Differenze tra le versioni di "Storia di Monteleone d'Orvieto"

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Bandino Bandini, valoroso e potente Signore di Salci, Fabro, Monteleone, Montegabbione e Ficulle, soccorre ripetutamente il pontefice [[Gregorio IX]] rifugiatosi a [[Perugia]]; Bandino scorta il Papa con molti uomini armati anche nel [[1230]], quando è richiamato nella [[Roma|città capitolina]] perché afflitta da una straordinaria inondazione del [[Tevere]]. Per questi suoi servizi è onorato dal S. Padre di grazie e privilegi.
 
Il 3 gennaio [[1243]], [[Federico II di Svevia|Federico II]] emana un Editto a [[Foligno]]: il documento è molto importante perché, come già ricordato, si riteneva fosse il primo atto ufficiale che facesse menzione del castello di Monteleone, nominandolo fra le zone che definiscono il confine con Città de la Pieve (ved. tabella a lato).
 
Nel [[1263]] si compie il [[miracolo]] dell'[[Eucarestia]] di [[Bolsena]], che è uno dei motivi della costruzione del [[Duomo di Orvieto]].
=== 1377: le tasse di Ludovico e la "Confederazione" del Bulgaro ===
 
Come già accennato, dopoDopo il dominio di Ugolino, Monteleone passa a [[Ludovico]] Bulgarelli dei Marsciano, nominato Vicario da Ugolino stesso e già proprietario di [[Montegabbione]].
 
Sempre in quell'anno l'abate conte Nicolò (conti di Montegiove altro ramo dei Bulgarelli), oppresso dalle esose imposte [[Orvieto|orvietane]], solleva in merito forti contestazioni di fronte al tribunale ma, il comune di Orvieto, non attende la sentenza richiesta dal nobile; Nicolò è così costretto a richiedere aiuto al comune di [[Perugia]]. Per rafforzare la richiesta di protezione e di soggezione si confedera con i suoi nipoti Bulgaro di Tiberuccio, Federico di Baldino conte di Parrano, Ludovico di Bindo Signore di Brandetto e Bernardino di Azzo, tutti della famiglia Bulgarelli.
La causa principale di tali disastrose condizioni economiche è rappresentata della [[Valdichiana]], lo "Stagno"; è da ricordare, a tal proposito, che la pianura del territorio comunale non può costituire un grande mezzo per lo sviluppo dell'agricoltura, principale attività produttiva di quel periodo, perché è una zona paludosa, con acque stagnanti e malsane, regno della malaria.
 
La necessità di una [[Bonifica idraulica|bonifica]] èera avvertita in varie occasioni, (come già nei secoli precedenti), ma solo nel [[1780]], si giunge, dopo molte controversie, ad un accordo fra [[Papa Pio VI]] e il [[Granduca di Toscana]] Pietro [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo II]], che comprende il progetto di incanalamento delle acque ed il prosciugamento della valle.
}}
 
La stessa famiglia del padre Disma Tonelli ([[1576]]-[[1640]]) vanta il PP. Aurelio ([[1592]]-[[1651]]), ed Eusebio ([[1602]]-[[1661]]), anch'essi dell'ordine dei [[Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo|Carmelitani]], nipoti di Disma: muoiono a Roma entrambi in odore di santità, all'età di 59 anni.
 
Nei primi anni del Seicento, [[Città della Pieve]] si indebita con Monteleone ed altri castelli. Così scrive in proposito lo storico Giuseppe Bocci:
 
{{citazione|In segno del dominio che Castel della Pieve aveva sulle tenute di Poggiovalle, Troscia, Pian Capriano e Salceto Rosso, quali avendo dovuto vendere per liberarsi da molti debiti contratti con la R.C.A alle comunità di [[Orvieto]], [[Ficulle]] e [[Monteleone d'Orvieto|Monteleone]], si riserbò sopra tali beni in segno di dominio l'esigenza del 4% ( o del quarto) sopra tutto ciò che ivi annualmente si raccoglieva}}
 
Il 9 novembre [[1601]], con altra [[Bolla pontificia|Bolla]] ''Super Universas" determina i limiti della nuova Diocesi, costituisce la mensa vescovile e determina le rendite maggiori ed i benefici.
 
La nuova [[Diocesi]] è motivata da ragioni più politiche che pastorali; la sua costituzione si inserisce, infatti, nel quadro dei rapporti di buon vicinato che si vogliono instaurare tra [[Stato della Chiesa]] e [[Granducato di Toscana]], interessati entrambi alle opere di prosciugamento della [[Valdichiana]] ed alla regolamentazione dei confini.