nell'anno successivo fu eletto vice-bibliotecario onorario della municipalità di Fano presso la [[Biblioteca Federiciana]] insieme a [[Michelangelo Lanci]], e confermato capo ufficio dell'Archivio di Siena da Vittorio Emanuele II. <ref name=":3">{{Cita libro|autore=Marco Severini|titolo=Diario di un repubblicano: Filippo Luigi Polidori e l'assedio francese alla Repubblica romana del 1849|anno=2002|editore=Affinità elettive|città=Ancona|p=6|ISBN=8873260128}}</ref>
 
Nel 1865, tornato a Firenze, vi trovò improvvisamente la morte il 12 ottobre, in seguito a congestione polmonare. Fu sepolto a San Miniato al Monte. Morì lasciando inediti "Statuti senesi" ed il "Commentario della vita e delle opere di Sebastiano Ciampi", ma completando, tra l'altro, l'edizione delle "Poesie" di [[Gabriello Chiabrera]] e due volumi delle "Lettere" di [[Paolo Sarpi]], entrambi per l'editore Barbera. <ref name=":3" />
 
== Voci correlate ==
* [[Fano]]
* [[Felice Le Monnier]]
* [[Terenzio Mamiani]]