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Nato in territorio [[iran]]ico da madre [[persia]]na e padre [[Arabi|arabo]] appartenente a una delle antiche tribù arabe meridionali, [[Yemen|yemenite]]. Fu condotto fanciullo a [[Bassora|Bàssora]], e ivi crebbe e formò la propria educazione poetica. Divenuto trasmettitore (''rāwī'') del poeta Khalaf al-Ahmar (733-796), assunse, il soprannome (''kunya'') di Abu Nuwas, ''Quello dai riccioli'', ricalcato sugli [[antroponimi]] propri degli antichi re dello Yemen. Dopo un soggiorno a [[Kufa]], si stabilì a [[Baghdad]], dove non riuscì, in una prima fase a essere ammesso in presenza del califfo pur essendo etrato nella cerchia della potente famiglia dei [[Barmecidi]]. La vita libertina e trasgressiva e i suoi versi in cui esalta il vino e l'amore omosessuale determinarono il suo arresto prima e l'abbandono di Baghdad poi (805). Nell'809, divenuto califfo [[Amin]] durante gli anni del califfato di [[al-Amin]].
 
La sua fama nel mondo arabo fu grandissima, come testimonia la sua stessa presenza, accanto al califfo [[Harun al-Rashid]], nelle ''[[Mille e una notte]]''; altrettanto grande fu la sua influenza sulla posteriore poesia araba, di cui costituì uno dei modelli più imitati.
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