Differenze tra le versioni di "Lingua norvegese"

Aggiunta tavola delle vocali, dittonghi, consonanti, digrafi ed esempi
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(Aggiunta tavola delle vocali, dittonghi, consonanti, digrafi ed esempi)
{{F|lingue|settembre 2012}}
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|colore=#ABCDEF
|didascalia=
}}
 
Il '''norvegese''' è una [[Lingua (linguistica)|lingua]] appartenente al sottogruppo delle [[lingue germaniche settentrionali]], del gruppo delle [[lingue germaniche]] e della famiglia delle [[lingue indoeuropee]].
 
Il norvegese si caratterizza per il fatto di possedere due diverse forme scritte, entrambe usate ufficialmente in Norvegia: il [[Bokmål]] e il [[Nynorsk]].
* Il Bokmål (''lingua dei libri'') viene usato dadalla circa l'85%{{Citazione necessaria|reason=Nella pagina Bokmål viene data una cifra diversa|date=June 2015}}maggioranza della popolazione ed è basato sul [[Lingua danese|danese]] scritto. Il [[Lingua danese|danese]], infatti, fu lingua ufficiale in [[Norvegia]] per molti secoli durante l'unione con la [[Danimarca]] (vedi anche: [[Storia della Norvegia]]).
* Il Nynorsk (''nuovo norvegese''), usato dal restanteresto 15%della popolazione, è stato creato da [[Ivar Aasen]] dall'unione di molti dialetti rurali norvegesi, soprattutto delle aree della costa occidentale.
 
La definizione di «lingua» nel contesto norvegese è abbastanza diversa da quella che si assume in [[Lingua italiana|italiano]]; per «lingua italiana» si intende una certa forma scritta, da pronunciarsi in un certo modo; eventuali deviazioni sono considerate errori, imperfezioni o dialetti. In norvegese, sia Bokmål che Nynorsk sono considerate «norvegese». Inoltre l'uso del dialetto è comunemente accettato, anche nello spazio pubblico (discorsi politici, lezioni universitarie, eccetera), e anch'esso viene considerato pienamente «norvegese».
 
I comuni norvegesi possono decidere indipendentemente se usare principalmente l'una o l'altra forma come forma scritta ufficiale. Molti comuni (tra cui molti di grandi dimensioni, come [[Oslo]]) decidono di rimanere però neutrali e usare sia il [[Bokmål]] che il [[Nynorsk]].
 
== Alfabeto, dittonghi e pronuncia ==
In principio sono elencate tutte le vocali e dittonghi in pronuncia standard, in seguito si trovano tutte le consonanti e i digrafi o cluster con la lettura irregolare o con una varietà di pronuncia.
{| class="wikitable"
!Lettera/dittongo/digrafo
!Pronuncia IPA
!Descrizione
|-
|A, a
|/ɑ/
|A di '''a'''lbero, aperta (cioè con la bocca molto spalancata) e dal timbro gutturale.
|-
|AI, ai
|/ɑɪ/
|AI di '''ai'''rone, in prestiti.
|-
|AU, au
|/æu/
|EU di '''Eu'''ropa, con la bocca piuttosto spalancata.
|-
|E, e
|/e~æ/ oppure /ə/
|E di '''e'''norme. Se non è accentata, tende a ridursi, diventando un suono pressoché identico alla vocale neutra "schwa". Per pronunciarla, basta immaginare di declamare l'alfabeto togliendo le vocali dal nome delle parole ("b, c, d, f, ..." invece di "bi, ci, di, effe, ..."). Un esempio con schwa è la parola "Tim'''e'''" ("Ora <di orologio>")
|-
|EI, ei
|/æɪ/
|AI di torn'''ai'''. Il primo suono si imita molto bene se si pronuncia la /e/ con la bocca spalancata in posizione di "a". Quindi, è una "e" (come d'altronde si trova scritta in grafia) vagamente simile ad una "a" aperta. Un esempio è "N'''ei'''" ("no").
|-
| -EG, -eg
| -/ej/
|Ei di caff'''ei'''na. È quindi un falso amico perché diventa dittongo con la mutazione di "g" in una "i" semivocalica. Un esempio è "J'''eg'''", che vuol dire "io".
|-
|Æ, æ
|/æ/
|E di '''e'''norme, con la bocca piuttosto spalancata.
|-
|Ø, ø
|/ø/
|E di '''e'''norme, procheila (cioè si arrotondano le labbra).
|-
|I, i
|/i/
|I di '''i'''lluminare.
|-
| -IG
| -/ij/
|I di '''i'''lluminare seguita dallo stesso suono semivocalico.
|-
|Y, y
|/y/
|I di '''i'''lluminare, con le labbra arrotondate.
|-
|ØY, øy
|/øy/
|EI di caff'''ei'''na, con le labbra arrotondate per tutta la durata del dittongo.
|-
|O, o
|/ɔ/ oppure /u/
|O di '''o'''rso, con le labbra arrotondata e aperta (cioè con il dorso della lingua molto distante dalla zona tondeggiante del palato). Se non è accentata, su pronuncia U di '''u'''nanime (ex. Overfl'''o'''d, "abbondanza")
|-
|OI, oi
|/ɔy/
|OI di corrid'''oi''', tutto con le labbra arrotondate
|-
|Å, å
AA, aa
|/ɔ/
|O di '''o'''rso, aperta. La prima grafia, presente ad esempio in "Bokm'''å'''l", è un falso amico di "a". La seconda è una grafia ormai arcaica dello stesso suono, sostituita con la prima grafia, che deriva dallo svedese antico. Questa seconda grafia tuttavia è ancora consueta quando si scrivono i nomi comuni di persona che contengono questo suono.
|-
|U, u
|/ʉ/
|U di '''u'''nanime, chiusa, arrotondata e con il dorso della lingua spinto più in avanti, come se fosse tirato verso la zona centrale della bocca. La posizione di questa "u" si può trovare se si pronuncia per più volte "iu-iu-iu-iu-iu-iu" prima lentamente, poi pian piano ad una velocità estrema.
|-
|UI, ui
|/ʉɪ/
|UI di int'''ui'''to, con il dorso della lingua spinto in avanti. È estremamente raro.
|-
|B, b
|/b/
|B di '''b'''alena, sonora. Un suono è "sonoro" se il palmo della mano intorno alla gola sente la vibrazione delle corde vocali quando si pronuncia il suono. Si paragoni, ad esempio, "vvv" e "mmm" con "sss" e "fff". In generale, se la consonante si trova scritta due volte, si raddoppia come in italiano (ex. "Jo'''bb'''", "occupazione, lavoro, mestiere").
|-
|CA, ca
CO, co
 
CU, cu
|/kɑ, kɔ, kʉ/
|C di '''c'''ane / K di '''k'''oala, sorda. È in prestiti.
|-
|CE, ce
CI, ci
 
CY, cy
|/se, sɪ, sy/
|S di '''s'''ale, sorda. È inconfondibile con /k/ perché le due vocali che mutano il suono sono entrambe anteriori, cioè vicino ai denti. È in prestiti ed è anche un falso amico.
|-
|D, d
|/d/
|D di '''d'''ado, sonora.
|-
|F, f
|/f/
|F di '''F'''rancia, sorda.
|-
|G, g
|/g/
|G di '''g'''allo, sonora.
|-
|H, h
|/h~x/
|H dell'inglese '''h'''ave, ben sentita pure se sorda. In alcuni dialetti o in corrispondenza di vocali posteriori (ex. "hu") l'aspirazione si plasma come una "c" di cane ma senza contatto tra organi. Nel cluster "Hv-", molto diffuso negli avverbi interrogativi, la "h" cade (ex. '''Hv'''a, "cosa?" ; "'''Hv'''or", "dove?" ; "'''Hv'''orfor", "perché?" ; "'''Hv'''em", "chi?").
|-
|J, j
|/j/
|I di '''i'''ato, semivocalica.
|-
|GJ, gj
GY, gy
|/j/
|I di '''i'''ato, semivocalica. Sono due falsi amici. Due esempi sono "I'''gj'''en" ("ancora") e "'''Gj'''øre" ("fare").
|-
|K
|/k/
|K di koala / C di cane, sorda. Si può sentire aspirata, cioè con uno sbuffo d'aria che accompagna il suono.
|-
|L, l
|/l/
|L di '''l'''ato, sonora.
|-
|M, m
|/m/
|M di '''m'''ano, sonora.
|-
|N, n
|/n/
|N di nave, sonora.
|-
|NK, nk
|/ŋk/
|NC di pa'''nc'''a. La /n/ cioè si assimila alla consonante successiva nella parlata rapida. Un esempio è "Te'''nk'''e", "pensare".
|-
|NG, ng
|/ŋ/
|NG dell'inglese ki'''ng''', sonora. Non si sente nessuna "-g" di rilascio, ovviamente. Un esempio è "La'''ng'''t", "lontano".
|-
|ND, nd
|/nn/
|NN di a'''nn'''o. È un falso amico, sia che si trovi in mezzo che a fine parola (ex. seku'''nd''', "secondo")
|-
|P, p
|/p/
|P di '''p'''ane, sorda. Si può sentire aspirata.
|-
|QU, qu
|/kv/
|CV di '''c'''o'''v'''a. È in prestiti ed è anche un falso amico.
|-
|R, r
|/r~ɾ/ oppure /ʁ/
|R di ca'''rr'''o, sorda e vibrante tre volte se doppia. Se intervocalica è monovibrante, come in a'''r'''a'''r'''e. Tuttavia in alcune pronunce dialettali si può effettuare con la radice della lingua che si avvicina all'ugola (il pendaglio appeso sopra la gola e in fondo alla bocca) e la fa vibrare.
|-
|RN, rn
|/ɳ/
|N di '''n'''ave, cacuminale/retroflessa sonora. La punta della lingua indietreggia e si arrotola nell'incavo del palato. Se invece la "r" si pronuncia in zona uvulare, non avviene nessuna retroflessione.
|-
|RT, rt
|/ʈ/
|T di '''t'''avolo, retroflessa sorda. Idem.
|-
|RL, rl
|/ɭ/
|L di '''l'''ato, retroflessa sonora. Idem.
|-
|RS, rs
|/ʂ/
|S di '''s'''ole, retroflessa sorda. Idem.
|-
|RD, rd
|/ɖ/
|D di '''d'''ado, retroflessa sonora. Idem.
|-
|S, s
|/s/
|S di '''s'''ole, sorda.
|-
|SJ, sj''';'''
SKI, ski''';'''
 
SKJ, skj''';'''
 
SKY, sky''';'''
 
SKØ, skø''';'''
 
SKØY, skøy
|/ʃ/;
/ɕɪ/;
 
/ɕj/;
 
/ɕy/;
 
/ɕø/;
 
/ɕøy/
|SC di '''sc'''ienza; il cluster/digrafo "SK-" quando è seguito dalle consonanti anteriori indicate si pronuncia a prescindere SC di '''sc'''ienza, ma in più la punta della lingua è spinta molto più in avanti, si palatalizza fortemente. In altre parole, si pronuncia "sc" con la lingua in posizione di "gn" di ''gn''omo. Non bisogna poi dimenticarsi che le vocali del gruppo in basso sono tutte arrotondate. Due esempi sono "'''Skj'''ønner" ("capire") e "'''Sky'''ter" ("sparare"). In generale, tutte le vocali anteriori con cui avviene questa mutazione sono tutte quelle anteriori eccetto "e" (ex. "Van'''sk''e'''''lig", "difficile"). Le altre ovviamente non sono toccate dal fenomeno (ex. '''Ska'''l, che vuol dire preposizione "a" +complemento di termine; "'''Sk'''olen", "scuola").
|-
|T, t
|/t/
|T di '''t'''avolo, sorda. Si può sentire aspirata.
|-
|TJ, tj
KJ, kj
 
KI, ki;
 
KY, ky
|/ɕ/; /ɕy/
|SC di '''sc'''ienza, molto palatalizzata. Anche la "K-"se seguita da queste vocali anteriori si trasforma. In particolare, sono quelle più alte (la /e/ infatti è più bassa di /i/). Tre esempi sono "'''Tj'''eneste" ("servizio"), "'''Kj'''eft", ("chiudere") e "'''Ky'''ss", ("bacio"). Bisogna stare attenti all'ortografia e non confondere i cluster TJ e KJ e SKJ.
|-
|V, v
|/v/
|V di '''v'''ela, sonora. In alcune pronunce, il contatto tra arcata dentale superiore e labbro inferiore più essere più blando.
|-
|W
|/v/
|V di '''v'''ela, sonora. È in prestiti.
|-
|X
|/ks/ oppure /ʃ/-
|CS di cla'''cs'''on, in prestiti. Se a inizio parola, è a prescindere "SC" di '''sc'''ienza.
|-
|Z
|/s/
|S di '''s'''ole. È in prestiti ed è anche un falso amico.
|}
L'accento cade sulla prima sillaba, tranne se la parola inizia col prefisso "be-" oppure "for-": in tal caso, si sposta sulla seconda. Nei prestiti, di solito cade sull'ultima.
 
In alcune parole, per disambiguare le omografie con diversi significati, ci possono essere più versioni con i diacritici. Si hanno fino a quattro casi: parole senza diacritico, accento grave, accento acuto e accento circonflesso. Quattro esempi sono: for (preposizione), fòr (sostantivo #1) fór (verbo), fôr (sostantivo #2).
 
== Premi Nobel per la letteratura di lingua norvegese ==