Differenze tra le versioni di "Calendario Atlante De Agostini"

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→‎La direzione di Luigi Visintin: aggiunte parole di commento alla prosa
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===La direzione di [[Luigi Visintin]]===
 
Importanti novità vennero introdotte a partire dall'edizione per il [[1920]], la diciassettesima, per merito del geografo e cartografo prof. dott. [[Luigi Visintin]], che ne fu redattore dal [[1919]] fino all'anno della morte ([[1958]]).
 
Visintin, diventato nel [[1920]] direttore scientifico dell'Istituto Geografico novarese, continuò ad occuparsi personalmente dell'opera che considerava il proprio biglietto da visita e chiamava Calendarietto o Atlantino. Lo descriveva così proprio nel [[1920]]: ''minuscolo libriccino tascabile, che si stampa annualmente a migliaia di copie e che oltre all'Atlante Geografico di 24 tavole circa, contiene una quantità di notizie interessanti gli uomini d'affari e ogni persona colta, offrendo dati statistici tra i più recenti e attendibili, tratti dalle fonti migliori con rigorosa unità di metodo'' <ref>cfr. Prof. Luigi Visintin, ''Nuovo Atlante per Tutti'', IGDA, 1920, parte conclusiva dell'introduzione</ref>. La prosa breve e densa del Visintin era adatta al Calendarietto, come del resto alle altre opere.
 
Nell'edizione per il [[1920]] vennero ripensate le carte in seguito ai trattati della [[prima guerra mondiale]], ad esempio quella del ''Nuovo Confine Franco-Belga-Tedesco'', quelle riguardanti l'Europa centrale, quella ancora in parte incerta sulla ''Venezia Giulia''. Fu aggiunta una sezione sull'Africa. Fu introdotta per l'occasione un'ampia parte storica sulla prima guerra mondiale, soprattutto riguardo all'Italia, del prof. dott. T. Celotti, riguardo alla pace con l'Austria e alla questione di Fiume del prof. dott. [[Mario Baratta]]. Fu aggiunta la cronologia della guerra mondiale nei suoi vari scacchieri, dichiarazioni di guerra comprese, redatta dal Visintin, che per l'occasione tolse le carte sull'America, ridimensionò la sezione a carattere generale su universo e terra, eliminò la sezione su geografi ed esploratori contemporanei presente nel '19, per lasciare spazio a due pagine di Baratta sui geografi morti in guerra, compreso [[Cesare Battisti]], che era stato collaboratore esterno dell'Istituto.
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